SFACCETTATURE DI COCULLO

Seconda parte del “Catasto recente” di Cocullo

Noce della Notte: lat.nux (abl. nuce)=noce + della notte (notula), cioè dell’uccello notturno, volg. pipistrello (notula). Ma, più probabilmente, considerato che gli elementi naturali (alberi, macigni, cumuli di sassi, ecc…) spesso indicavano località di confine, posso azzardare che quel noce indicasse la zona in cui si svolgevano riti misterici, profani e sacri. Questo secondo probabile termine ricorda cerimonie in onore di San Giovanni, che nell’alto Medioevo era noto come “San Giovanni in Campolo”, oggi “Santa Maria in Campo”; purtroppo, dopo tanti anni, non posso ricordare se la località fosse vicina alla ex grangia casalana.
Noce di Croce: idem+croce?, incrocio?, nome di persona?
Noce Milano: idem+ cognome cocullese attestato nel ‘500/’600 (è un toponimo che “sopravvive” presso la stazione ferroviaria) 
Nocella: lat. dim. di nux-abellana=avellana (betacismo), nocciola; località ricca di noccioli
Olmo di Catimo: lat. ulmus=olmo+(di) v. Campo Catimo
Orione Biasetti: volg. rèo=comunità in movimento + cognome cocullese. Variante di “rione”, zona interna dell’abitato 
Orto Magliocco: lat. hortum + cognome cocullese del ‘500/’600 (toponimo esistente in paese sotto la torre del castello e tuttora indicato come “Via Orto Magliocco)”
Pagliarella: lat. dim. di palearis (acc. -eam)=di paglia( terrucce coltivate a grano), fieno
Palancara/o: gr. palaiòs= antico; il suffisso “–ara” sta ad indicare un territorio antico: c’era una “posta” del non lontano tratturo Celano- Foggia?
Pero di Muzio: lat. pirus=pero + Muzio, nome cocullese ‘500/’600 (zona a nord di Cocullo, presso la variante per Goriano Sicoli e prima dell’Olmo di Bobbi)
Pescina/Piscina o Vicénne: lat. mediev., terre coltivate un anno a una coltura un anno ad un’altra[1]. Ma anche zona a coltivazione alternata proprio perché umida, acquitrinosa nelle stagioni fredde, arida in estate, e quindi adatta a coltivazioni e a pascolo stagionale. Tommaseo: “rotazione”
Piana d’Argento: lat. planities=spianata + argentea: dal gr. argyros= bianco, lucente, luminoso, cioè in esposizione alla luce del sole. (O del denario rinvenuto?- Tommaseo)
Piana di Chiascio: idem+ sup. clausum (da claudo); forma dialettale: “clasum”= zona riservata
Piana di Trisoli: idem+  “trisulcum” (con la caduta della “c”)= letterale “tre confini” 
Piana Tombana: idem+ lat. (del) sepolcro o tomba (un reperto?); tumulo o cavità; avvallamento, terreno depresso. 
Pianelle: lat. planities + dim. “le”. Terrazzamento pianeggiante. 
Piazza Aracella: lat. platea + cella=cappella con altare; ma, verosimilmente, qui a Cocullo si riferisce alla collocazione settentrionale accanto al castello 
Piazza Casalini: lat. platea + cognome 
Piazza Madonna delle Grazie: idem+Madonna delle Grazie
Pié’ di Campo: lat. ad pedes+ ai piedi dei campi scoscesi
Pie’ di Curro: idem+currus= alle falde del Curro (colle a nord di Cocullo)
Pié’ di Selva: idem+silva
Piedi Cantone: idem+cantonum (angolo o rione), tratto di terreno o di strada; propendo per quella zona nella valle del paese coltivata
Piedi Colle: idem+collis, alle falde del colle 
Piedi Coste: idem+costarum (lat. costae)=fianco di monte
Piedi la Forcella: idem+furcula= valletta a forma di piccola forca
Pietra della Rosa: lat. petra (roccia, sasso o collina)+rosea=profumo della rosa, profumata; ma anche zona infestata da piante spinose (rosa canina?)
Pietra Finale: idem+final (da finio),  pietra di confine
Pietra Grossa:   “  + grossa, grossolana; territorio dalla conformazione rocciosa, massiccia
Pietra Rea (Pietrarea): lat. petrarium=cava di pietre: con il suffisso “rea=area”, cioè zona ricca di detriti ghiaiosi
Pietra Santa: lat. petra+sancta=sasso santo: dalle proprietà miracolose, terapeutiche?
Pietrafitta: lat. saxsum fixtum (sup. di figo)=macigno, roccia, blocco+ficcato; zona dalla formazione rocciosa
Pizzone: lat. pexum (da pecto), estremità appuntita di qualcosa, zona (di montagna?) dalla forma a “pizzo”; gr. puzon, python (zona del rivo cocullese Pezzana). 
Ponte: lat. pons=ponte; punto di collegamento per attraversare un fiume, un sentiero, una gola (durante la transumanza…)
Porcarecce: volg. porcariciae=pascolo di animali, di porci o zona di cinghiali
Porta di Manno: lat. porta (di città recintata da mura)+cognome cocullese? (riferito all’ingresso principale del castello; o Porta “magna” (ingresso principale)
Porta Ruggeri: idem+nome di uno degli ultimi conti Berardi-Ruggeri
Portella: lat. portula=porticina, piccolo arco; può indicare anche piccolo passo montano, stretto valico
Pozzo: lat. puteus= pozzo, cisternina, buca scavata in terra, o sorgente, donde scaturiscono le acque
Prata Lunga: lat. pl. prata+ (parlata cocullese “prata”, plurale), prati estesi in lunghezza più che in larghezza
Prata Lupara: v. sopra “Luparo”
Pratella: lat. pratulum (pl. dial.)= praticello, nella parlata cocullese al femminile: “pratella”
Prati di Merzo: lat. pl. prata=prati+(di) Merzo; v.anche Coste di Mèrzo
Prato Gualtieri: idem+cognome?
Pratolanno: lat. pratulum=piccola distesa di prati
Pretara/e: lat.n.pl. pretaria= cava di pietre
Pretito: lat. petrinus; gr. petronos (da pietra); ma, più verosimilmente, prato destinato a fienagione e a pascolo
Quarto: lat. quartum=quarta parte di una cosa e di una località cocullese (un quarto della campagna e nome di una località montana di Cocullo)
Querceto: lat. quercetum=bosco di querce
Quercia o Confine (Comune di Cocullo): lat. quercia+finis=confine del territorio
Quercia/e di Chiocchio: idem+cognome cocullese
Quercia la Valle (“Cerqua”): idem+ dial. cerqua=quercia vallis, cioè quercia nella valle
Radicina: lat. radix (abl. radice con dim.)= piccola radice; o, meglio, parte bassa di un monte, terreni in cui crescono piante ed erbe spontanee
Referoni: lat. re-frangere: “re”, iterativo+”frango-frangere”= variazione di un territorio provocata da una frattura
Rione San Nicola: gr. da reo (muovere)=quartiere, zona abitata dove sorgeva la chiesa parrocchiale di San Nicola, distrutta dal terremoto del 1915
Rua del Sacco[2]: dal gr. reo=via+gr. sakko=saccheggio; ma anche francesismo: “rue”
Salera/e: dal lat. sal (sale)=deposito/i di sale; anche questo toponimo entra nel vocabolario pastorale[3]
San Manno[4]: lat. sanctus + (San Magno?)
Sant’Amico: idem+Amico (anche questa chiesa è citata nella bolla del 1183)
Sant’Ianni: idem+Giovanni?; può ricordare San Giovanni in Campo? 
Sant’Orsola: questo toponimo si riferisce alla via che inizia con l’arco Sant’Orsola” e  scende a Piazza Larga 
Santa Maria in Campo: sancta maria+in campo (Campulo campicello) coltivato, non solo in colture agricole (ora et labora?: ivi sorgeva la grangia benedettina): si tratta della grangia casalana di San Giovanni in Campo
Saucelle: lat. saliceta n.pl.=luogo piantato a salici. Dim. di “sàucia” (femm.), parlata locale: “salice”; -lle=dim.: piccole piantagioni di salici 
Scarico: lat. reicio (scarto, ind. pres. di scartare), sup. reiectus=scartato; deposito[5] di pietre e terriccio scartati
Selva Leprune: lat.silva+ prunus; dial. coc.=prugn’; località dove crescono o crescevano gli alberi di prugne selvatiche
Selva Luparo:  idem  + lupaio; selva del Luparo (monte); v. anche Luparo
Sotto Porta Ruggeri: lat. sub+v. Porta Ruggeri; v. anche Porta Ruggeri
Sterparo/io Sant’Angelo: lat “stirps, stirparius” = spianata di spini, sterpaio; gr. (radice di “stizo” (pungo)+sant’Angelo (zona in cui sorgeva la chiesetta citata nella bolla di papa Lucio III)
Stincone/i: gr.dal verbo “stigo” (radice); vertice, estremità, cima (Tommaseo); il toponimo si riferisce ad una prominenza rocciosa
Sulle Piagge: sopra (nel piano); oltre il declivio 
Sulle Rupi: idem+rupes; chiaro riferimento all’estremità rocciosa che domina il mulino della Refota
Tricaglie: lat. “tres calles”[6]= incrocio di tre percorsi accidentati, specie nei tratturi.
Premesso che al tempo dell’antica romanità, almeno al tempo di Varrone, i tratturi già esistevano ed erano noti come “calles”, vorrei immaginare quanti lettori condividano la vetustà del sinonimo
Troiano (Triane[7]): di Traiano o Adriano (imperatori romani). Finamore spiega che la derivazione va cercata in Trujje (cianfrusaglia). Così definirono i contadini i reperti (di “Trianèlla”?) affiorati sulle terre che stavano dissodando al Casale. (cfr. Van Wonterghem: “Superaequum-Corfinium-Sulmo”, Ed Olschki 1984)
Vaglio: lat. vallum=vallo; dal tardo latino “balium” (betacismo): indica un riparo tra i monti
Valle Canina: lat. vallis+canina. Idioma zoo-pastorale. Potrebbe richiamare il canalone dove è necessaria la sorveglianza dei cani pastore abruzzesi, oppure potrebbe riferirsi a terreni infestati da rovi (rosa canina)
Valle Casale: idem+ Casale (frazione di Cocullo). L’avvallamento di fronte al Casale
Valle Cavuto: Valle “Caùlo”- nelle Cronache Cassinesi “Vale Càulo” -, da noi oggi nota come “Valle Cavùto”, è una zona che raccoglie, alla base di un calanco, il caolino, cioè il pietrisco umido e franoso spesso usato per la lavorazione della ceramica e delle terrecotte per il contenuto di materiale argilloso
Valle Cegna: valle+lat. “cingula”, sporgenza rocciosa che incornicia un rilievo ; v. anche Vallicegne
Valle Cieca: idem.+lat. caecus., femm. caeca=oscura, nascosta
Valle di Cese: idem+lat.caedo=taglio; zona adibita a disboscamento
Valle Lama: idem+lat. lama=fango, terreno umido, lota, smottamento 
Valle Mele: idem+mel=miele o mala pl.=dei meli; nel primo caso zona frequentata dalle api per la produzione del miele, oppure zona che favorisce la crescita di alberi di mele
Valle Morto: idem+valle cieca, depressione; oppure valle/costone impervio difficile da attraversare per il bestiame 
Valle Mosto: idem+mustum=mosto: è una metafora per indicare una zona coltivata a vigneti?; o lat. mustus, fresco/umido per indicare una zona caratterizzata da terreno fangoso, torbido o intriso d'acqua stagnante
Valle Putida: idem+lat. da puteo=umida, paludosa
Valle Santina: idem+(della possidente?)=valle dolce e lunga a sin. dell’Olmo di Bobby; se in passato vi fosse stata un’edicola votiva il termine avrebbe origine devozionale
Vallicegne: idem (valle)+lat. “vallicula”, dim., piccola valle, convalle umida e fertile, protetta dal vento, destinata al pascolo o alla semina; oppure dal lat. caenum=fango, cioè valle fangosa (terreni a coltura alternata o vallicelle?); nel linguaggio pastorale poteva indicare un passaggio roccioso 
Vallone Camponardo (Campo…?): brusca e profonda spaccatura del monte, valle stretta e profonda, spesso bagnata da un corso d’acqua +nome diminutivo di eventuali Leonardo o Bernardo (campo di Nardo)?; o valle in cui cresce il nardo (graminacea), ostica agli animali domestici 
Vallone di Chiocchio: idem + cognome locale
Vallone di Cese:   idem +  “cesa”, zona con bosco ceduo
Vallone Livera: idem+ v. Anne Livèra=vallone di ulivi (volg. di oliva/o, parlata locale “gliva/e”)
Vallone Malamènte: idem + soprannome locale; o terreni poco fertili
Vallone Orticara:  idem + lat. (da urtica) zona infestata da ortica
Via Aloisi: tardo lat. “Aloisius”[8] via+ Luigi (dove abitava Luigi)
Via Aralizza[9]: via+ volg. ara-lixia=aia + “lista”, riconducibile alla radice romanza, perfezionata nell’antico tedesco “lista”, “striscia” e infatti le varie proprietà dello spazio terriero sono limitatissime e nella parlata cocullese sono definite “scole”
Via Carbonara: lat. via carbonaria: c’era un deposito di carbone oppure il luogo dove in passato abitavano  carbonai
Via Cortina: tardo lat. “cors, cortis”= cortile, corte, area recintata, fila di case a protezione di una zona (Casale)
Via Curro: v. Pié’ di Curro
Via della Stazione: si tenga presente che qui si parla della stazione ferroviaria sulla linea Roma-Pescara, di costruzione fine 1800
Via Piazza Larga: lat. via + “platea lata”=piazza larga
Via Porta Ruggeri: v. Porta Ruggeri
Via San Domenico: via, intitolata al Patrono di Cocullo, che da Piazza Madonna delle Grazie scende direttamente fino al Santuario
Via Sant’Antonio: via+ Sant’Antonio: strada dove sorgeva nel Medioevo l’ “hospitale”, con annessa  una cappella, costruito dagli Antoniani[10] (fino all’Ottocento)
Vicenne Vinicie: radice lat. “vicis” + lat. “vinealis”[11] = terreno coltivato a vigna, vigneto 
Villanito: lat. volg. “vineatus” (dal class. “vinetum”)=vigneto, terreno coltivato a vigna; ma anche con piante di nocciolo, avellana (nella parlata cocullese “vellane”; zona detta anche “Vollanito”[12])
 
Note

[1] Erano le “terre dei santi”, le cui rendite spettavano tutte o solo in parte alle suore di Pescina?
[2] Questo toponimo potrebbe riferirsi all’invasione del ‘799, quando i Francesi misero a ferro e fuoco la zona, ovvero potrebbe riferirsi ad una scorribanda banditesca.
[3] Con la fine del ‘500 si apre il Libro de Conseglio, conservato nel Comune, in cui è documentata l’attività regolata dei pastori e, per ciò che ci interessa, sull’onere derivante all’Università della distribuzione del sale  (v. ai Documenti la deliberazione 18 giugno 1733) per i loro ovini, che a Cocullo nei  primi del ‘600 erano circa ottomila: “…Tommaso Marchione have fatto momoriale e mova giornalmente lita all’Università per la Causa che non pretende di pagare le sale che esigi lanno passato pero vedano le SS.VV. se si deve agiustare con la giustizia… e piu come Domenico di Risio dava ancora lita all’Università e non protende, di pagare le collette delle pecora…” (del.20 luglio 1684 - LC).
“all’esattore del Sale per sua provisione duc.004-50” (Bilancio 1732)
 [4] Nell’Archivio Comunale di Cocullo reperii un disegnino su un foglio pergamenaceo che riproduce la geografia della zona settentrionale del paese fino alla campagna dove sorgeva la chiesetta rurale dedicata a San Magno (già nel 1183 citata in una bolla di papa Lucio III): nel documento è tracciata pure la via che partiva dalla chiesa della Madonna delle Grazie fino a giungere ai ruderi dell’ex edificio “rurale” (muro ancora visibile anni addietro).
[5] Veramente il deposito è recente: risale alla fine dell’Ottocento, quando la terra scavata per costruire le gallerie ferroviarie fu ammucchiata nel luogo che da allora ne ha preso il nome. 
[6] Dante, nella “Divina Commedia”, scrive: “e come è duro calle/ lo scendere e  ‘l salir per l’altrui scale”.
[8] I paesani definivano la via “Caluìsc’”: casa di Aloisio (Luigi); per tutto il giorno zona esposta al sole.
[9] E’ una scorciatoia che collega piazza della Madonna con la parte bassa del paese sfiorando l’Aralizza.
[10] L’ “hospitale” nacque in epoca imprecisata, ma senz’altro dalla fine dell’Alto Medioevo ed aveva annessa una cappella che poi fino al 1800 funzionò come chiesa.
[11] Il Bielli traduce questo aggettivo “di oliveto”. Veramente mamma raccontava che quando venne ad insegnare a Cocullo –anni ‘20 del 1900 - vide fiorire qualche ulivo che ancora resisteva per l’influenza del clima mite suscitato dal vicino lago Fucino, purtroppo prosciugato alla fine del 1800; ma io preferisco il vocabolo latino, anche se un’eventuale età veneranda del toponimo potrebbe lasciare dubbiosi.
[12] Lo spazio che fu occupato dai vigneti continuava a sud con un grosso sterpeto.