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Nino Chiocchio, L’alba dei travetti e il crepuscolo dei travetti

Edizioni L'Atelier

Oggi, 06:52

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Nino Chiocchio, L’alba dei travetti e il crepuscolo dei travetti

Capitolo XXVIII - "Roma doma”: la stretta normativa e il crepuscolo

Redazione

Abbiamo visto che Travetti Crescenzo (per gli amici Enzo) era approdato nella metropoli alla fine dell’aprile del 1968. Sappiamo anche che era stato nominato in ruolo sei anni prima e, allora, gli era stata assegnata una tranquilla sede di provincia; sede che disgraziatamente era stato poi costretto a lasciare per un fatto connesso all’affetto familiare, fatto che aveva provocato la vendita delle azioni comprate dalla cooperativa edilizia ed il ricordo di un nostalgico ritorno con l’automobile piena di fiori; nostalgia che era sfociata in un rumoroso magone quando, appunto nel viaggio del ritorno definitivo all’ovile della grande città, ci si era messa pure quella cantante della radio di bordo che si mise a cantare un patetico motivo intitolato “Noi due”...             Arrivò che fervevano i preparativi della “festa del lavoro”. La città era uno sventolio di bandiere; si festeggiavano la Costituzione fondata sul lavoro e ...i gestori delle pompe di benzina, i quali avevano provveduto a riempire i serbatoi delle automobili in partenza per la gita fuori porta in occasione della bella giornata di sole. Da impiegato di provincia Travetti aveva solennizzato cinque volte quel giorno, ma solo nella megalopoli si accorse del nesso esistente tra festa e lavoro. La primavera era belloccia, anche lì, nei fiori dei giardini e nel cielo azzurro non ancora inquinato dallo smog.              Grazie al bagaglio di esperienza e all’entusiasmo portato dalla provincia, Travetti viveva proprio di rendita, e in un primo momento restò molto divertito per l’andazzo metropolitano, anche quando fu costretto ad operare nel salone delle nomine, al piano terra del nuovo Ufficio, che in verità somigliava ad un girone dantesco, saturo com’era di fumo e di rum

Cultura

Oggi, 06:55

L’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci - Il corpo umano come misura del mondo

Ivan Antonio Giampietro

L’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci - Il corpo umano come misura del mondo

Da più di cinque secoli, l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci rappresenta l’ideale del Rinascimento. Ma come ha concretamente risolto Leonardo la costruzione geometrica di questo disegno, un enigma ereditato da Marco Vitruvio Pollione nel suo trattato De Architectura?    A questa domanda, un studio scientifico, pubblicato sulla rivista inglese ISTE OpenScience, Art & Science, offre finalmente una soluzione definitiva. Jean-Charles Pomerol, Professore Emerito di Matematica dell’Università della Sorbona, e Nathalie Popis, specializzata nello studio dell’opera di Leonardo da Vinci, mettono in evidenza che Leonardo ha elaborato un metodo di misura fondato sull’observazione rigorosa del corpo umano, nella ricerca di una corrispondenza tra geometria e anatomia. Pur avendo riportato sul foglio le indicazioni di Vitruvio, non le applica tuttavia in modo letterale. Gli autori hanno scoperto che gli studi di Leonardo sulle proporzioni umane rivelano una suddivisione del corpo fondata su frazioni semplice secondo una logica duodecimale. Ma per concepire l’intera figura dell l’Uomo Vitruviano, Leonardo spinge questo principio fino a una suddivisione in 120 unità, un numero sufficientemente ricco da esprimere con precisione i rapporti tra le diverse parti del corpo.  Da un punto di vista matematico, questo numero possiede una divisibilità eccezionale. Prodotto dei primi cinque numeri interi, (1 × 2 × 3 × 4 × 5= 120), consente di esprimere un’ampia gamma di proporzioni sotto forma di numeri interi. Leonardo dispone così di un quadro razionale particolarmente flessibile per organizzare il corpo umano.  Nella tradizione pitagorica, 120 è associato all’idea di ordine del mondo. Lo si ritrova anche in diverse tradizioni religiose, sia nella durata de

EVENTI CULTURALI IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DI SAN DOMENICO ABATE A COCULLO

Cocullo Eventi

Oggi, 07:00

EVENTI CULTURALI IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DI SAN DOMENICO ABATE A COCULLO

Redazione

Incarnazione e Disincarnazione 

Valle Peligna Eventi

Oggi, 07:04

Incarnazione e Disincarnazione 

Jacopo Lupi

L’Aquila e Provincia

Oggi, 07:13

ISTITUTO PENALE PER I MINORENNI “SAN FRANCESCO D’ASSISI” DI L’AQUILA

Polizia Penitenziaria

Con riferimento alle notizie riportate da alcune testate locali che citano come fonte un Sindacato e un consigliere comunale del Comune di L’Aquila, l'Amministrazione della Giustizia Minorile conferma l'avvenuta ingestione, da parte di tre detenuti, di alcuni piccoli oggetti.  Lo spiacevole episodio è accaduto ieri, 10 aprile, durante il regolare svolgimento delle attività educative e trattamentali. L’insano gesto, tuttavia, non è stato motivato da fatti contingenti quindi non si configura come azione di "protesta", trattasi, piuttosto, di una forma di espressione del disagio sotteso a

È in edicola il numero primaverile della rivista il “Gazzettino della Valle del Sagittario”

Valle del Sagittario Editoria

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Redazione

SEI NAZIONI RUGBY FEMMINILE: FRANCIA 40 - 7 ITALIA - INGHILTERRA 33 - 12 IRLANDA  - GALLES 19 - 24 SCOZIA  

Scanno Sport

Oggi, 07:19

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Sandro Fronterotta

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Emanuele Manzo

LA FILIERA SPEZZATA

Valle Peligna Cronaca

11 Aprile 2026, 00:17

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