Direttore Responsabile Roberto Grossiin stampa dal 1989online dal 2005
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Sabato 25 Aprile - Aggiornato alle 00:11
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ItaliaRicorrenze
Oggi, 00:04
LA RESISTENZA UMANITARIA A VILLALAGO
E spartirono quel poco pane con gli alleati fuggitivi
Redazione
In quell'anno 1943, dopo l’8 Settembre, si videro molti ex prigionieri alleati, fuggiti dai vari campi di concentramento abruzzesi, vagare per le montagne di Villalago. Secondo una documentazione dell'A.S.C. (Allied Screening Commission) i POW (Prisoners Of War) che ebbero contatti con la popolazione villalaghese furono circa quarantadue. In Abruzzo i campi di concentramento erano i seguenti: il n. 78 a Sulmona, il n. 91 ad Avezzano, il n. 102 a L'Aquila e il n. 21 a Chieti. Per ogni campo il numero dei prigionieri era di circa 3000. Questi erano di varia nazionalità, ma in maggior parte Inglesi, catturati in Africa. A Villalago arrivarono soprattutto i POW fuggiti dal campo di concentramento di Fonte d'Amore, una piccola frazione di Sulmona, situata tra la Badia e le Marane. Ta l e campo aveva il numero 78 e si trovava a circa tre chilometri dalla città e a poche centinaia di metri dall'Abbazia di San Celestino, allora adibita a penitenziario. Fu costruito durante la Prima Guerra Mondiale per concentrarvi i soldati austriaci. In tempo di pace venne utilizzato come struttura logistica dei reparti militari italiani. Dall'Aprile del 1940 fu di nuovo campo di concentramento dei prigionieri di guerra. Era articolato in circa 80 baracche, per la maggior parte di legno, disposte su quattro file e divise secondo il grado dei soldati: ufficiali, sottufficiali, soldati semplici. Vi erano gli alloggi del Comando, il presidio medico, i magazzini, le cucine, la Cappella e alcuni spazi ricreativi. Tutto il campo era circondato da filo spinato e presidiato da uno speciale contingente di Carabinieri. l.'8 Settembre gli ufficiali italiani (da carcerieri ad alleati) comunicarono ai POW c•he potevano fuggire. Essi, attraverssando il Guado di Goccia sulla Maiella, a Campo di Gio
PNALMAmbiente
Oggi, 00:08
Strage di lupi, la rabbia degli allevatori di Confagricoltura
“Chi avvelena il Parco avvelena anche noi”
Confagricoltura L’Aquila,
Il silenzio delle valli tra Pescasseroli e Alfedena è stato squarciato, nelle ultime settimane, da una macabra scia di morte che non ha risparmiato nessuno. Quasi venti esemplari di lupo, oltre a volpi e poiane, sono caduti vittima di un attacco premeditato e vigliacco, bocconi imbottiti di fitofarmaci che hanno trasformato il cuore del Parco in un campo minato. Mentre le indagini proseguono per individuare i responsabili di questo disastro ecologico, c’è una categoria che rifiuta di restare sul banco degli imputati. Gli allevatori del territorio, rappresentati da Confagricoltura L’Aquila, hanno deciso di alzare la voce per proteggere non solo il proprio bestiame, ma la propria onestà e il legame viscerale con una terra che è diventata teatro di una barbarie senza giustificazioni. “Di fronte all'orrore della strage che sta insanguinando queste terre, non possiamo più restare in silenzio,” esordisce Alessandro Tamburro Consigliere di Confagricoltura L’Aquila e rappresentante della FNP Abruzzo, visibilmente scosso dagli ultimi ritrovamenti. “I numerosi lupi uccisi brutalmente dal veleno non sono solo una perdita per la biodiversità, ma rappresentano un insulto diretto al nostro lavoro, alla nostra dignità e a tutto ciò che rappresentiamo per questo territorio.” “Vogliamo dirlo con assoluta fermezza, chi sparge morte tra le valli del Parco compie un atto di sabotaggio verso l'intera comunità agricola e zootecnica. Il veleno è un’arma vile, cieca e profondamente autolesionista, che non distingue tra fauna selvatica e i nostri affetti più cari. Colpisce i nostri cani da lavoro, compagni di vita e strumenti essenziali del nostro mestiere,” spiega con amarezza Tamburro, “e contamina irrimediabilmente i pascoli che curiamo da generazioni. Per no
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Festa della Liberazione 2026 a Teramo
Redazione
Anversa degli AbruzziPolitica
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OGGI PRESENTAZIONE DELLA LISTA ANVERSA RINASCE
Redazione
Chieti e ProvinciaTeatro
Oggi, 00:04
Dalla storia vera ai grandi palcoscenici nazionali
Alessandra Renzetti
L’Auditorium della Cultura di Civitella Messer Raimondo (Ch) si appresta a vivere un appuntamento all'insegna del grande teatro previsto per domenica 26 aprile 2026, alle ore 18:30: UAO Spettacoli presenta Federico Perrotta in "La Banda – Una storia di swing, twist, mambo e carrarmati", un’opera scritta da Pierpaolo Palladino per la regia di Manfredi Rutelli. Lo spettacolo, tratto da una storia vera, ha già calcato con grande successo i più importanti palcoscenici nazionali, confermando il valore artistico di un racconto che unisce memoria storica, musica e una performance attoriale di
CoculloTradizioni
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24 Aprile 2026, 00:04
HILLESUM - WEIL - PREVOST
Matilde Di Cesare
PNALMInterventi
24 Aprile 2026, 00:03
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Ass. Naz. per la Tutela dell'Ambiente e della Vita Rurali