Direttore Responsabile Roberto Grossiin stampa dal 1989online dal 2005
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Domenica 28 Giugno - Aggiornato alle 00:02
Domenica 28 Giugno Aggiornato alle 00:02
in primo piano
CoculloStoria
Oggi, 00:02
"Sfaccettature di Cocullo"
La Via Claudia Valeria
Nino Chiocchio
La Via Claudia Valeria come la realizzò l’imperatore Claudio nel 45 d.Cr. con la variante per Corfinio. Fino a Cerfennia seguiva il tracciato della vecchia Valeria, voluta nel 356 a.Cr. dal censore Massimo per favorire la penetrazione romana verso il Sannio; l’itinerario costruito dal censore deviava da Cerfennia (Collarmele) verso Marruvio (San Benedetto), cioè verso Cocullo. Lo scritto che segue è una revisione e fusione di tre articoli incentrati press’a poco sullo stesso argomento: la rete viaria che anticamente collegava Cocullo con i centri vicini. In verità siamo entrati nella Storia già da vari secoli, anzi da millenni; se volessimo soprattutto percorrere le tracce della Storia di altre genti, quali i Vichinghi e gli Indoeuropei andremmo molto lontano; ma non é questo il mio scopo. Fra gli accadimenti più notevoli del periodo storico va ricordata la Guerra Sociale. Strabone e l’antica Via Valeria Qui faccio una ricostruzione partendo da quando Strabone, descrivendo l’itinerario da lui percorso sulla Via Valeria, avrebbe dovuto suggerire, a chi di competenza, di dar voce a ciò che si nasconde nei reperti affiorati nel nostro territorio[1] e in quelli risalenti agli albori dell’età augustea. L’autorevole storico e geografo greco, molto probabilmente sulla scorta dell’altro geografo Artemidoro di Efeso[2] (vissuto circa 100 a. Cr.) e di altri importanti Autori non esclusi Omero e poi Polibio, tra il 20 a.Cr. e il 18 d.Cr., trattando delle nostre plaghe nel periodo della Guerra Marsica o Sociale, le comprese nella famosa opera “Geografia”: in essa (quinto libro) egli seguì il tracciato della più antica Via Valeria, quella già esistente come percorso della transumanza e poi riorganizzata e pavimentata dal Censore Marco Valeri
ScannoStoria
Oggi, 00:02
"Memorie d'inchiostro"
Liber Status Animarum: Il Censimento redatto dal Parroco di Scanno nel 1777
Roberto Nannarone
Il Liber Status Animarum (stati delle anime) era uno dei registri parrocchiali che i parroci erano tenuti a compilare regolarmente: in essi erano registrati dati anagrafici e religiosi dei parrocchiani, nonché le professioni svolte e le proprietà, questi ultimi dati erano utili anche ai fini della determinazione della decima (decima parte della ricchezza) da versare alla parrocchia. Per la consistenza e particolarità dei dati raccolti, questi registri possono essere considerati una sorta di censimento organizzato della popolazione. A differenza del libro dei battesimi e del libro dei matrimoni, la cui tenuta era stata istituita e regolamentata a partire dal Concilio di Trento, (il 19° concilio ecumenico della Chiesa cattolica, tenutosi a più riprese tra il 1545 e il 1563), gli stati delle anime furono introdotti dalla Costituzione Apostolicae Sedis, promulgata da Papa Paolo V il 17 giugno 1614, che ha regolamentato e reso obbligatoria la compilazione dei registri canonici. Le disposizioni contenute nel documento pontificio prescrivevano al parroco di annotare tutti i componenti dei nuclei familiari della parrocchia al fine di verificarne la soddisfazione dell’obbligo del precetto pasquale. Ho consultato il Liber Status Animarum del mio paese, purtroppo in una copia fotostatica non completa, redatto nel 1777 dall'Arciprete Rev.do D. Leonardo Ciancarella, nato il 13 marzo 1727, che nell’anno di compilazione aveva 50 anni. Non nascondo che a volte è molto complesso decifrarne la scrittura, soprattutto per l’uso ripetuto dell’abbreviazione delle parole. Gli stati delle anime venivano redatti dai parroci di solito in occasione delle benedizioni pasquali delle case e delle famiglie: essi, pertanto, registravano i parrocchiani per nuclei familiari secon
ScannoCronaca
Oggi, 00:01
La Notte Romantica di Scanno
Redazione
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Oggi, 00:01
A Spoltore torna il teatro dialettale: quattro serate di tradizione, risate e riflessione nel cartellone estivo
Alessandra Renzetti
L’Aquila e ProvinciaMusica
Oggi, 00:01
EZIO GUAITAMACCHI PORTA LA SUA “STORIA DEL ROCK” AL SANTA JONA FESTIVAL BLUES JAZZ
Antonio Ranalli
Uno spettacolo sulla storia del rock, tra canzoni e teatro, con il giornalista musicale Ezio Guaitamacchi caratterizza la seconda edizione del “Santa Jona Festival Blues Jazz – Forever Silvio Di Giulio”, manifestazione dedicata alla valorizzazione dei gruppi musicali emergenti. Appuntamento domenica 28 giugno 2026, a partire dalle ore 20, sul palco di Santa Jona, frazione di Ovindoli (L’Aquila). A condurre la serata sarà Luca Di Nicola. L’ingresso è gratuito. L’iniziativa è dedicata a Silvio Di Giulio, giovane giornalista, critico musicale e musicista, scomparso prematuramente n
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UCS Diocesi Sulmona-Valva
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Torna a Pescara il Warner Bros Discovery Celebration Tour 2026: due giorni di spettacolo, cinema e divertimento in piazza della Rinascita