Direttore Responsabile Roberto Grossiin stampa dal 1989online dal 2005
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Domenica 21 Giugno - Aggiornato alle 00:03
Domenica 21 Giugno Aggiornato alle 00:03
in primo piano
CoculloStoria
Oggi, 00:03
"SFACCETTATURE DI COCULLO"
ABBRUZZ’
Nino Chiocchio
ABBRUZZ’ Nella casa romana mamma (chi ricorda “la maestra Clara”?) recitava spesso questi versi, che senz’altro sono un minuscolo quanto plastico affresco della sua terra d’origine: Roccapreturo (Aq). Più volte le ho chiesto chi ne fosse l’autore. Mi rispondeva sempre di non ricordare… Eppure lei aveva una memoria di ferro. L’ho cercato inutilmente io, l’autore, perché quel bozzetto stupendo non poteva restare nell’anonimato. Mamma era impregnata di studi umanistici quanto era modesta… ABBRUZZ’ Dalle cime cchiù bbianch’ aiju mare/ Va ju fium’a crapicce ch’ corre; tra la valle pretosa cumpàre/ ‘n’ paisìtt’, ‘na chiesa, ‘na torre. Oh, da quant’ cuntàt’ so’ l’ore/ Da che manco e ddò’ aspetta ‘nu core! Pe’ lle prate la mandra repasce,/ pe’ lle terre revann’ j’aratre, da ij bbosch’ resonen’ l’asce/ i le vecchie canzò’ d’ ij patre. Oh tu, Abbruzz’, tu, terra d’amore,/ chi è luntàne te pensa i c’ more! Ero bambino: è bello vivere di ricordi, specialmente quando nubi nere si profilano all’orizzonte. Quelle nubi appannano l’anno vecchio e in passato si festeggiava l’anno nuovo sperando che fosse migliore. Ero bambino: è bello vivere di ricordi. Il campanile si stagliava nel cielo azzurro mentre accoglieva i piccioni che avevano svolazzato intorno alla vicina cupola. Lo scampanio li aveva impauriti: succedeva sempre così, ma ormai erano abituati a quel suono e quando la campana grande rallentava i rintocchi che si perdevano nel brusio della valle, essi si riavvicinavano alla dimora abituale. Le rondini si inseguivano garrendo festose intorno alla torre medioevale quasi che con i loro garriti la volessero esortare a svelare i segreti che custodisce. Il cuculo della selva, pigr
ScannoCronaca
Oggi, 00:03
A Scanno le ACLI accendono i riflettori sullo spopolamento
«Ripartire dai borghi per salvare la montagna»
Redazione
Si è tenuta ieri, 20 Giugno 2026, nella suggestiva cornice di Scanno, la tradizionale "Festa delle ACLI", organizzata dal Circolo ACLI di Scanno e Villalago insieme alle ACLI Provinciali dell'Aquila. Un appuntamento che quest'anno ha voluto andare oltre la semplice celebrazione associativa per affrontare uno dei temi più urgenti e complessi del territorio abruzzese e nazionale: “Natalità, Famiglia, Spopolamento delle aree interne e Welfare”. Il convegno si è svolto nell’Auditorium dell’ex chiesa delle Anime Sante. La scelta di Scanno non è affatto casuale, ma risponde a precise ragioni strategiche, simboliche e territoriali. Il paese, situato nel cuore dell'Appennino abruzzese nell’Alta Valle del Sagittario, incarna perfettamente l'identità dei piccoli comuni montani italiani. Da un lato possiede uno straordinario patrimonio culturale, naturalistico e turistico (è uno dei "Borghi più belli d'Italia”, vanta la Bandiera Blu, la Bandiera Arancione e le Cinque Vele di Legambiente per il suo lago); dall'altro, vive in prima persona i disagi tipici delle aree interne: l'isolamento geografico, la progressiva riduzione dei servizi essenziali, l'invecchiamento della popolazione e l'emigrazione dei giovani. A ciò si aggiunge la forte presenza e il radicamento storico del circolo “ACLI di Scanno e Villalago”, che rendono il comune il fulcro naturale per le iniziative delle ACLI Provinciali dell'Aquila. Scegliere questo borgo significa anche valorizzare il lavoro di prossimità svolto quotidianamente dai volontari sul territorio. L'evento ha riunito esperti, amministratori locali e rappresentanti del terzo settore per analizzare le cause di un fenomeno che sta svuotando le aree interne, cercando al contempo di offrire spunti concreti al governo centrale per
VillalagoAuguri
Oggi, 00:02
Auguri agli sposi Marco e Debora
Redazione
ItaliaEventi
Oggi, 00:02
Oggi Solstizio d’Estate
Redazione
Teramo e ProvinciaCronaca
Oggi, 00:01
TERAMO, PROTESTA LA POLIZIA PENITENZIARIA DEL CARCERE DI CASTROGNO
U.S. Sappe
"Da oltre cinque mesi il personale di Polizia Penitenziaria del carcere di Teramo continua a garantire, con grande senso dello Stato e sacrificio personale, i servizi essenziali di sicurezza, ma l'Amministrazione penitenziaria centrale non ha ancora corrisposto il pagamento delle ore di lavoro straordinario maturate a partire dal mese di gennaio. Ogni appartenente al Corpo ha ormai accumulato centinaia di ore di straordinario non retribuite. Una situazione inaccettabile e mortificante". È la durissima denuncia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE). Il segretario provinciale del
ScannoEventi
LA NOTTE ROMANTICA A SCANNO
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Incontro con i Sindaci neoeletti Il Prefetto incontrerà anche la neosindaca di Anversa