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Il mulino ad acqua della “Refóta”

Cocullo Storia

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"SFACCETTATURE DI COCULLO" 

Il mulino ad acqua della “Refóta”

Nino Chiocchio

Finora si è parlato quasi sempre dell’abitato cocullese, salvo quando non si è accennato al viaggio sulla Valeria dell’illustre geografo greco al quale si offrì la vista del paesaggio casalano i cui dintorni, ancora poco ospitali verso chi proveniva da Roma, gli suggerirono di tornare indietro.  Insomma la pace “imposta” da Augusto alitava soltanto attorno all’ “Ara Pacis”. E in definitiva, potremmo dire che Cocullo e Casale facevano corpo, ma il primo, costituendo la parte più alta cioè l’arce, apparve al viaggiatore un po’ più lontano dalla consolare, mentre Casale fu sfiorata dalla via a otto chilometri di distanza che furono coperti da un diverticolo. Oggi Cocullo è il capoluogo mentre il Casale ne è divenuto frazione dopo forse le distruzioni cesariane. Quindi con ogni probabilità la vera città indifesa potrebbe individuarsi nella mitica città di “Trianèlla” (Casale), mentre il “Coculum oppidum” citato da Strabone ne era il caposaldo fortificato. Ma qui focalizziamo l’attenzione su un posto affascinante dal punto di vista ambientalistico ancora oggi che poi fu fonte di floridezza economica dall’Alto Medioevo a più di un secolo fa: il mulino ad acqua della “Refóta”. Il ricordo di un tempo passato florido è piacevole, specie se il pensiero ti porta al mondo che fu, popolato da gente laboriosa nella campagna lussureggiante. I nostri avi videro scorrere molta acqua nel letto del rio Pezzana. Tumultuava quando in montagna si scioglieva la neve, ora solo in occasione delle piogge alluvionali. Fino alla metà dell’Ottocento scese a valle a volte tranquillo a volte impetuoso con una portata idrica notevole: nel 1837 (qualche anno prima, un’altra tracimazione aveva travolto due ponti[1] e aveva affossato la fonte medioev

Frattura Storia

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I tesori ritrovati di Frattura: il quadro salvato dal terremoto e il mistero del vecchio stemma

Roberto Nannarone

I tesori ritrovati di Frattura: il quadro salvato dal terremoto e il mistero del vecchio stemma

C'è un filo sottile ma indissolubile che lega l'arte alla memoria di un territorio. Per la comunità di Frattura, questo legame si concentra in un capolavoro scampato quasi per miracolo alla distruzione: una preziosa pala d'altare recuperata dalle macerie della vecchia chiesa di San Nicola di Bari, rasa al suolo dal devastante terremoto del 1915. La Madonna con Bambino, Anime Sante e San Nicola da Bari Oggi posizionato sull'altare maggiore della nuova chiesa, riaperta al culto a fine luglio, questo grande dipinto a olio è attribuito al celebre pittore seicentesco Andrea Vaccaro [1598–1670]. La scena è divisa in due mondi contrapposti: in alto, immersa in un'atmosfera celeste e circondata da angeli e nubi dorate, c'è la Madonna in trono. Porta un abito rosa e un mantello azzurro, mentre il Bambino Gesù, in piedi sulle sue ginocchia, tiene tra le mani un piccolo cardellino, classico simbolo d'arte sacra che prefigura la passione. La composizione della gloria è racchiusa da una ghirlanda di candide nubi animate da teste di cherubini disposte a semicerchio lungo i lati e sotto i piedi della Vergine, che stagliandosi su un cielo blu con striature dorate e rosate, dà anche il titolo ufficiale alla tela: Madonna con Bambino, Anime Sante e San Nicola da Bari. In basso, il clima cambia completamente. A sinistra troviamo San Nicola di Bari, inginocchiato con i suoi paramenti solenni, la mitra e un ricco piviale rosso, ritratto di profilo. Ai suoi piedi si notano un libro liturgico e tre sfere d'oro, che ricordano la famosa leggenda della dote regalata a tre fanciulle povere. Nella parte destra della tela, in basso, si apre una rappresentazione cupa del Purgatorio. Diverse figure umane (anime purganti) riemergono dalle fiamme e dall'oscurità con le mani giunte o protese

IL LIBRO “POSSO FARTI UNA DOMANDA?” DEL PRETE INFLUENCER 

Italia Libri

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IL LIBRO “POSSO FARTI UNA DOMANDA?” DEL PRETE INFLUENCER 

Benedetta Parisi

SCANNO E CAMPO DI GIOVE SENZA AMBULANZE 118 GIÀ DA SEI GIORNI

Scanno Cronaca

Oggi, 00:01

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Redazione

Pescara e Provincia Sport

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Presentato con Moser il 78° Trofeo Matteotti, la classica abruzzese

Luca Alò

Un vernissage in bello stile a Pescara, nella sala consiliare del Municipio, ha dato ufficialmente il via al conto alla rovescia per il 78° Trofeo Matteotti. Pescara e Montesilvano si preparano dunque a vivere una grande giornata di sport domenica 13 settembre, con le strade pronte a trasformarsi ancora una volta nel palcoscenico naturale della classica abruzzese. Alla presenza delle massime autorità politiche, delle istituzioni sportive, degli sponsor e della stampa, è stato svelato l'evento clou del calendario ciclistico internazionale abruzzese, una manifestazione storica che da sempre i

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