Direttore Responsabile Roberto Grossiin stampa dal 1989online dal 2005
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Mercoledì 21 Ottobre - Aggiornato alle 00:03
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in primo piano
Valle del SagittarioStoria
Oggi, 00:03
Il Mercoledì della Storia
Il Monastero di S. Vincenzo al Volturno possedeva beni nella “Valle de Flaturno”
Antonio Genovese
Dal Chronicon Vulturnense del monaco Giovanni si apprende che il Monastero di San Vincenzo al Volturno possedeva beni nelle nostre contrade. Aveva possedimenti in Valle Trita - la valle che, a partire da Bussi, arriva fino a Ofena - e possedeva terre, villaggi e chiese in Valle de Flaturno. La "Valle de Flaturno" è identificata da alcuni con l'odierna Valle del Sagittario (da Bugnara a Scanno), mentre altri la collocano tra Anversa e Cocullo. L'identificazione antica della nostra valle con la Valle de Flaturno è pacifica; tuttavia, identificare Flaturno con l'odierno fiume Sagittario non è la stessa cosa. Il Chronicon Vulturnense non parla mai di "Fiume Flaturno" - come fa invece per altri corsi d'acqua per i quali è specificato il termine "fiume" - e neppure di un agglomerato urbano. Da cosa derivi il nome Flaturno non ci è dato saperlo, anche se c'è chi intende identificarlo direttamente con Anversa. Ritorniamo al Chronicon Vulturnense: in un diploma del 29 agosto dell'anno 968, rogato in Fisige (territorio marsicano, doc. 120 CV), viene menzionata la "Cellam Sante Maria de Flaturno". La "Cella" era un convento minore retto da un prevosto, che possedeva beni immobili più o meno vasti e dipendeva dall'abbazia principale. Nel documento 28 del Chronicon Vulturnense (10 giugno 816), troviamo la conferma che Ludovico il Pio dona alcuni beni al monastero di San Vincenzo al Volturno; tra questi figura la "Ecclesia Santi Vincencii, et Sancte Marie in Valli, et in Flaturno" (c 83 B 10-15). La Chiesa di San Vincenzo deve essere quella situata appena fuori Anversa, sopra l'Arenara, poi passata al patrimonio di San Panfilo di Sulmona. Ancora dal Chronicon: Pandolfo, principe di Benevento, alla presenza di conti, vescovi, giudici e di un numeroso popolo, dirime una causa tr
Chieti e ProvinciaAmbiente
Oggi, 00:03
Scaduti i 90 giorni del TAR: CIA Chieti-Pescara scrive al Ministero sul futuro del Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi
CIA Chieti-Pescara
L’organizzazione contesta l’attuale prospettiva del Parco e mette al centro i rischi per le imprese agricole, il reddito e la continuità delle attività produttive. Tempi ancora da chiarire e incertezze sul futuro del Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina rendono necessario fare chiarezza sullo stato del procedimento e sui prossimi passaggi. CIA Chieti-Pescara contesta l’attuale prospettiva di istituzione del Parco, per le possibili conseguenze sulle imprese agricole e sulle prospettive di sviluppo delle attività produttive del territorio. L’organizzazione ha inviato una richiesta formale di aggiornamento al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, alla luce della sentenza del TAR Abruzzo n. 335 del 22 giugno 2026 e della scadenza del termine di 90 giorni previsto dalla pronuncia. CIA chiede di conoscere le eventuali determinazioni assunte e i tempi dei successivi passaggi amministrativi, richiamando l’attenzione sulle ricadute che le decisioni potranno avere sulle aziende agricole presenti nell’area. «È importante fare chiarezza sui prossimi passaggi del procedimento – dichiara Domenico Bomba, presidente di CIA Chieti-Pescara – Le imprese agricole hanno bisogno di certezze per programmare il proprio futuro e di essere coinvolte nelle scelte che riguardano il territorio». Per CIA Chieti-Pescara, è fondamentale riconoscere il ruolo che le imprese agricole svolgono quotidianamente nella tutela e nella manutenzione del territorio. Gli agricoltori non sono semplicemente soggetti interessati dalle future decisioni sul Parco, ma rappresentano una componente essenziale di quel paesaggio rurale, ambientale e produttivo che si intende preservare. La tutela del territorio non può prescindere dalla salvaguardia delle attività ag
Anversa degli AbruzziLibri
Oggi, 00:02
L’importanza di un Ambiente sano
Lucrezia Sciore
L’Aquila e ProvinciaEventi
Oggi, 00:02
«È ancora possibile leggere Arte e Design come testi culturali capaci di incidere sul presente e di orientare il futuro?»
Ass. Deposito dei segni
ItaliaPrevidenza Sociale
Oggi, 00:02
INPS, nuovo Bonus mamme 2026: al via le domande per il contributo fino a un massimo di 720 euro
Stefano Caranfa, Segreteria di Direzione
Con il messaggio n. 3343 del 20 ottobre 2026, l’INPS comunica la disponibilità del servizio che consente alle lavoratrici madri di richiedere il Nuovo Bonus mamme 2026. Si tratta di un sostegno al reddito di 60 euro per ogni mese di lavoro svolto nel 2026, fino a un massimo di 720 euro. La misura è prevista dalla legge di Bilancio 2026 ed è disciplinata dalla circolare n. 106 del 16 ottobre 2026 . Si rivolge alle lavoratrici dipendenti e autonome in possesso dei requisiti di legge. Il contributo spetta per ciascun mese, o frazione di mese, di attività lavorativa, fino a dodici mensilità
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Successo per la terza edizione di "Montesilvano Sine Tempore"
Maria Gabriella Orlando
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20 Ottobre 2026, 00:04
AL COMPOSITORE ABRUZZESE PAOLO CAVALLONE IL PREMIO MONTEFIORE
Antonio Ranalli
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CHIESA-SULMONA-MONS. FUSCO: RIPARTIRE DALL’ALTARE PER ABITARE LA STORIA
UCD Diocesi di Sulmona-Valva
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20 Ottobre 2026, 00:04
«Solidarietà ai colleghi attaccati dall’allenatore del Pescara»