Italia Salute e Sanità
21 Settembre 2026, 00:03
21 settembre: Giornata Mondiale dell’Alzheimer
C.S. Isde Italia
n occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer del 21 settembre, ISDE – Associazione Medici per l’Ambiente richiama l’attenzione su un aspetto ancora non sufficientemente presente nel dibattito pubblico: la salute del cervello è legata anche alla qualità dell’ambiente nel quale viviamo, lavoriamo e invecchiamo.
Il tema assume particolare attualità alla luce delle nuove Linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità 2026 sulla riduzione del rischio di declino cognitivo e demenza, che ampliano l’approccio alla prevenzione includendo esplicitamente interventi per ridurre l’esposizione ai fattori di rischio ambientali.
Secondo l’OMS, nel mondo oltre 57 milioni di persone convivono con una demenza e ogni anno si registrano quasi 10 milioni di nuovi casi. L’Alzheimer rappresenta circa il 60-70% delle demenze.
Un dato particolarmente importante riguarda la prevenzione: secondo l’OMS, fino al 45% del rischio di demenza è attribuibile a fattori modificabili, fra i quali figurano anche l’inquinamento atmosferico, insieme a fattori quali fumo, consumo dannoso di alcol, inattività fisica, isolamento sociale, ipertensione e diabete.
Secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità, circa 1,2 milioni di persone di età pari o superiore a 65 anni convivono con una demenza, delle quali circa 550-660 mila con malattia di Alzheimer. A queste si aggiungono circa 24 mila persone tra 35 e 64 anni con demenze ad esordio precoce.
L’impatto sanitario, sociale ed economico è quindi enorme e destinato ad assumere un peso crescente con l’invecchiamento della popolazione.
Per questo la prevenzione non può essere considerata un aspetto secondario delle politiche sulle demenze.
Negli ultimi anni numerosi studi epidemiologici hanno evidenziato associazioni tra esposizione prolungata agli inquinanti atmosferici e maggiore rischio di deterioramento cognitivo e demenza.
Particolare attenzione riguarda il particolato fine PM2,5, ma anche il biossido di azoto e altri inquinanti legati soprattutto al traffico e ai processi di combustione.
Una recente revisione sistematica e meta-analisi su oltre 24 milioni di persone ha rilevato, per ogni incremento di 5 µg/m³ di PM2,5, un aumento dell’8% del rischio relativo di demenza; associazioni sono state osservate anche per il biossido di azoto e il black carbon.
I meccanismi biologici studiati sono molteplici e interconnessi: infiammazione sistemica, stress ossidativo, danno vascolare e neuroinfiammazione rappresentano alcune delle principali ipotesi attraverso le quali l’esposizione cronica agli inquinanti potrebbe contribuire ai processi di neurodegenerazione.
Si tratta di associazioni epidemiologiche che devono essere interpretate considerando i limiti propri degli studi osservazionali, ma la consistenza crescente delle evidenze rende la qualità dell’aria un tema rilevante anche nelle strategie di tutela della salute cerebrale.

