Scanno Politica
21 Settembre 2026, 00:03
TRENTASETTE BAMBINI DI SCANNO NON SONO UN DETTAGLIO
Cristian Pace
A Scanno, dopo l’estate, 37 bambini si sono ritrovati senza scuola dell’infanzia. Non per una calamità o per un evento imprevedibile, ma per una vicenda che l’amministrazione comunale conosceva da tempo e che non è stata risolta prima dell’inizio dell’anno scolastico. E mentre tutti i Comuni cercano di aumentare i servizi essenziali per i cittadini e rafforzare i servizi educativi, il sindaco Mastrogiovanni ricorda alla cittadinanza che “la scuola materna non è obbligatoria”, una dichiarazione che, soprattutto da un sindaco che dice di essere di centrosinistra, impone una domanda: quali sono oggi i valori che questa amministrazione vuole rappresentare?
Perché 37 bambini, in un paese come Scanno, non sono un numero: sono una comunità, una risorsa, ma soprattutto sono il futuro del paese. E allora bisogna chiedersi: che cosa ha salvato, esattamente, la maggioranza consiliare? Un sindaco o una comunità?
Si parla tanto di parità di genere, emancipazione femminile e conciliazione tra lavoro e famiglia. Ma la parità non si costruisce con gli slogan, servono servizi che permettano alle madri e ai padri di lavorare senza essere costretti a scegliere tra occupazione e figli. Una scuola dell’infanzia non è un parcheggio, ma un servizio educativo e un’infrastruttura sociale indispensabile per rendere un paese vivibile.
E qui emerge un’altra contraddizione: si parla di inverno demografico e spopolamento dei piccoli centri, mentre 37 bambini vengono trattati come un problema amministrativo anziché come una ragione per investire sul futuro.
Quali fondi sono stati cercati? Quali opportunità PNRR sono state perseguite? E con quali risultati? Esistono risorse specificamente destinate ai servizi per l’infanzia. Dimostrazione ne sono quelle dei tanti Comuni che hanno fatto nascere nuove scuole, mentre a Scanno il Sindaco dice semplicemente che “non si poteva fare”. E se una soluzione pubblica non era immediatamente praticabile, perché non valutare per tempo un percorso con il privato sociale? La proposta di una scuola paritaria con rette calibrate sul reddito, da me avanzata, avrebbe meritato un confronto serio. Ma il punto resta quello di non scegliere “ideologicamente” tra pubblico e privato ma di garantire ad ogni bambino il diritto ad una scuola e all’istruzione.
Non basta oggi scaricare la responsabilità sui tecnici che svolgono il proprio lavoro, ognuno nel suo ruolo, la responsabilità politica purtroppo è dell’Amministrazione che deve programmare, coordinare, prevenire i problemi, cercare soluzioni e assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Il problema dell’Asilo di Scanno era noto da un anno e mezzo ma, purtroppo, non si è fatto abbastanza per arrivare preparati a settembre.
Ci si riempie la bocca di SNAI (Strategia Nazionale Aree Interne) ma quale beneficio concreto ne hanno tratto Scanno e gli altri Comuni? I tavoli sulla sanità territoriale non sono stati presenziati da nessuno e oggi Scanno, paese di montagna ad alta vocazione turistica, non ha nemmeno il 118. La responsabilità, naturalmente, dice ancora il Sindaco sarebbe di altri: attribuibile all’ANCI regionale e al Comitato ristretto dei Sindaci. Nel frattempo viviamo in un territorio in cui Riccardo Milani, con “Un mondo a parte”, e Franco Arminio, con il suo impegno per i piccoli paesi, ci ricordano che difendere una comunità significa difenderne i servizi, la scuola, le famiglie e il futuro. Che senso ha parlare di cultura dei borghi se poi non si riesce a proteggere uno dei loro presidi fondamentali?
I 37 bambini del Buon Pastore sono, purtroppo, il riflesso di una politica che, ancora volta, non è stata capace di trasformare una priorità in una soluzione concreta. E quando chi governa non riesce più ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte, esiste anche un ultimo, difficile atto di responsabilità: fare un passo indietro.
Cristian Pace, Presidente del Consiglio Comunale di Scanno

