Cocullo Storia
20 Settembre 2026, 00:19
"SFACCETTATURE DI COCULLO"
CATASTO RECENTE
Nino Chiocchio
Svaghi giovanili di un ricercatore in erba (1) ancora impregnato di studi classici (fra l’altro molti termini alterano la fisionomia e il significato dei probabili sinonimi in quanto troppi fattori sono intervenuti e hanno fatto la loro parte: fattori ambientali, temporali, inquinamenti di idiomi e “orribili favelle” non solo stranieri recenti, ma soprattutto del passato).
Abbreviazioni:
dim.= diminutivo; sost.= sostantivo; agg.= aggettivo; pl.= plurale; n.= neutro (modi lat. e gr.); lat.= latino; gr.= greco; volg.= volgare; fr.= francese; dial.= dialettale; acc.= accusativo dei sostantivi latini; v.s.= vedi sopra; lett.= letterale; suff.= suffisso; scherz.= scherzosamente; part. pass.= participio passato; sup.= supino (tempo dei verbi lat. e gr.); der.= derivato da; magg.= maggiorativo; femm.= femminile; com.=comune; art.= articolo.
Acerìgl’ (Acerilli), piccolo acero, dim. dial. del sost. n. acer: tardo lat. volg.) albero della famiglia delle Aceraceae che cresce sui rilievi boscosi e collinari; dim.it. “acerino” o, nella forma dial. centro-meridionale “acerillo” o “aceriglio”
Aia Lago: lat. area, aia, volg. ara (cfr. l’aquilano Buccio di Ranallo)+(del) lago (contiguo a piazza della Madonna? o…)
Anne Livera: dovrebbe essere Valle Livera=di uliveti, oliva (dial. glìva); ma “libera” (it. e lat.) potrebbe deriv. anche dal lat.= affrancata
Antèra: gr. antheres=fiorente; campagna “intera”, affrancata
Ara Vecchia (Aia Vecchia): ara antica (volg.=ara + acc. lat. veterem da vetus)
Arco S. Orsola: lat. arcus=incurvatura, struttura architettonica (le Orsoline dovevano essere collegate al loggione del castellano)
Ariola: lat. areola=piccolo spazio campestre, appezzamento di terreno all’aperto
Bocca di Bove: lat. bucca bovis= apertura (a forma di), taglio ricurvo, ampio valico[2], in direzione di Goriano Sicoli.
Campo Catimo: lat. catinus=piatto fondo cioè campagna concava, cavità naturale di una roccia a forma di catino. Tommaseo aggiunge valle, spazio (campestre)
Canala/e: lat. canalis=condotto, via di transito (per andare a Carrito, che è un paese confinante dove nacque lo scultore Canale, allievo prediletto del Bernini?)
Canapine: lat. cannabis=canapa, terreni irrigui dove cresceva molta canapa
Cantone: dal lat. cantus, angolo, zona campestre appartata
Capanna Guardiano: lat. capanna+custode (capanna del custode dei campi)
Capo (di) Castiglione: cima+lat. castellum (paese circondato da mura) e fortezza montana: qui ha il significato di “zona al di sopra del castello”, cioè “zona montana”
Capo Croce: lat. “ +lett. della Croce, se si legge nel senso di una zona su cui sta una croce. Lì vicino c’è il nuovo cimitero (fine 1800): (gr. kàpetos=tomba)+v. gr. keìmai=giaccio; lat. campo+(della croce). Tommaseo specifica: svolta, fine della vita, incrocio
Capo la Selva: lat. cima+della Selva (lat. silva)
Capo Luparo: lat. idem+(da lupus di lupo)=luparius; frequentato da lupi o da chi dà la caccia ai lupi
Capo Pratolanno: lat. idem parte superiore (della valle?); pratulum, del pratello?
Capo Tratturo: “ lat., cima del tratturo (da traho= portar fuori), transumare
Capo Vallone Menchello: idem lat. e magg. Italianizzato: valle ampia e spaziosa +nome (dim. di Domenico: dialett. “Menghiglie”)
Castiglione (v. Capo di Castiglione)
Ceraso: lat. cerasum (ciliegia) o cerasus (=albero di c.); terreno coltivato a ciliegio
Cerreto: lat. da cerrus= bosco di cerri; Tommaseo=cerreto (lat. quercetum, poiché il cerro è una specie della quercia)
Cerro Caiazzo: idem+di Caiazzo, cognome cocullese
Cese (o) (Belvedere): lat. sup. di caedo=taglio, siepe tagliata
Cese di Castiglioni: idem+ v. Capo di Castiglione)
Cese di Pianelle: idem+ gr. piaìno (fertilizzo), zona pianeggiante e fertile
Chiascio: dal verbo lat. claudo, sup. clausum, riservato (infatti ai tempi della transumanza, ‘6/’700, i pastori cocullesi si riservavano la località per pascolarvi le loro pecore quando tornavano dalle Puglie; quindi non affittavano quella parte di montagna ai transumanti forestieri)
Cigliaro: volg. margine frastagliato (con il suff. pl. nella parlata cocullese, “are”)=ciglione, margine sbocconcellato
Cima lo Stazzo: lat. statio (sto); gr. stazmòs, luogo, dimora; volg. recinto per riunire le pecore da mungere
Cippone: lat. cippus=grosso ceppo; gr. chepos, terreno vangato, termine, pietra di confine. Tommaseo: pezzo di tronco d’albero
Civitella: lat. civitas+dim.”la”= piccola città (il pago?)
Colle Attiglino: lat. collis+volg. attignino (da attingere? C’era un pozzo? Allora=tirare l’acqua su dal pozzo: Tommaseo); o piccolo e ristretto rilievo?
Colle Cervello: lat. idem. Nei catasti del Regno di Napoli s’incontra spesso questo toponimo per indicare la parte superiore di un’altura a forma di teschio, quindi usato molto nella transumanza, nel linguaggio pastorale
Colle Civetta: idem+ uccello notturno dal volg. civetta (a forma di civetta o frequentata da questo uccello?)
Colle Colucci: lat. collis + di Colucci, cognome cocullese scomparso
Colle dei Campi: lat. collis+ (da campus) camporum=dei terreni coltivati
Colle dell’Irci: lat. collis+hircus=caprone, ircino, caprino; ma può essere una variante di “illici”, cioè “lecci” o querce
Colle di Priétola: idem+priétola, lat. pietruzza (un reperto?). Un pastore, mentre mungeva, sedeva su un rozzo sgabello e mi spiegò che lo aveva fatto lui e che si chiamava “priétola”[3].
Colle Fonte Nuova: idem+lat. fons+ nova=fonte nuova (Colle della Fonte Nuova)
Colle Grotte: idem+grotte, ruderi, dirupo (sulla Fonte Nuova, ma in direzione della variante per Pescina). Tommaseo: grotte in discesa, rifugi
Colle Piano: idem+lat. planus= modesto, privo di asperità e più o meno allo stesso livello
Colle Romano: lat. idem+romanus (prese questo nome dopo la Guerra Sociale? Spesso alcune zone sono legate ai ricordi di strutture romane come le vie consolari e in particolare qui riferibili alla antichissima Via Valeria); potrebbe, però, anche riferirsi al nome di un proprietario
Colle Rotondo: idem+rotundus=arrotondato (contrario di Collepiano)
Colle Rotto lat. idem+ruptus=tortuoso, irregolare, deforme
Cortina: volg..=muro a mattoni senza intonaco, periferia di un abitato, zona ov’è permesso coltivare
Costa del Carpine =lat. fianco di monte, declivio, pendio + carpino (gr. “fruttuoso”), pianta della famiglia delle Betulacee
Costa Fratagna: idem+dal gr. fratra=clan: fraternità, comunità di frati?; ma, più verosimilmente, zona disseminata di cespugli selvatici, spinosi[4]
Coste di Merzo: idem + dial. “miérz’”, “mèzzo”): allusione ai confini, zona di mezzo
Crugnale, dal gr. cràneia=corniolo; lat. cornus (nella parlata cocullese “cro” diventa “cru”)
Fontanèlla lat. fons (dim. “le”)=sorgente; piccola fontana
Fonte Canale: idem+lat. canalis=condotto; volg.: via di transito (v. Canala)
Fonte dell’Aia: idem+v. Aia
Fonte Iatodi o Iatedì: “ + gr. iatér=(del) medico, cioè salutare? Medicamentosa, per via dello iodio in essa contenuto
Fonte Maggiore “ lat. maior=maggiore (Casale)
Fonte Nuova: “ + lat. “nova”
Fonte Pubblica (Cocullo) “ + lat. publica, della comunità
Fonte sulle Rupi: lat. “ + rupes=rupi, roccia alta e scoscesa.
Fontice all’Orto: lat. funticola + (ad) hortum[5]; o Fonte Ciarlotto (der. “ciarlare” (?), voce onomatopeica (il “borbottio”, il “suono” continuo dell’acqua?)
Fonticelle: lat. pl. dim. di fonte. Tommaseo: luogo donde scaturisce l’acqua, fontana
Forca d’Oro: lat. furcula=valico + del monte (combinazione con il gr.òreos=monte)
Forno Nuovo: lat. furnus (parlata locale “fùrne”) + novus=forno nuovo
Forno Vecchio: “ + vetus=vecchio
Fossa Amedeo: lat. fossa (buca)=fosso, scavo nel terreno + [di Amedeo?]
Fossa Avellana: “ + lat. abellana=avellana, nocciola (parlata locale “vellane”)
Fossa Catimo: “ + lat. catinus=contenitore, estensivo “dolina” (zona umida), o gr. kàteino=scendo nella zona umida (del Fucino?)
Fossa dei Pazzi: ” + gr. pàzos=faticosi; un luogo pericoloso; lat. tardo meioev.: “patiens”, che soffre, luogo non sicuro
Fossa del Loppolo: “ + lat.lupus=luppolo, pianta perenne
Fossa della Femmina: “ + frequentata da animali femminili? Tommaseo: detto anche delle piante; dal lat. “foemina”: luogo fruttifero, fecondo
Fossa Donica: lat. dominica=del padrone
Fossa Gentile: “ lat. (da gens): prende il nome da signori di Cocullo?
Fossa Martino: idem + nome? dim. di valle Martino [in onore del Santo?; devozione nel Medio Evo]
Fossa Mastropaolo: idem+Mastro-Paolo (era un “mastro”?)
Fossa Rotonda: idem+lat. rotunda=rotonda, di forma rotonda
Fossa/o Caruso: idem+volg. garzone, ragazzo di bottega (o nome proprio?); “rasato” (riferito ad un terreno brullo)
Fossa/o Santa Maria: idem + Santa Maria
Fossa/o Tommaso: idem + nome del possidente?
Fossitelle: lat. fossulae=fossette
Fosso Iacimino: lat. fossa+iaceo (perf. pl. iacuimus), riposo, quindi riposare; ma, probabilmente, può essere un diminutino di Jacomino (Giacomino), con la variante della vocale Jacimino. Nel passaggio attraverso il latino Jacobus (tardo lat. Jacomus) nei dialetti il diminutivo Jacomino è diventato Jacimino, per via di fenomeni di assimilazione o mutamento vocalico locale.
Fosso Sottococcia: idem + sotto(la proprietà di) Coccia: era il soprannome di un clan cocullese.
Frasca Finocchio: lat. fronda+foeniculum=fronda del finocchio (Linneo: anethum o foeniculum)
Fratta degli Asini: gr. fragma=siepe, cespuglio, “fratta” (dial. cocullese) per, o degli, asini
Giunchete: lat. iunchetum=giuncaia; però l’etimo potrebbe risalire al giunco, cioè la “canna” (dialetto cocullese) che cresce nelle zone umide
Grotta/e Sant’Antonio: grotta+(eremo di) Sant’Antonio (presso l’ “hospitale” di S. Antonio abate?)
Guado della Serra: lat. vadum=vado, passaggio, varco+(della) serra (dal lat. sero, cioè recingo), gola montana stretta, forra
Guado di Merzo: idem+ “mierz’”, tipico gergo dialettale abruzzese, zona a metà (mezzo) confine
aggi
La Cisterna: lat. cisterna=cisterna, fonte abbondante; ne “La fiaccola sotto il moggio” D’Annunzio fa dire a Edia, il serparo di Luco che «prima di lui [Forco] c’era Carpesso, della nostra progenie, che forniva la cisterna santa…” e aggiunge, parlando della moglie: “0 Edia, quando porti le serpi al Santuario, scendi per la Pezzana e pel Casale fino ad Anversa…”
La Serra: lat. serra, gola montana; spagnolismo (“sierra”)
La Terra: lat. terrae solum=la parte più antica del borgo fortificato prima che cominci la campagna libera
Lago: gr. lagòn= frattura del terreno occupata dall’acqua, quindi bacino
Lago Aia: v. supra+area rurale
Lago Lungo: idem+area rurale estesa in lunghezza
Le Ciocole: lat. claudere=zoppicare o gr. colèi=idem (infatti era una ripida scorciatoia, piena di sterpi e di ciottoli, per scendere verso l’Aravecchia)
Le Croci[6]: lat. pl. cruces (da crux)=croci; gr. v. Capo Croce
Le Rupi: lat. “rupes”, roccia spaccata, parete rocciosa, dirupo[7]
Lincelle: lat. incus, incudis; tardo lat. dim. “incudella” (piccola incudine), trasformato in dial. in “l’incudelle”, “lencelle”; parte resistente del terreno o roccia su cui i transumanti o i contadini usavano corpi contundenti per affilare le lame delle falci; può indicare anche terreno o roccia a forma di incudine
Lunghezze[8]: forme di appezzamento di terreno, stretti e molto lunghi
Luparo: lat arc. luparius (o dal gr. lukarios)=luogo frequentato da lupi
Macchia Lattara: lat. macchia=boscaglia+haerba lactaria=erba lattarina
Macchia Valle Longa: boscaglia con avvallamento in lunghezza
Macchie: bosco fitto, intricato
Macilina Lattare: gr. machelon+lectòn=pietraia+lactaria[9]
Mandra di Persica/o: mándra (μάνδρα), che significava propriamente "recinto, stalla, ovile"; come in lat. mandria=mandra+ recinto che circoscrive piante di pesco (o di Persio, nome del ’500 ormai obliterato a Cocullo?)
Margarone: terreno argilloso
Mele di Trisoli: lat. mala=mele+trisulcum=tre solchi, tre salti, tre valichi, confini (metaforico) tra Comuni (tra Cocullo e Goriano Sicoli?)
Merco: lat. marcare: marchio impresso alle bestie transumanti; in linguaggio pastorale ha esteso il significato del termine a luogo di marchiatura per la transumanza
Merzo: v. sopra “Guado di Merzo”
Monte la Selva: montagna di Cocullo ad ovest, opposta a Pietrafitta (est)
Mulino: gr. mylòn (gen. onos); lat.molae=mulino (il mulino “la Refóta”)
Muscio lat. muscus=muschio; terreno umido boscoso
NOTE
[1] Non sono etimologista. Questo ed il deviante sforzo di italianizzare i toponimi dialettali compiuto dagli impiegati del Catasto nonché l’ignorata epoca della nascita del toponimo, messi insieme, spesso mi hanno diretto verso un’errata ricerca della radice dei termini. Si tenga inoltre presente che alcune località hanno avuto una dizione temporanea, cioè variante da un secolo all’altro: es., l’attuale zona della “Cisterna” nel ‘700 era chiamata “Vaschie de tume” (Vasche di timo), ma forse D’Annunzio cambiò quel nome con la “Cisterna santa”; infatti il Poeta ne “La fiaccola sotto il moggio”, quando parla con i pastori transumanti e si fa raccontare le storie dei loro paesi, così scrive: “…..
[2] Alcuni studiosi tirano in ballo il misterioso “bucchus”, termine che un dizionario latino-italiano traduce “nome di una piantina” citando Virgilio a cui è attribuita l’operetta “Culex” in cui abbondano nomi di animali e piante. Altri hanno adombrato l’assonanza con “boxum” (bosso). Io non escludo una licenza poetica che alluda a Bacco, dio del vino, e quindi un riferimento metaforico ai vigneti o un errore di traduzione degli amanuensi.
[3] Secondo Tommaseo la priétola potrebbe evocare l’età della pietra, quando gli arnesi venivano rozzamente lavorati con le pietre.
[4] Comunque, premesso che nella parlata cocullese le pluralità di cose si esprimono in un nome collettivo (v. “glivèra”=moltitudine di ulivi) non possiamo ignorare una comunità di frati eremiti che frequentarono nell’Alto Medioevo la montagna definita nel ‘400 “santa”, cioè la Maiella.
[5] Nota pure come Fonte Ciarlotto (gr.ptokos=pezzente. Allora si potrebbe alludere al povero pastore transumante che dal vicino tratturo andava ad abbeverare il gregge nella comoda fonte, che però non sarebbe “funticula”.
[6] Nella località, secondo una tradizione verbale, in passato fu celebrato un rito paleocristiano; o paracristiano (a cui ha accennato il compianto Prof. Angelo Melchiorre), il cui protagonista sarebbe stato un chierico maglianese, un certo Cassiano, che avrebbe solennizzato in onore di San Domenico di Sora. Si tenga però presente che nella zona dovevano esserci strutture ecclesiastiche e non si può escludere che in passato vi sia stato uno scontro con i banditi o con invasori.
[7] Sopra al diruto mulino della Rifota potrebbe aver favorito, quando sotto c’era il mulino ad acqua, una cascata.
[8] Una parte di quei terreni fu adibita a cimitero nel 1882 e questo potrebbe evocare il gr. lynx, lyngos=singhiozzo
[9] Siamo nel campo delle Scienze Naturali e chiamano in causa erbe o insalate gradevoli: v. Macchia Lattara.

