Scanno Libri
21 Agosto 2026, 00:03
Un viaggio tra parole, paesaggi e memoria: presentato a Scanno l'imponente volume di Raffaele Giannantonio
Redazione
Si è svolto il 20 agosto 2026, nella suggestiva cornice dell'Auditorium delle ex Anime Sante (Auditorium Guido Calogero) a Scanno, l'atteso incontro culturale per la presentazione del nuovo e monumentale volume del prof. Raffaele Giannantonio: “Viaggio in Abruzzo. Immagini di Architettura negli scrittori/viaggiatori del Novecento” (Textus Edizioni).
L'evento è stato promosso dall’Associazione culturale La Foce nell’ambito del progetto “D’Abruzzo/Di Scanno. Pagine e Narrazioni”, con il patrocinio del Comune di Scanno, l'adesione del Comune di Anversa degli Abruzzi e del Parco Letterario “Gabriele D’Annunzio”, e in collaborazione con la Pro Loco di Scanno.
A introdurre la serata è stata la dott.ssa Italia Gualtieri, curatrice del Laboratorio d'Arte MAW e ideatrice del progetto. Nel suo intervento d'apertura, la dott.ssa Gualtieri ha ringraziato i presenti e descritto l'opera di Giannantonio come un viaggio tra parole e visioni nell'Abruzzo del Novecento: una riflessione contemporanea su paesi e paesaggi di una terra arcaica, colti nel momento di una loro irreversibile trasformazione. In particolare, Scanno e la Valle del Sagittario vengono restituiti al pubblico attraverso un’ampia sequenza di immagini in cui la letteratura incontra l'analisi dell'Autore, intrecciando il fascino del racconto all'indagine sull'evoluzione dei luoghi.
Nonostante l'assenza degli amministratori locali di Scanno, la vicinanza delle istituzioni territoriali è stata testimoniata dalla presenza del Vicesindaco di Anversa degli Abruzzi, Diego Del Rosso, che ha portato i saluti della propria Amministrazione sottolineando la forte sinergia tra i borghi vicini.
Successivamente è intervenuto Mario Giannantonio, referente del Parco Letterario “Gabriele D’Annunzio”. Nel suo approfondimento storico sulle vicende della Valle del Sagittario, ha messo in luce la fondamentale opera di rivitalizzazione ambientale in corso: grazie al costante rilascio d'acqua da parte di Enel, il fiume Sagittario sta infatti riprendendo vita, consentendo alla natura circostante di rinvigorire.
Il momento centrale è stato affidato all'Autore, il prof. Raffaele Giannantonio, docente ordinario di Storia dell'Architettura presso l'Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara. Il professore ha illustrato la genesi e la struttura del suo corposo lavoro editoriale — un volume di 850 pagine che abbraccia l'intero territorio abruzzese — e, con il supporto di un ricco ciclo di slide, ha ripercorso le descrizioni dei tanti viaggiatori che esplorarono la Valle del Sagittario per raggiungere Scanno.
Tra i principali testimoni citati nel volume:
Emidio Agostinoni (1905): propose una rilettura critica del «paradigma dannunziano-michettiano», sostenendo che la vera essenza dell'Abruzzo andasse oltre la sola trasposizione letteraria.
Gabriele D'Annunzio e Georges Hérelle (1881–1896): D'Annunzio raggiunse Scanno nel 1881 dopo una faticosa cavalcata lungo la mulattiera della gola; vi tornò nel 1896 in carrozza con Hérelle e la Contessa Maria Gravina Cruyllas per la Festa di Sant'Eustachio. Hérelle descrisse il paese come «un nido in mezzo a una conca di alte montagne», evocando i costumi tradizionali fotografati da Olinto Cipollone e Charles Bertaux.
Katharine Putnam Hooker (1902): autrice di Wayfarers in Italy, rimase affascinata dalla grazia delle donne scannesi e dai loro abiti. Notando l'inaccessibilità delle strade ai veicoli, sottolineò la gentilezza della popolazione locale e descrisse gli abitanti come una comunità dai tratti fisionomici unici e ben conservati.
Helen Hester Colvill (1907): nel saggio A Ramble in the Abruzzi (The Gentleman's Magazine), la scrittrice irlandese fornì dettagliate e vive impressioni sulla conformazione ripida delle stradine e sugli abiti oscuri e voluminosi delle donne del posto.
Alfred Steinitzer (1911): lo storico tedesco analizzò l'architettura civile e le vie strette di Scanno, commentando il dialetto locale e notando come i toni scuri del costume tradizionale sembrassero il «riflesso del solenne paesaggio circostante».
L'incontro si è concluso tra gli applausi della platea, confermando il valore della ricerca storica e della letteratura per la tutela e la valorizzazione dell'identità abruzzese.



