HILLESUM - WEIL - PREVOST

Le due giovani intellettuali, contemporanee, quasi coetanee, origini borghesi ebraiche, famiglie non religiose ma di severa laicità, si trovano a condurre le loro vite in pieno furore nazista.

Etty Hillesum, Diario 1942-1943 (Adelphi). Rinuncia alla possibilità di salvarsi, segue la sorte della sua gente. Approfitta di quelle circostanze estreme per arrivare ad incontrare la profondità del proprio mondo interiore, dove risiede Dio, e lo invoca perché la aiuti a difendere la dimora che abita: "mi ritiro nella preghiera come nella cella di un convento". Judith Koelemejer, Il racconto della sua vita (Adelphi), descrive bene questa sua visione spirituale, laica e insieme monastica, non nel senso tradizionale e radicale ma nel senso mistico-politico.

Simone Weil, Manifesto per la soppressione dei partiti politici (Castelvecchi). Sopprimere i partiti politici in quanto organizzazioni verticistiche autoritarie e repressive per definizione. Un manifesto scritto nel 1943, poco prima della sua morte prematura e pubblicato postumo nel 1950. La filosofa in queste intense brevi pagine, con grande intelligenza e nobiltà, fa una accorata requisitoria contro il servilismo e l’abdicazione alla ragione. I gruppi, cioè i partiti, si sono sostituiti al pensiero autonomo degli individui: una perversione che ha contaminato l'intera vita mentale della nostra epoca.

With God Our Side (Bob Dylan, 1964), evocato da Robert Francis Prevost, diventa oggi il più potente manifesto di pace nel mondo. In questo brano non ci sono risposte, ma l'ascoltatore è messo nella condizione di scegliere di pensare la pace in modo responsabile e sottrarla alla trita retorica, perché la pace è una forma di intelligenza culturale, di esercizio quotidiano.