Avvelenamento dei lupi si accusano pastori, allevatori o cacciatori, ma senza alcuna prova

Si indaga invece sulle frange animaliste

Come avevamo previsto fin da subito, Enpa e altre associazioni animaliste e ambientaliste chiedono a ISPRA (Istituto superiore per la ricerca ambientale) di stralciare immediatamente il piano che fissa a 160 i lupi dichiarati abbattibili in Italia ogni anno, nonché di bloccare il prossimo declassamento del lupo a specie protetta. Dopo l'avvelenamento recente dei lupi in Abruzzo immediatamente sono stati accusati del misfatto  i pastori, allevatori o cacciatori. Tra l'altro questi ultimi non si capisce cosa centrerebbero, visto che la caccia è severamente vietata nel Parco e pure nelle aree di rispetto come Alfedena. Ma il fatto è che non esiste al momento alcuna prova contro pastori, allevatori o cacciatori, solo accuse senza basi.
Auspichiamo che gli inquirenti, tra le varie piste possibili, perseguano anche quella che gli avvelenamenti siano stati e siano attuati da frange di animalisti estremisti, non nuovi ad atti delinquenziali. Il fatto che i lupi, quasi simultaneamente, siano stati avvelenati in luoghi tra loro lontani fa pensare che ci sia una strategia e un coordinamento che la gente comune non ha, mentre le succitate frange sì, visto che in varie zone d'Italia liberano illegalmente i castori, hanno tagliato con un flessibile le sbarre del recinto Casteller di Trento per fare fuggire l'orso problematico M49, liberato illegalmente centinaia di visoni dagli allevamenti provocandone la morte o danni alle specie selvatiche autoctone, vandalizzato o distrutto i beni di coloro che non la pensano come loro tipo i pastori e addirittura hanno sottratto con la violenza i cani ai senzatetto, loro unici amici. Animalisti estremisti hanno persino ammazzato animali, come l'operaio torinese che nel 2025 uccise il suo cane a martellate.
Speriamo che gli inquirenti valutino – e che i media non ignorino o peggio nascondano – una semplice domanda: cui prodest, ossia a chi reca vantaggio? Certamente no a chi sta attendendo il definitivo declassamento del lupo. Ma a chi cerca strenuamente di bloccare questo giusto provvedimento sì. Sarà un caso che nel novembre 2022 siano stati trovati 9 lupi avvelenati, tra il Parco Nazionale d'Abruzzo e il Parco Regionale del Sirente-Velino, poco dopo che il Parlamento Europeo approvò una risoluzione per il declassamento del lupo da "rigorosamente protetto" a "protetto"? Sarà un caso che ora, proprio a ridosso del declassamento del lupo, siano stati trovati almeno 18 lupi avvelenati nel Parco Nazionale d'Abruzzo e aree limitrofe? Un luogo simbolo perfetto e tempistiche propedeutiche al suscitare clamore.
Attorno alla protezione del lupo – da anni non più a rischio di estinzione ma spacciato come tale, il prof. Marco Apollonio dell'Università di Sassari ha stimato che oggi in Italia siano oltre 6.000 esemplari, lo stato europeo con più lupi, dal 1971 a oggi  aumentati almeno di 45-60 volte in Italia e di 20 volte in Europa – ruota un enorme business economico, dal 1971 a oggi circa 70 milioni di euro pubblici sono stati ottenuti da ricercatori, spesso i soliti noti, oltre che da associazioni varie. Perdere tali ingenti fonti di guadagno a molti non va. Giusto condannare e perseguire atti illegali come questi, da chiunque siano stati fatti, ma anche giustificare le reazioni esasperate delle tantissimi famiglie e aziende sono fallite o sull'orlo del fallimento a causa dei danni dei lupi per via degli approcci ideologici animalisti e soprattutto della malagestione se non indifferenza di enti, politici e politicanti. Purtroppo, quando la gente è ormai esasperata, tali atti si diffondono gravemente ovunque. Se il declassamento venisse bloccato ad arte, la provocazione potrebbe portare a un aumento esponenziale dei casi. Ricordiamo che l'estinzione o la quasi estinzione un tempo del lupo non avvenne a causa del fucile, ma del veleno, acquistabile ovunque liberamente anche per usi domestici.
 Senza contare che la reazione tra la gente esasperata potrebbe portare a gravi problemi di ordine pubblico e persino a tumulti. Fatti che possono verificarsi quando la gente è ormai privata del diritto di sentirsi libera e sicura di passeggiare persino in pianura e tra le case, di lavorare onestamente come allevatori, di non vedersi divorare gatti e cani persino nei cortili, di non temere per i figli e anziani. Determinate leggi e normative sono decisamente antidemocratiche e ingiuste, così è nel caso dell'ostinata protezione del lupo oggi, non più giustificata. Il più amato presidente della Repubblica italiana, Sandro Pertini, dichiarò: "Disubbidire alle leggi ingiuste è un dovere civile", e questo fecero anche Tommaso d'Aquino, Henry David Thoreau, Gandhi, Martin Luther King, Thomas Jefferson, Giuseppe Mazzini. Qualcuno insinua che avessero torto?
 L'Italia è anche lo stato europeo con il maggiore numero di attacchi di lupo a esseri umani (ben 20 dal 2017 al 2024 certificati da ISPRA con il Dna), con feriti e cure ospedaliere, nel XXI secolo, con tentativi di predazione anche di bambini. L'Abruzzo è la regione europea con il maggiore numero di attacchi non provocati di lupo all'uomo. I lupi vengono definiti elusivi ma invece non hanno più paura dell'uomo. Nessuno vuole lo sterminio del lupo, ma la gestione sì e con l'abbattimento, essendo ormai troppi e ovunque.