la CGIL chiama alla mobilitazione contro il DdL Bongiorno 

Senza consenso è stupro. Non è uno slogan. È un confine civile. E quel confine non può essere spostato.
La proposta di modifica dell’art. 609 bis del Codice penale, a firma della presidente Bongiorno, e sostenuta dalla maggioranza di governo, rappresenta un arretramento politico e culturale grave. Non è un intervento tecnico. È una scelta ideologica che rischia di riportare indietro il Paese, rimettendo sotto osservazione la condotta delle donne invece di rafforzare la responsabilità di chi agisce violenza.
Dire che il consenso va ridefinito, ristretto, reinterpretato significa aprire uno spazio pericoloso: quello in cui la vittima torna a essere interrogata e giudicata. “Hai resistito? Hai gridato? Ti sei opposta abbastanza?”
È una logica che conosciamo bene. Ed è la stessa che per anni ha alimentato silenzi, colpevolizzazioni e impunità.
Noi diciamo con chiarezza che questa impostazione è sbagliata. E che va fermata.
In Abruzzo e Molise la mobilitazione è già in campo:
Sabato 14 febbraio – Montorio al Vomano (TE), corteo ore 15, ritrovo davanti al Comune
Domenica 15 febbraio – Pescara, ore 11.30, Corso Umberto I (angolo via Nicola Fabrizi)
Domenica 15 febbraio – L’Aquila, ore 11.30, Quattro Cantoni
Domenica 15 febbraio – Campobasso, ore 11,00, Piazza Vittorio Emanuele
La CGIL Abruzzo Molise sarà nelle piazze, nei territori, nei luoghi di lavoro. Perché la violenza maschile contro le donne non è un’emergenza episodica: è un fenomeno strutturale che si intreccia con precarietà, ricatto occupazionale, disuguaglianze salariali e rapporti di potere.
Chiediamo alle parlamentari e ai parlamentari eletti in Abruzzo e Molise di assumersi una responsabilità chiara e pubblica. Non bastano dichiarazioni generiche contro la violenza: su questo provvedimento serve una presa di posizione netta. O si sta dalla parte dell’autodeterminazione delle donne, o si sceglie di indebolirla.
La mobilitazione continuerà fino alla manifestazione nazionale del 28 febbraio a Roma. Non ci fermeremo. Non arretreremo. Non accetteremo compromessi al ribasso sulla libertà delle donne.
Chi oggi vota questo DdL si assume la responsabilità politica di un passo indietro che il Paese non può permettersi.

 p.la Segreteria della CGIL Abruzzo Molise, Alessandra Tersigni