Italia Cronaca
25 Ottobre 2026, 00:11
Congresso ISDE Italia 2026, tre giorni per rafforzare la prevenzione ambientale
ISDE Italia.
Si è concluso ieri mattina, nell'Auditorium della sede direzionale di Aboca a Sansepolcro (Arezzo), il Congresso nazionale di ISDE Italia – Associazione Medici per l'Ambiente, che per tre giorni, dal 23 al 25 ottobre, ha riunito medici, ricercatori, professionisti sanitari e rappresentanti delle realtà territoriali impegnate nella tutela dell'ambiente e della salute.
Il Congresso, dedicato al tema «Costruire identità, conoscenza e coerenza nella salute ambientale», ha rappresentato un'importante occasione di confronto sul ruolo dell'Associazione, sulle principali emergenze ambientali e sanitarie e sulla necessità di rafforzare il contributo delle evidenze scientifiche alle decisioni pubbliche.
Dalle conseguenze dell'inquinamento atmosferico ai rischi legati alla plastica, dai cambiamenti climatici alla contaminazione delle acque e dei suoli, fino alla sostenibilità del sistema sanitario, i numerosi contributi hanno evidenziato quanto la prevenzione primaria debba diventare una componente fondamentale delle politiche per la salute.
Accanto agli approfondimenti scientifici, ampio spazio è stato riservato alle esperienze sviluppate dalle sezioni ISDE, alle iniziative di advocacy, alla formazione, al coinvolgimento dei giovani e alla costruzione di una rete associativa sempre più capace di incidere sulle scelte delle istituzioni.
La giornata inaugurale, venerdì 23 ottobre, è stata dedicata all'identità, alla missione e alle prospettive organizzative dell'Associazione.
La seconda giornata, sabato 24 ottobre, è stata dedicata al passaggio dalle evidenze scientifiche alle azioni concrete per la salute.
Particolare rilievo ha assunto la presentazione del progetto nazionale “Cambiamo Aria”, realizzato da ISDE Italia in collaborazione con l'Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto Club e Clean Cities Campaign.
Il rapporto relativo al 2025 evidenzia che 25 città hanno registrato concentrazioni medie annuali di PM2,5 superiori al futuro limite europeo previsto per il 2030, mentre 24 hanno superato il nuovo valore limite per il biossido di azoto.
L'analisi dell'impatto sanitario ha stimato 6.731 decessi attribuibili all'esposizione al PM2,5 nella popolazione adulta delle città considerate. Una stima epidemiologica che evidenzia la rilevanza dell'inquinamento atmosferico come fattore di rischio per la salute pubblica.
La giornata di sabato ha affrontato anche i rischi per la salute associati all'esposizione alla plastica, attraverso i contributi di Maria Grazia Petronio, Elisabetta Chellini, Flavia Del Grosso e Maria Teresa Maurello.
Tra le questioni approfondite figura l'inquinamento da mozziconi di sigaretta, i cui filtri plastici contribuiscono alla dispersione di microplastiche senza offrire benefici dimostrati per la salute dei fumatori.
Particolarmente significative le esperienze di ricerca applicata alla prevenzione, come il progetto «Piante in classe», sviluppato da ISDE Firenze e CNR-Istituto per la Bioeconomia, che ha documentato miglioramenti di alcuni indicatori della qualità dell'aria in aule scolastiche nelle quali sono state collocate piante.
La giornata conclusiva, domenica 25 ottobre, è stata dedicata in particolare al rapporto tra ricerca e advocacy, con la presentazione di contributi orientati a trasformare le evidenze scientifiche in proposte operative.
Un tema centrale è stato quello della sostenibilità ambientale del sistema sanitario, attraverso il progetto SOSTERRETE, presentato da Ornella Punzo dell'Istituto superiore di sanità, con il contributo di Laura Reali e Laura Mancini.
La proposta individua quattro obiettivi strategici: ridurre le emissioni del settore sanitario, integrare la sostenibilità nella programmazione e nella governance, migliorare gli strumenti di misurazione degli impatti ambientali e promuovere interventi capaci di produrre benefici contemporaneamente per la salute e l'ambiente.
Tra le azioni indicate figurano l'efficienza energetica delle strutture, la riduzione degli sprechi, la sostenibilità degli approvvigionamenti, la preparazione agli eventi climatici estremi e la formazione del personale.
Il Congresso nazionale ISDE Italia 2026 ha evidenziato la necessità di affrontare le grandi sfide ambientali e sanitarie attraverso una visione integrata, nella quale tutela degli ecosistemi, prevenzione delle malattie, equità sociale e partecipazione delle comunità siano considerate componenti di un'unica strategia.


