Chieti e Provincia Ambiente
21 Ottobre 2026, 00:03
Scaduti i 90 giorni del TAR: CIA Chieti-Pescara scrive al Ministero sul futuro del Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi
CIA Chieti-Pescara
L’organizzazione contesta l’attuale prospettiva del Parco e mette al centro i rischi per le imprese agricole, il reddito e la continuità delle attività produttive.
Tempi ancora da chiarire e incertezze sul futuro del Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina rendono necessario fare chiarezza sullo stato del procedimento e sui prossimi passaggi. CIA Chieti-Pescara contesta l’attuale prospettiva di istituzione del Parco, per le possibili conseguenze sulle imprese agricole e sulle prospettive di sviluppo delle attività produttive del territorio. L’organizzazione ha inviato una richiesta formale di aggiornamento al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, alla luce della sentenza del TAR Abruzzo n. 335 del 22 giugno 2026 e della scadenza del termine di 90 giorni previsto dalla pronuncia. CIA chiede di conoscere le eventuali determinazioni assunte e i tempi dei successivi passaggi amministrativi, richiamando l’attenzione sulle ricadute che le decisioni potranno avere sulle aziende agricole presenti nell’area.
«È importante fare chiarezza sui prossimi passaggi del procedimento – dichiara Domenico Bomba, presidente di CIA Chieti-Pescara – Le imprese agricole hanno bisogno di certezze per programmare il proprio futuro e di essere coinvolte nelle scelte che riguardano il territorio».
Per CIA Chieti-Pescara, è fondamentale riconoscere il ruolo che le imprese agricole svolgono quotidianamente nella tutela e nella manutenzione del territorio. Gli agricoltori non sono semplicemente soggetti interessati dalle future decisioni sul Parco, ma rappresentano una componente essenziale di quel paesaggio rurale, ambientale e produttivo che si intende preservare. La tutela del territorio non può prescindere dalla salvaguardia delle attività agricole, del reddito delle imprese e della loro libertà di operare e investire. Per questo, ogni scelta dovrà tenere conto della presenza degli agricoltori e delle esigenze legate alla continuità delle attività produttive.
L’incertezza sul futuro assetto del Parco rende inoltre necessario chiarire quali conseguenze potranno derivare dalle eventuali misure di salvaguardia per la gestione dei terreni, lo svolgimento delle attività produttive, la realizzazione di investimenti e gli interventi sulle strutture aziendali. Si tratta di aspetti che incidono direttamente sulla capacità delle imprese di programmare il proprio lavoro e valutare le prospettive di sviluppo. Senza indicazioni definite e garanzie adeguate, le aziende rischiano di incontrare maggiori difficoltà nella gestione quotidiana e nella pianificazione degli investimenti.
«Non siamo contrari alla tutela dell’ambiente, che gli agricoltori praticano quotidianamente attraverso il proprio lavoro – prosegue il presidente – Chiediamo però che il percorso di istituzione del Parco tenga nella dovuta considerazione le imprese agricole già presenti, garantendo la continuità delle attività produttive e la possibilità di investire e svilupparsi. La tutela del paesaggio non può tradursi in un limite alla capacità delle aziende di lavorare, produrre reddito e guardare al futuro. La tutela del paesaggio non può essere separata dalla presenza di chi quel paesaggio lo mantiene vivo ogni giorno».
CIA Chieti-Pescara ritiene quindi necessario che, prima dell’adozione di determinazioni destinate a incidere sull’utilizzo e sulla gestione del territorio, venga assicurato un confronto effettivo con le organizzazioni agricole. Un passaggio necessario per valutare le possibili conseguenze delle eventuali misure di salvaguardia sulle aziende già insediate e individuare soluzioni capaci di conciliare la protezione del patrimonio ambientale con la continuità delle attività economiche e produttive. Il confronto dovrà tenere al centro le esigenze concrete delle imprese, affinché le scelte sul futuro dell’area non ne compromettano la sostenibilità economica e le prospettive di crescita.
«Il nostro obiettivo è contribuire alla costruzione di un percorso che sappia tutelare il patrimonio ambientale senza compromettere il futuro delle imprese agricole. Gli agricoltori non possono essere considerati semplici destinatari delle decisioni: devono essere parte attiva del confronto. Chiediamo quindi al Ministero di fare chiarezza sui prossimi passaggi e di garantire il coinvolgimento delle rappresentanze agricole, perché il futuro di questo territorio deve essere costruito insieme a chi ogni giorno lo vive, lo coltiva e lo custodisce», conclude Bomba.

