Il vernissage della 53ª edizione del "Premio Sulmona" si terrà sabato 17 ottobre alle ore 11:00 

La cerimonia di apertura della 53ª edizione del Premio Sulmona, organizzato dal Circolo d’Arte e Cultura Il Quadrivio, si terrà sabato 17 ottobre alle ore 11:00 per la prima volta presso il Complesso monumentale dell’Abbazia di Santo Spirito al Morrone (Abbazia Celestiniana).
Quest’anno il tema è “To Think - l’arte lascia un Segno”. Prende spunto da una vicenda raccontata nel libro VI° delle Metamorfosi di Ovidio (VIII° sec. D.C.). La storia è quella di Filomela che viene brutalmente violata dal cognato Tereo, il quale le recide la lingua per impedirle di denunciare il crimine. Nonostante la privazione della parola  Filomela utilizza lo strumento dell’arte per “lasciare un segno” e comunicare la verità: tesse una tela in cui raffigura graficamente l’atrocità subita e attraverso questo manufatto artistico il messaggio riesce a superare le mura in cui è prigioniera.
“In questa nuova edizione, il Premio sposta la sua attenzione sul rapporto profondo tra scrittura e linguaggi visivi, utilizzando la figura di Ovidio come ponte concettuale per mettere in dialogo ambiti disciplinari differenti. Il celebre poeta, illustre figlio di Sulmona, ha segnato la storia della letteratura mondiale lasciando un’impronta indelebile che va oltre la semplice parola scritta. È ben noto, infatti, che Ovidio non ha soltanto composto opere poetiche, ma ha soprattutto fornito un vero e proprio alfabeto visivo: se la letteratura è l’arte di dare un nome alle cose, il poeta sulmonese ha fatto di più, dando loro una forma, un colore e un movimento talmente vividi da rendere il confine tra parola e immagine quasi impercettibile”. (Corrieredellospettacolo)
L’obiettivo del Premio è quello di abbracciare e integrare tutti i linguaggi dell’arte contemporanea, superando la visione di un evento episodico per trasformarlo in un’esperienza culturale diffusa, dinamica e partecipata che mantenga viva la città e il suo territorio per un lungo lasso di tempo, lungo l’intero arco delle tre settimane di esposizione.
L’edizione 2026 si muove, quindi, all’interno di questi parametri proseguendo il suo impegno nel traghettare il Premio verso la contemporaneità e bilanciando la parte dedicata ai linguaggi visivi con quella riguardante il giornalismo e nello specifico la scrittura critica.
Prevede il coinvolgimento di 12 artisti invitati direttamente dal curatore e sono: Luca Armigero, Mehmet Ali Boran, Valeria Ciardulli, Giovanni Gaggia, Piotr Hanzelewicz, Francesco Impellizzeri, Joseph La Mela, Marco Paganini, Ivan Piano, Veronica Pratelli, Marco Smacchia e Marco Stefanucci.
Per la sezione Omaggio ci saranno due mostre personali degli artisti che hanno vinto la scorsa edizione: Iacopo Pinelli e Emilio Cavallini. Un confronto generazionale che porrà in dialogo la precisione della matematica e l’estetica della Pop Art e dell’Arte Cinetica di Cavallini con il silenzio, l’assenza e la fragilità della produzione scultorea di Pinelli.
La sezione Collaterali ospiterà un cammeo espositivo dedicato a Tito Amodei, in occasione del centenario della nascita (Colli a Volturno, 1926 – Roma, 2018), con una selezione di sue opere pittoriche. Amodei è stato sacerdote appartenente all’ordine dei Padri Passionisti, che ha saputo coniugare la vocazione religiosa con una ricerca artistica d’avanguardia. Si è dedicato all’arte e alla scrittura in tutte le sue forme ed è stato fondatore del Centro Internazionale d’Arte Contemporanea Sala 1, situato nel complesso della Scala Santa a Roma.
Nella sezione Collaterali ci sarà una mostra riguardante i 50 anni della Rivista Segno, dal bianco e nero al colore, con l’esposizione di alcuni numeri storici; una chicca espositiva nata dalla grande mostra inaugurata il 2 aprile scorso presso il MAXXI di Roma.
Infine, sempre nella stessa sezione  ci sarà una giornata di studi che affronterà il tema: Le Riviste d’arte e il ruolo della critica nell’epoca dei social media. L’appuntamento vedrà il coinvolgimento delle testate nazionali che operano nel settore dell’arte contemporanea.
L’altra mostra, intitolata La valigia dell’emigrante e la poesia visiva di Franco Gelli sarà composta da 20 tavole di quest’autore pubblicate dalla storica Cooperativa Punto Zero di Taranto dagli anni ’70 fino agli anni ’90. 
Nella poesia visiva di Gelli, le parole spesso si scontrano o si sovrappongono, simboleggiando la barriera linguistica che l’emigrante incontra e la difficoltà di tradurre il proprio mondo interiore nella lingua del paese ospitante.
La sezione Territorio riguarderà artisti legati ai musei, alle gallerie d’arte, alle fondazioni, ai collettivi, alle associazioni culturali e agli spazi indipendenti con base in Abruzzo e che operano da anni nel settore dell’arte contemporanea. 
La sezione Accademia riguarderà giovani studenti-artisti frequentanti le Accademie di Belle Arti italiane pubbliche e private segnalati alla direzione del Premio direttamente dai docenti che insegnano in questi Istituti di Alta Formazione Artistica. 
Completano il programma le sezioni Territorio e Accademia, dedicate rispettivamente alla scena contemporanea abruzzese e ai giovani studenti delle Accademie di Belle Arti, mentre la sezione Giornalismo è dedicata a importanti firme della stampa e della televisione nazionale. Le tre settimane espositive saranno accompagnate da incontri, presentazioni di libri e performance artistiche.