Anche tra le mura di casa c’è una strage

Lettera aperta di Carlo Soricelli al ministro della Salute

Tra le mura di casa continua a consumarsi una strage silenziosa di cui nessuno parla. L’«Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro, curato da Carlo Soricelli, lancia un allarme e rivolge un appello pubblico e formale al ministro della Salute, professor Orazio Schillaci.
Dall’inizio dell’anno a oggi, le rilevazioni dell’«Osservatorio» contano già 89 morti per infortunio domestico. Una vera e propria emergenza invisibile che spesso cancella intere famiglie lontano dai riflettori della cronaca e del dibattito politico.
«La sicurezza è un principio unico e inscindibile: riguarda la persona ovunque si trovi, in fabbrica, in cantiere o tra le mura domestiche» dichiara Carlo Soricelli, curatore dell’Osservatorio. «Non parliamo di banali incidenti, ma di tragedie ricorrenti dovute a matrici ben precise che potrebbero essere evitate con una corretta informazione e prevenzione».
Le cause principali rilevate dall’Osservatorio riguardano:
    •    Avvelenamento da monossido di carbonio (CO): Il “killer silenzioso”, inodore e incolore, provocato da malfunzionamenti di caldaie, stufe, bracieri o canne fumarie ostruite.
    •    Fughe di gas ed esplosioni: Che devastano interi appartamenti e fabbricati.
    •    Incendi e asfissia da fumi tossici: Innescati da corto circuiti o guasti agli impianti di riscaldamento.
Di fronte a questi numeri, l’«Osservatorio Indipendente di Bologna» chiede ufficialmente al ministero della Salute e alle autorità competenti di promuovere con urgenza una Campagna Straordinaria Nazionale di Prevenzione e Informazione, articolata su tre punti chiave:
    1    Promozione e incentivo all’uso dei rilevatori ambientali di monossido di carbonio e di fumo nelle abitazioni private.
    2    Campagne d’informazione capillari sui rischi legati alla combustione e all’uso di stufe o bracieri in ambienti privi di adeguate prese d’aria.
    3    Sensibilizzazione sulla manutenzione periodica obbligatoria degli impianti di riscaldamento e delle canne fumarie.

«Registrare queste vittime non è una mera questione statistica, ma un dovere civile per dare voce a chi non ce l’ha più» conclude Soricelli. «Chiediamo al ministro Schillaci e alle istituzioni di non voltarsi dall’altra parte: la tutela della vita umana deve valere ovunque, a partire dalle nostre case».