AUTOMOTIVE, PALOMBELLA-FICCO (UILM): "IL 2026 SIA L'ANNO DEL CAMBIAMENTO IN EUROPA E IN ITALIA"

“É essenziale che ti 2026 raItalia: una politica industriale seria e pragmatica è diventata una necessità ineludibile nel mutato contesto internazionale e l'Unione europea deve cambiare se non vuole restare schiacciata. I cinquecento lavoratori oggi in presidio dinanzi  al Ministero, in rapprosentanza delle decine di migliaia di dipendenti di Iveco, di Marelli, di Stellantis, di Bosch e delle innumerevoli imprese dell'indotto, manifestano per chiedere di agire subito, poiché la situazione è troppo grave per tollerare ulteriori ternporeggiamenti”. 
Lo dichiarano Rocco Polombella, segretario generale della Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore automotive, in occasione del tavolo di settore al Mimit,”Stellantis - rifenriscono Palombella e Ficco  - ha assicurato che manterrà gli impegni già assunti: é in corso la salita produttiva ad Atessa, Mirafiori, Modena e Melfi, dove probabilmente sarà allocato un modello ulteriore rispetto a quelli già lanciati o già annunciati; a Pornigliano si conferma la produzione anche oltre il 2028 della Pandina, nonché l’allocazione di due nuove vetture; a Cessino è in corso un cambiomento dei piano originario, che puntava esclussivamente su auto full electric e che quindi deve essere profondamente modificato per arrivare a due nuove Alfa ibride e a una nuova Maserati Grecale, mentre nel frattempo si lanceranno serie speciali di Giulia e di Stelvio; a Termoli infine stanno per partire i lavori preparatori per la produzione del cambio EDCT e si sviluppera una generazione euro 7 del motore GSE, che quindi potrà andare oltre il 2030, al contempo è in corso un confronto con lo Regione Molise per un ulteriore progetto. Il piano industriale di Stellantis ha però un limite, vale a dire che sembra dipendere  almeno in parte da condizioni, di contorno e di mercato tuttora incerte; anche per questo chiediamo che le azioni annunciate siano realizzate ropidomente”.
“ Il Governo - concludono Patombella e Ficco - si è impegnato a  sfruttare la breccia aperta nelle politiche europee di elettrificazione per abbattere del tutto il muro ideologico e si é detto pronto a destinare 1,6 miliardi di erro per sostenere il settore. Tuttavia il tempo stringe e quanto fatto fino ad ora ha un valore per lo più simbolico: dobbiamo abolire le famigerate multe europee e sgravare ril costo della energia, puntare sugli ibridi, sulla neutralità tecnologica e sulla libertà di scelta dei consumatori. Dobbiamo agire primo che sia troppo tardi non solo per Stellantis, ma anche per
lo produzione di camion Iveco, per Marelli, per lo Bosch di Bari e per la intera filiera dell'indotto".