L’Aquila e Provincia Cronaca
23 Gennaio 2026, 06:48
Nel futuro c’è Vitality: il bilancio del grande ecosistema dell’Innovazione nel Centro Italia
Paolo Borossi
Si è svolto mercoledì 21 gennaio 2026 nel capoluogo abruzzese delL’Aquila, presso il Centro Congressi “Luigi Zordan”, l’evento sul tema “Nel futuro c’è Vitality”, organizzato dalla Fondazione Vitality, che ha presentato i risultati del progetto “Vitality - Ecosistema di Innovazione, Digitalizzazione e Sostenibilità per l’Economia Diffusa nell’Italia Centrale”, finanziato dall’Unione Europea - NextGenerationEU e sostenuto dal Ministero dell'Università e della Ricerca nell'ambito del PNRR, che coinvolge le Università di Abruzzo, Marche e Umbria.
L’incontro, pensato come momento per presentare i principali risultati raggiunti e le prospettive future legate al post PNRR, ma anche come un’importante occasione di confronto e networking con tutti gli stakeholder e i partner che hanno contribuito al suo successo, si è aperto con i saluti di Fabio Graziosi Rettore Università degli Studi de L’Aquila, Paola Inverardi Rettrice Gran Sasso Science Institute, Christian Corsi Rettore Università degli Studi di Teramo, Liborio Stuppia Rettore Università degli Studi "G. d'Annunzio" di Chieti – Pescara, Enrico Quagliarini Rettore Università Politecnica delle Marche, Graziano Leoni Rettore Università degli Studi di Camerino, John Francis Mc Court Rettore Università degli Studi di Macerata, Vieri Fusi Prorettore Vicario Università degli Studi di Urbino Carlo Bo ed Alceo Macchioni Prorettore Vicario Università degli Studi di Perugia.
A dare il via agli interventi della mattina poi il Prof. Fabio Graziosi, Presidente della Fondazione Vitality, che ha illustrato ai partecipanti “Lo stato del progetto Vitality”.
“Il progetto Vitality” – ha spiegato Graziosi - “ha coinvolto nove università presenti nelle regioni Abruzzo, Marche e Umbria, divise su 10 spoke e messe in rete operando sulla base delle cosiddette strategie di specializzazione intelligente elaborate per il periodo 2021-2027 dai territori regionali di riferimento; oltre a 13 soggetti affiliati, più di 1000 tra docenti e ricercatori coinvolti di cui circa 200 reclutati ad hoc con circa il 70% del personale coinvolto sotto i 36 anni. L’attivazione dei bandi a cascata rivolti alle imprese ha portato alla realizzazione di 88 progetti le cui attività sono giunte al termine e si sta ultimando la fase di rendicontazione. Mi soffermo poi sull’azione di PNRR Placement Program rivolta ai ricercatori RTDA, PhD, Tecnologi, Assegnisti e Borsisti di Ricerca reclutati con il progetto Vitality, organizzata con l’obiettivo di valorizzarli attraverso una serie di iniziative che ne potessero favorire l’assorbimento in un contesto non solo interno, accademico, ma soprattutto esterno, mettendo le loro competenze e specializzazioni a fattor comune con le specifiche esigenze del tessuto imprenditoriale e industriale dell’area di riferimento. Posso affermare – ha concluso Graziosi – che il PNRR ha permesso di costruire attraverso Vitality un patrimonio di competenze, reti e capacità operative su scala sovraregionale, come Fondazione Vitality siamo quindi nella posizione di proporci come una infrastruttura snella, già efficiente, capace di indirizzare risorse e sostenere le varie Istituzioni nell’indirizzo strategico e ricerca di fondi”.
L’evento è poi proseguito con la relazione di Diego Artuso, Director di PwC Italia, organizzazione indipendente che si è occupata di un’analisi preliminare della valutazione d’impatto del progetto Vitality nel suo complesso e che ha illustrato l’impatto della ricerca prodotta dall’ecosistema hub & spoke con i fondi Vitality. In particolare è emerso che l’avanzamento del progetto Vitality è in linea con le previsioni e si potrà chiudere utilizzando pienamente le risorse.
La sessione mattutina si è conclusa poi con il contributo di Fabrizio Cobis, Dirigente MUR - Ministero dell’Università e della Ricerca, per poi riprendere nel pomeriggio con la presentazione dell’attività degli Spoke Vitality, introdotta a cura di Andrea De Marcellis, coordinatore Comitato tecnico scientifico e referente dell’attività di ricerca per l’Ecosistema Vitality; alla sessione pomeridiana sono intervenuti i rappresentanti delle Università coinvolte nel progetto: Università degli Studi dell’Aquila, Gran Sasso Science Institute, Università degli Studi di Teramo, Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, Università Politecnica delle Marche, Università degli Studi di Camerino, Università degli Studi di Macerata, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e Università degli Studi di Perugia.
Si è cominciato con la presentazione dello Spoke 1, coordinato dall’Università degli Studi dell’Aquila, la cui azione si è concentrata sull’attività di ricerca e di trasferimento tecnologico a sostegno delle strategie di specializzazione locale nel settore salute e sanità, industria e aerospazio e cybersicurezza. Lo spoke 1 ha presentato, in particolare, i risultati inerenti ad un brevetto relativo ad un dispositivo optoelettronico per l’analisi della tossicità dei farmaci. Inoltre, ha fatto un focus relativo ad uno spin-off che si occupa di sviluppo di applicativi software a supporto della progettazione di sistemi ingegneristici complessi, come ad esempio lo sviluppo di propulsori a idrogeno per autoveicoli di nuova generazione.
A seguire, il contributo dello Spoke 2, coordinato dal Gran Sasso Science Institute che, con la propria attività, contribuisce all’innovazione tecnologica nel settore spaziale, colmando la distanza tra la ricerca pura e la sua applicazione. “Astra”, articolato in hardware, software e trasferimento tecnologico, ha sviluppato tecnologie spaziali mature, piattaforme digitali e digital twin trasferibili all’industria, e un modello strutturato di valorizzazione e impatto. Il progetto si chiude con risultati concreti, alta produzione scientifica e un efficace collegamento tra ricerca e filiera industriale.
Ha poi proseguito la presentazione lo Spoke 3, coordinato dall’Università degli Studi di Teramo, dedicato ad innovazione e trasferimento tecnologico nel settore agro-alimentare con l’obiettivo di coniugare sostenibilità e qualità della vita. Sono state sviluppate metodologie innovative in linea con le esigenze del territorio, quali lo sviluppo di tecnologie green e prodotti alimentari innovativi, metodi analitici e modelli predittivi computazionali basati su machine learning per il monitoraggio della qualità e della tracciabilità, biosensori e dispositivi analitici sostenibili basati su nanomateriali, con un'attenzione anche all'innovazione delle produzioni primarie e alla tutela della biodiversità. Lo Spoke 3 ha presentato un focus su due start-up innovative che si occupano di embriologia sperimentale per la tutela della biodiversità e di tool informatici per elaborazione dei dati strumentali, monitoraggio dei processi industriali e supporto dei sistemi per la qualità. Infine è stato presentato il podcast “TechTransfer Talks: dalla ricerca al mercato” per rimanere aggiornati sul trasferimento tecnologico e sui servizi offerti da UNITE per portare la ricerca sul mercato.
A terminare il quadro degli spoke abruzzesi, la presentazione dello Spoke 4, coordinato dall’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, dedicato alle tematiche di Environmental health, diagnostica avanzata, telemedicina, con un focus sulla medicina rigenerativa, predittiva e personalizzata. Lo Spoke 4 ha presentato, in particolare, i risultati relativi ad uno studio clinico ed osservazionale relativo all'impatto del diabete mellito di tipo 2 in presenza di comorbidità e fattori ambientali sottolineando l'impatto della telemedicina sul monitoraggio della terapia e la diagnosi precoce dei fattori di rischio correlati con la malattia. Parallelamente, è stato descritto lo sviluppo, l'istallazione e la raccolta di risultati sui cambiamenti climatici ed il loro impatto sull'incidenza del diabete mellito di tipo 2 e la conservazione dei dati ottenuti in un database certificato.
È poi seguita la presentazione dello Spoke 5 coordinato dall’Università Politecnica delle Marche attivo sulle tematiche della sostenibilità degli ambienti di vita e di lavoro integrando competenze su qualità della vita, sostenibilità di prodotti e processi e digitalizzazione. Nel corso dell’intervento, lo Spoke 5 ha espresso soddisfazione per l’occasione di condividere i principali risultati raggiunti, sia sul fronte della ricerca sia su quello del trasferimento tecnologico. In particolare, sono stati presentati otto dimostratori, sviluppati e testati in ambiente reale, a testimonianza della concretezza delle soluzioni e della loro maturità applicativa. I dimostratori coprono un ventaglio ampio di ambiti: soluzioni smart per la gestione e l’efficientamento degli edifici, sistemi indossabili a supporto delle persone fragili, nuovi prototipi di cucina neovernacolare orientati a sostenibilità e inclusione, e tecnologie innovative pensate per supportare i lavoratori e migliorare sicurezza, benessere e prestazioni nei contesti operativi. Infine, è stata sottolineata la forte sinergia tra le attività dello Spoke 5 e i bandi a cascata, che stanno amplificando l’impatto del lavoro svolto favorendo collaborazione, sperimentazione sul campo e adozione delle soluzioni sviluppate.
Di seguito, è stata la volta dello Spoke 6, coordinato dall’Università di Camerino che si è focalizzato nella sua attività di ricerca su diverse aree chiave puntando alla transizione digitale e verde degli ambienti di vita con particolare attenzione alle relazioni indoor e outdoor.
Lo Spoke 6 ha presentato, in particolare, i numerosi risultati della ricerca ottenuti ed in particolare quelli relativi allo sviluppo di quattro brevetti, riguardanti soluzioni innovative per la valorizzazione sostenibile di sottoprodotti agroalimentari, l’adozione di tecnologie digitali decentralizzate per la gestione di processi complessi, nonché nuovi sistemi e materiali per l’industria tessile e manifatturiera basati sul riuso di scarti di lavorazione e su approcci costruttivi avanzati. Sono stati illustrati i risultati dei due spin-off ottenuti nell'ambito del progetto nel campo della digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio culturale e dello sviluppo di soluzioni tecnologiche per la sostenibilità ambientale a supporto della gestione delle filiere di prodotto.
Successivamente, il contributo dello Spoke 7, coordinato dall’Università degli Studi di Macerata, ha promosso una prospettiva ‘human-centred’ per il benessere delle persone fragili, degli anziani e delle comunità. In particolare sono state illustrate le diverse attività svolte, quali, ad esempio, gli eventi formativi dedicati ai caregivers formali e informali di persone anziane non autosufficienti o quelli rivolti ai soggetti (famiglie, scuole datori di lavoro) che si relazionano con persone fragili, i servizi realizzati a sostegno della vita indipendente delle persone con disabilità, gli accordi stipulati con gli enti che operano in tali contesti per la promozione di azioni congiunte, le linee guida predisposte per rimuovere le barriere all'accesso al patrimonio culturale e le soluzioni tecnologiche individuate per agevolarne la fruizione da parte delle persone anziane. Le suddette attività sono accomunate dall'obiettivo di fornire strumenti e soluzioni ad alto impatto sociale, che generano conoscenze e accrescono il capitale umano, innescando meccanismi virtuosi che promuovono l'inclusività.
La serie di interventi è proseguita con la presentazione dello Spoke 8, coordinato dall’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, la cui azione si è concentrata sull’attività di ricerca e di trasferimento tecnologico a supporto dello sviluppo di approcci terapeutici innovativi per la medicina personalizzata, con particolare attenzione alle malattie rare e all’oncologia. Lo Spoke 8 ha presentato, in particolare, i risultati inerenti allo sviluppo di inibitori “first-in-class” di ERO1A per il trattamento del tumore al seno triplo negativo, all’ingegnerizzazione dell’anticorpo monoclonale umanizzato Dia-T51 e allo sviluppo di formulazioni pediatriche personalizzate mediante stampa 3D. È stata inoltre illustrata un’importante attività di tutela della proprietà intellettuale, con una domanda di brevetto relativa a nuovi composti a struttura poliammino-maltolica con attività antitumorale.
Si è proseguito con la presentazione dello Spoke 9, coordinato dall’Università degli Studi di Perugia, che si è dedicato alla scienza e alla tecnologia dei materiali nanostrutturati e alle loro applicazioni in dispositivi innovativi. È stato illustrato lo stato di avanzamento del Polo di Innovazione Nanomat, attualmente in fase di realizzazione a Gualdo Tadino, presso un immobile di recente acquisizione dall’Università di Perugia. Il Polo ospiterà la strumentazione avanzata acquistata nell’ambito del progetto, che sarà messa a disposizione delle aziende interessate a usufruire dei servizi offerti dalla struttura. Sono stati inoltre presentati i principali risultati della ricerca ottenuti in collaborazione con le aziende, insieme a un’analisi dei bandi a cascata e delle prospettive e dei finanziamenti futuri.
La serie di interventi è stata conclusa dallo Spoke 10, coordinato dall’Università degli Studi di Perugia, la cui attività si è concentrata sulla scienza e tecnologia dei biomateriali funzionale ad applicazioni ambientali, biomediche e industriali. Oltre a riassumere la varietà dei 51 progetti finanziati, e la elevata qualità scientifica dei risultati ottenuti dai ricercatori coinvolti, è stato presentato il coinvolgimento, attraverso specifici bandi a cascata, di 14 esperti internazionali e il finanziamento di 13 progetti di ricerca per sole aziende. Come da progetto, il futuro e la continuità delle attività dello spoke 10 sono affidati al corrispondente polo di innovazione BIOMAT, situato nel territorio di Terni.

