Si è svolta ieri a Scanno la tradizionale offerta delle “Sagne con la ricotta”

Fuoco e carità due simboli cristiani

Si è svolta ieri, 17 Gennaio, a Scanno la festività di Sant’Antonio Abate, con la tradizionale offerta delle “Sagne con la Ricotta”. Si è iniziato da parte di un gruppo di volontari con l’accensione del fuoco prima della Santa Messa. Quando le fiamme hanno cominciato a vivacizzarsi su un trespolo è stato posto un grosso e antico paiolo di rame, riempito d’acqua. Si è aspettato che questa andasse in bollore per “buttarvi” dentro le sagne e piccoli pezzi di ricotta. In passato le fiamme venivano alimentate da vecchie “fuscelle” di giunco, così chiamati i contenitori del formaggio e della ricotta, come auspicio di rinnovamento e prosperità.
Alle ore 10,30 è iniziata la Santa Messa nella piccola chiesetta del Santo. Intanto nella piazzetta andavano radunandosi tanti visitatori, tra cui moltissimi fotografi di Sulmona e Pescara, arrivati a Scanno per la manifestazione.
Terminata la Messa tutti si sono avvicinati al caldaio, compresa una signora scannese vestita col costume festivo, Maria Vittoria Scarparo, che ha richiamato l’attenzione dei fotografi. C’erano anche gli scolari della scuola media, come ponte tra il presente e il futuro.
Terminata la Messa, è stata tolta la brace da sotto il caldaio, per permettere alla gente di avvicinarsi. Il parroco ha benedetto quel cibo speciale. Ognuno poi ha tirato fuori un contenitore per il gustoso cibo, distribuito con grossi mestoli da chi ne aveva curato la cottura.

Sant’Antonio abate è venerato a Scanno in una piccola chiesa in Via Ciorla, restaurata nell’anno 2000. Esisteva nel ’500 come chiesa campestre inserita nell’abbazia dei chierici ospedalieri di Sant’Antonio Abate di Vienne (ordine soppresso nel 1776).
Questi monaci davano assistenza ai poveri e curavano i malati di herpes zoster noto come fuoco di Sant’Antonio. La statua a Scanno lo rappresenta con una lunga barba bianca, la croce rossa del tau  sull’abito bianco, un mantello nero e un maialino accanto. Vissuto tra il III e IV sec. dopo Cristo, è venerato ovunque con tradizioni particolari. 
A Scanno si distingue con il titolo di “Barone” e con la consuetudine delle sagne con la ricotta cucinate davanti alla chiesa, benedette e distribuite ai presenti, una tradizione che potrebbe ricollegarsi ad un rito molto antico, quello dei monaci che solevano donare nella festa di Sant’Antonio Abate una minestra calda ai poveri. Furono i signori Di Rienzo Antonio ed Adriano che fecero ricostruire intorno al 1850 la chiesa, ripristinando l’uso dei chierici ospedalieri con la distribuzione delle sagne con la ricotta, un prodotto della pastorizia. 
La manifestazione rispecchia due simboli cristiani: fuoco e carità 
Il fuoco è il simbolo del calore, della forza purificatrice. Per i Cristiani è il simbolo dello Spirito Santo, che purifica e rinnova, brucia ogni egoismo, ogni peccato, trasformandoci dal di dentro, rendendoci capaci di amare.
La carità non è identificata con l’elemosina, ma con l’amore nei confronti di Dio e del prossimo sull’insegnamento di Cristo.
La cerimonia si è svolta all’insegna del bel tempo.