L’Aquila e Provincia Cultura
18 Gennaio 2026, 06:59
Il grande inizio di “L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026”
Redazione
Ieri nell’Auditorium della Guardia di Finanza, attraverso musica, parole e immagini, è stato dato il via a “L’Aquila Capitale della Cultura Italiana 2026”
La conduzione della cerimonia è stata affidata a Francesca Fagnani, che ha raccontato il suo legame con la terra d’Abruzzo: «sono cresciuta ad arrosticini e ferratelle», e a Paride Vitale, anche lui emozionato che ha raccontato il suo percorso e il suo legame con l’Abruzzo, al quale ha dedicato anche un libro che sta riscuotendo molto successo “D’Amore e D’Abruzzo“.
La direzione artistica affidata al Maestro Leonardo De Amicis, ha costruito una cerimonia scandita in capitoli. L’apertura musicale con il Canto della Terra ha subito immerso il pubblico in una dimensione emotiva intensa, seguita dalla voce narrante di Giorgio Pasotti, che ha inaugurato il primo movimento del racconto. La musica di Amara, con “Che sia benedetta”, ha accompagnato l’ingresso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, salutato da un auditorium raccolto e partecipe.
Il momento istituzionale si è fuso con quello artistico senza fratture: gli inni, il video di proclamazione, il discorso emozionato del sindaco Pierluigi Biondi hanno dialogato con letture, musica e testimonianze. La cerimonia ha trovato uno dei suoi vertici nel secondo capitolo, dedicato a “Cultura, territori, mille capitali”, con la lettura di Simone Cristicchi e l’interpretazione intensa di Gianluca Ginoble in “Amara terra mia”, omaggio potente a un Abruzzo “forte e gentile”.
Suggestivo il terzo capitolo, “Rinascita, fede, perdono”, affidato alla voce luminosa di Viola Graziosi, in abito bianco, e al duetto Cristicchi–Amara sulle note de “La Cura”, di Franco Battiato che ha trasformato il silenzio della sala in ascolto profondo. La parte centrale della cerimonia ha poi aperto lo sguardo alla comunità e all’accoglienza, con l’energia giovane di Nicole Tuzii, la più giovane sul palco, e con l’omaggio all’identità aquilana affidato al compositore Fabrizio Mancinelli, autore della composizione originale “When Time Begins… Again” dedicato alle vittime della tragedia di Rigopiano.
Il racconto si è fatto ancora più corale nel capitolo dedicato agli scrittori abruzzesi: Pasotti, Cristicchi e Graziosi hanno dato voce a Silone, D’Annunzio, Ovidio, Croce, Dacia Maraini, Hemingway, accompagnati dalle musiche di Ennio Morricone, cittadino onorario dell’Aquila. Un passaggio che ha restituito l’immagine di una città capace di “continuare a generare voce anche quando tace”, come ha sottolineato De Amicis.
La chiusura, affidata al discorso del Presidente Mattarella e salutata da una standing ovation, ha suggellato una mattinata intensa e condivisa. Non un punto di arrivo, ma – come ha ricordato lo stesso De Amicis – una cerimonia fondativa, che ha dato forma e suono a un anno di cultura diffusa. "La cultura - ha detto il Presidente - è strumento principe di dialogo, di impegno e quindi di pace. Investire in cultura vuol dire investire nella comunità, vuol dire investire in democrazia", ha detto il presidente della Repubblica.
Nel pomeriggio, il centro storico si è trasformato in un percorso narrativo all’aperto. Alla Fontana Luminosa, lo spettacolo di droni “Sotto un unico cielo” ha dato avvio agli appuntamenti pubblici, seguito dalla parata con il gigante di luce Dundu lungo corso Vittorio Emanuele II fino a Piazza Duomo, dove lo spettacolo “La Città Celestiale”, l’accensione dell’installazione luminosa “Il Faro 99” e l’intervento del sindaco hanno chiuso la giornata inaugurale. A fare da cornice performance artistiche itineranti nelle vie del centro storico.
Con il 17 gennaio prende il via un programma che attraverserà tutto il 2026: 300 giorni tra produzioni originali, grandi mostre, musica, teatro, danza, cinema, ricerca, progetti di partecipazione e cittadinanza attiva. L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 si fonda su un’idea precisa: non una città sola, ma un sistema territoriale che coinvolge paesi, aree interne, istituzioni culturali e di ricerca, università, associazioni e imprese creative.



