Sport
30 Novembre 2025
La fiamma olimpica da Olimpia a Milano (e Cortina)
L'hanno accesa lo scorso mercoledì mattina, e ora 10.00 tedofori se la passeranno lungo 12mila chilometri, tra Grecia e Italia
Redazione
Mercoledì mattina a Olimpia, in Grecia, è stata accesa la fiamma olimpica. Inizierà ora una staffetta lunga oltre due mesi, che la porterà prima in alcuni posti della Grecia e poi in 60 città italiane (e oltre 300 comuni in tutto). Percorrerà 12mila chilometri (alcuni con i mezzi di trasporto) e passerà per le mani di 10mila-e-1 tedofori, fino ad arrivare a Milano il 5 febbraio. Il giorno dopo, durante la cerimonia di apertura, verrà usata per accendere il braciere olimpico. Anzi, i bracieri, visto che per la prima volta ce ne saranno due, uno a Milano e uno a Cortina, che resteranno accesi per tutta la durata delle Olimpiadi.La fiamma olimpica è una tradizione ripresa dalle Olimpiadi dell’antica Grecia, in ricordo del fuoco acceso a Olimpia sull’altare dedicato a Estia, la dea della casa e del focolare. Dei tre elementi legati alla fiamma olimpica nei Giochi olimpici moderni – la torcia, la staffetta e il braciere – il braciere è però l’unico che ha un riscontro nelle narrazioni antiche. La presenza della fiamma olimpica nel luogo dove si svolgono le gare fu reintrodotta nelle Olimpiadi moderne ad Amsterdam nel 1928, mentre dalle Olimpiadi di Berlino del 1936, nella Germania nazista, venne aggiunta la tradizione della staffetta della torcia olimpica. La prima staffetta, dalla Grecia a Berlino, fu mostrata in un celebre film della propaganda nazista, Olympia di Leni Riefenstahl.
Nella staffetta migliaia di persone, i cosiddetti tedofori, percorrono qualche centinaio di metri con una torcia accesa e poi accendono la torcia della persona successiva o le passano la stessa torcia, così da tenere viva la fiamma accesa a Olimpia (con qualche eccezione e stratagemma per i trasferimenti lunghi o complessi). Alcuni tedofori sono persone famose, altre sono volontari o persone che si sono candidate sul sito delle Olimpiadi e sono state selezionate. I più importanti, e in genere tenuti segreti fino all’ultimo, sono quelli che portano le torce olimpiche nel giorno della cerimonia di apertura, in particolare chi alla fine accende il braciere. Per le recenti Olimpiadi di Parigi gli ultimi tedofori furono il judoka Teddy Riner e la velocista Marie-José Pérec.
La fiamma viene accesa in genere la prima volta nell’area archeologica di Olimpia, in una cerimonia a cui partecipano attrici vestite da sacerdotesse; quest’anno però era prevista pioggia, e quindi il rito è stato spostato all’interno del museo archeologico di Olimpia. Il rito vuole che la fiamma venga accesa dalla luce del sole (chiedendo simbolicamente aiuto al suo dio, Apollo), per cui si utilizza uno specchio concavo che concentri i raggi sulla torcia. Per evitare il rischio che, come accade quest’anno, non ci sia il sole nel giorno previsto, nei giorni precedenti viene accesa una fiamma «di riserva» che è poi conservata in una lanterna di sicurezza fino al giorno della cerimonia.
Un tempo la fiamma olimpica attraversava anche diversi altri paesi lungo il suo tragitto dalla Grecia fino alla città ospitante, ma le cose cambiarono dopo le Olimpiadi di Pechino del 2008. Quella volta la Cina decise di far passare la fiamma per tutti i continenti, comprendendo pure l’ascesa alla vetta del monte Everest, ma durante alcuni tratti in Europa e America del Nord ci furono proteste per il rispetto dei diritti umani in Cina e per l’indipendenza del Tibet. Gli organizzatori furono costretti a modificare più volte il percorso e a spegnere la torcia in alcune occasioni.
A causa di quelle contestazioni nel 2009 il Comitato olimpico internazionale stabilì che la staffetta della torcia nelle edizioni successive si sarebbe svolta solo in Grecia e nel paese organizzatore. Quest’anno dal 26 novembre al 4 dicembre la fiamma verrà portata da Olimpia ad Atene, dove il 4 dicembre ci sarà una cerimonia di consegna all’Italia. Dal 6 dicembre, dallo stadio dei Marmi di Roma, comincerà il suo giro per tutte e venti le regioni italiane. Il 23 dicembre sarà a Napoli, il 31 a Bari, il 6 gennaio a Bologna; passerà da Cortina d’Ampezzo il 26 gennaio, e poi attraversando le Alpi arriverà alla destinazione finale.
Le torce usate nella staffetta vengono progettate appositamente dal paese ospitante, e costruite in modo da proteggere la fiamma dagli effetti della pioggia e del vento. Per mantenerle accese si utilizzano combustibili diversi (nelle ultime edizioni quasi sempre una miscela di butano e propano), che in genere hanno un’autonomia di 15-20 minuti. Al seguito della staffetta vengono poi portate torce di riserva, che vengono utilizzate per riaccendere la torcia principale o per sostituirla se servisse.

