IL 2024 AL SUO ULTIMO GIORNO

Il 2024 sta andando via. Un anno che non ha sconfessato l’opinione che si ha degli anni bisestili. C’é una guerra europea di due stati sovrani, Russia e Ucraina; c’è una strage continua sulle rive del Mediterraneo Orientale tra Hamas e Israele; ci sono in tutto il mondo più di cinquanta guerre.
È stato l’anno delle alluvioni, delle catastrofi. Il nostro Paese è stato segnato da 134 casi di allagamenti da piogge intense, 62 casi di danni da vento, 46 esondazioni fluviali, 34 eventi con danni da siccità prolungata, 30 danni da grandinate, 19 casi di frane causate da piogge intense, 9 danni alle infrastrutture, 8 da mareggiate, 2 al patrimonio storico e 1 caso di temperature record.
Sono aumentati stupri, furti, stragi e licenziamenti. È stato l’anno più caldo con una temperatura da Gennaio a Ottobre al disopra della media e con scarse precipitazioni. Un anno negativo per l’ambiente, per la sicurezza sul lavoro con un aumento del numero di morti. Non sono stati fermati i femminicidio, il precariato. I giovani immigrati non hanno aspettative per il futuro.
Nei nostri piccoli paesi nulla è cambiato: è continuato lo spopolamento e la morte è arrivata anche per strada, in assenza di un pronto soccorso efficiente con un’ambulanza medicalizzata.
Il gran caldo, la scarsità di piogge e di neve hanno causato un forte abbassamento del livello del Lago del Cuore. Politicamente non ci sono stati passi rilevanti.
Ieri è caduta anche l’amministrazione comunale di Sulmona, faro per tutti i paesi della Valle Peligna, guida per l’unione dei Comuni, capofila dei progetti comunitari.
Un anno non brillante per l’Unione Europea, immersa nel disastro ucraino, senza soluzioni di svolta.
Un anno con un bilancio globalmente negativo.
Il 2024 a mezzanotte andrà via, lasciando il posto al 2025. Sarà migliore? Auguriamocelo!