DA MONTESILVANO A ISTANBUL IN PANDA 141: OTTO STATI ATTRAVERSO I BALCANI

Un viaggio nato dalla voglia di avventura, dalla curiosità di scoprire posti nuovi e, perché no, anche da una buona dose di sana follia.
Il tempo stringeva e questa volta volevano fare una vacanza non convenzionale, per questo Gioele e Manuel hanno iniziato a progettare con attenzione ogni dettaglio del viaggio, sviluppando minuziosamente l’itinerario, incastrando, provando e riprovando le combinazioni migliori.
Dopo un’attenta riflessione, la decisione è stata presa: fare qualcosa di grande.
Partire da Montesilvano per un road trip attraverso Grecia, Turchia, Bulgaria, Macedonia, Kosovo, Montenegro e Croazia, prima del rientro nella bella Italia.
«Se ancora non lo siete e avete bisogno di più di questo per stupirvi, allora vi dico questo: il viaggio sarà fatto in Pandino. Sì, avete capito bene, la mitica Panda 141».
Quattromila chilometri durante i quali i viaggiatori hanno goduto delle svariate realtà dell'est Europa.

Mare, monti e colline. Isole e cime delle montagne.

Hanno ammirato il tramonto dall’Asia, assistito al passaggio da una cultura all’altra e osservato il susseguirsi di tradizioni, religioni, ambienti e modi di vivere differenti.
Il tutto vissuto e goduto a pieno, senza rinunciare alla dimensione dell’avventura.

Alla fine delle giornate trascorse sulla strada, infatti, il momento del riposo arrivava in un luogo altrettanto particolare: la tenda sul tetto della Panda, diventata il piccolo rifugio dei due viaggiatori dopo la stanchezza di ogni giornata.
Quello che inizialmente poteva sembrare una vacanza improbabile da realizzare è diventato così un viaggio concreto, costruito sulla tenacia e sulla voglia di avventura.
La determinazione ha premiato la voglia di vedere posti nuovi e ha spento i dubbi di chi considerava il progetto infattibile.
Un’esperienza che ha permesso a Gioele e Manuel di godere della novità, attraversando luoghi e culture differenti e raccogliendo qualcosa da ognuno di essi.
Ma anche lasciando qualcosa lungo il cammino.
Perché il viaggio, alla fine, è stato un modo per conoscere, osservare, vivere e prendere qualcosa da ogni luogo attraversato, lasciando a propria volta un pezzo di loro, un pezzo d’Italia, un pezzo d’Abruzzo!