Il lunedì del direttore

Se la Fondazione Tanturri venisse estinta, per il Premio Scanno non cambierebbe nulla rispetto ad oggi

Con atto ufficiale del 16 settembre 2026, la Regione Abruzzo (Dipartimento Presidenza e Programmazione) ha notificato l'avvio formale del procedimento amministrativo per l'estinzione d'ufficio della Fondazione Tanturri. La causa è la mancata presentazione, ai sensi della L.R. 13/2005, dell'istanza di aggiornamento dello statuto o degli organi direttivi. Se entro 90 giorni nessuno regolarizzerà la posizione dell'ente, la Regione emetterà il Decreto di Estinzione definitiva.
Ne parliamo perché alla Fondazione è legato lo storico Premio Scanno, giunto a 45 edizioni e fermatosi nel 2023. Allora si parlò di una pausa di riflessione per rinnovare la manifestazione, ma la sospensione si è protratta fino a oggi e il futuro del premio rimane incerto. La notizia ha suscitato forte preoccupazione tra gli amanti della cultura e in chi riconosce l'inestimabile valore di una rassegna che ha posizionato Scanno nel Gotha dei premi letterari. 
La storia del Premio è indissolubilmente legata al prof. Riccardo Tanturri de Horatio. Nel 1972, da poco nominato presidente dell'Azienda di Soggiorno e Turismo di Scanno, Tanturri ebbe l'ambizione di trasformare un piccolo borgo dell'Abruzzo montano in un crocevia culturale di rilievo internazionale, ideando una manifestazione per promuovere l'immagine del paese nel mondo. Nato come premio esclusivamente letterario e giornalistico (articolato in Narrativa, Poesia e Giornalismo), con il passare degli anni il riconoscimento ha vissuto una profonda metamorfosi, trasformandosi in una rassegna multidisciplinare.
Nelle edizioni successive vennero introdotte giurie specializzate presiedute da rettori, docenti universitari e grandi firme del giornalismo. Alle categorie storiche si aggiunsero settori come Ecologia, Diritto, Economia, Sociologia, Tradizioni Popolari, Alimentazione (introdotta nel 1998 e conferita sia a grandi aziende sia a enti globali come la FAO), Musica e Opera Prima (istituita in collaborazione con l'Università degli Studi di Teramo per valorizzare i giovani esordienti). Per la sua autorevolezza, la manifestazione venne persino definita un "Nobel italiano".
Fu “l’età dell’oro” del Premio: le cerimonie in Piazza Codacchiola vedevano la partecipazione di ministri, personalità politiche e illustri rappresentanti della scienza e della letteratura.
Nel 2001, in seguito alla prematura scomparsa del fondatore, la gestione e l'organizzazione passarono alla Fondazione Tanturri, guidata dalla moglie, la principessa Alessandra Schoenburg Tanturri, e il riconoscimento venne intitolato alla memoria del suo creatore ("Premio Scanno - Riccardo Tanturri"). La "Principessa del Premio" ne mantenne viva la struttura tradizionale fino al 2017, anno della sua morte.
Successivamente le redini passarono al figlio, Manfredi Tanturri de Horatio, coadiuvato dal referente culturale prof. Paolo De Nardis. L'evento subì uno stop forzato nel 2020 a causa delle restrizioni per la pandemia da Covid-19, si svolse in diretta streaming nel 2021 e venne poi rinviato nel 2022 per ragioni di riassestamento organizzativo.
Nel 2023 si è tenuta la 45ª e ultima edizione, dedicata alla memoria della principessa Alessandra. Da quel momento la Fondazione non ha più promosso il Premio né convocato le giurie, lasciando la manifestazione congelata e inattiva, pur senza una chiusura formale. Oggi, con l'avvio della procedura di estinzione dell'ente, si rischia di mettere definitivamente la parola fine a uno dei capitoli più prestigiosi della cultura abruzzese e italiana.
Cosa fare? Purtroppo nulla, perché attualmente a Scanno non c’è nessuno in grado di emulare il prof. Riccardo Tanturri de Horatio.
Appartenente a un’antica famiglia nobile, Riccardo poteva contare fin dalla nascita su un enorme capitale sociale e relazionale. Il matrimonio con la principessa Alessandra Schoenburg (discendente dall'illustre casata nobiliare centroeuropea Schönburg) ampliò ulteriormente la sua rete di contatti nell'alta società, nell'aristocrazia e negli ambienti diplomatici italiani ed europei. Questa posizione gli permetteva di interloquire "ad armi pari" con mecenati, grandi industriali, ministri e capi di Stato.
Docente di letteratura e giornalista, coinvolse fin da subito rettori e docenti delle principali università italiane nelle giurie, dando al premio un'impronta scientifica indiscutibile che attrasse le istituzioni pubbliche. Iscritto al Partito Liberale Italiano e candidato più volte alle elezioni regionali, riuscì a sostenere una manifestazione di tale prestigio ottenendo importanti contributi da Regione, Ministeri ed enti locali.
Rese il premio una vetrina d'eccellenza in cui sponsor e istituzioni desideravano apparire, garantendo la copertura della Rai e dei principali quotidiani nazionali. Tanturri non si limitava a chiedere fondi, ma offriva in cambio un evento impeccabile per ospitalità, livello qualitativo dei premiati e impatto culturale, trasformando lo Scanno in uno dei premi più ricchi e ambiti d'Italia.
Scanno non fu scelta a caso: era un paese suggestivo e isolato, perfetto per creare un "rifugio" in cui i grandi nomi della cultura, della scienza, dell'economia e della politica potessero incontrarsi lontano dai ritmi della città. Per gli sponsor privati (banche, colossi industriali, marchi del lusso), finanziare il Premio Scanno non era semplice beneficenza, ma un reale investimento di prestigio. L'inclusione di categorie economico-giuridiche consentì di attirare la sponsorship diretta di grandi aziende e istituti di credito, mentre premiare figure di rilievo nel mondo dell'impresa e delle istituzioni internazionali (come la FAO) innescò un circolo virtuoso di finanziamenti e credibilità.
Questo era il prof. Riccardo Tanturri de Horatio. Un uomo straordinario di cui ho avuto il privilegio, per un tratto della mia vita, di averlo come amico.