Scanno Editoriali
29 Agosto 2026, 00:08
Editoriale fuori sacco
Il Consiglio comunale di Scanno si salva per l’astensione dei due consiglieri del PD
Roberto Grossi
Ieri pomeriggio, 28 agosto, alle ore 16,00, su prescrizione del Prefetto, si è svolta nell'aula consiliare la seduta per la votazione del bilancio comunale, già bocciato nell’assise del 28 luglio. Dopo un lungo dibattito, sfociato spesso in accesi scontri verbali, il bilancio è stato approvato a maggioranza, con il voto contrario dell’opposizione e del Presidente del Consiglio Comunale (M5S) e l’astensione dei due dissidenti del PD.
Questa scelta è arrivata dopo che il capogruppo di “Scanno per Sempre” ha richiamato l’accordo per la nascita di un’amministrazione di “salute pubblica”, il cui atto formale dovrà essere ratificato in Consiglio.
Chi segue questo giornale sa bene che a febbraio la maggioranza si era spaccata in due gruppi a causa di tre consiglieri che avevano scelto di fondare la compagine “Scanno per Sempre”.
Tornare indietro a ripercorrere le cause di quella scissione non mi sembra opportuno; ritengo più utile soffermarmi sui fatti di ieri, non per fare mera cronaca (già rintracciabile nelle registrazioni video e in altri siti locali), ma per sottoporli a un’analisi critica.
L’astensione dei due consiglieri PD - che in precedenza avevano espresso voto contrario - risponde a motivazioni chiaramente tattiche e politiche. La bocciatura del bilancio avrebbe provocato lo scioglimento immediato del Consiglio e il conseguente arrivo di un commissario prefettizio.
I due consiglieri, secondo me, hanno scelto di astenersi per evitare di essere additati dai cittadini come i responsabili della paralisi amministrativa e del blocco dei servizi.
Tuttavia, se l’astensione ha salvato la giunta sul piano formale, lascia del tutto aperta la crisi politica. Consente, infatti, ai “separatisti” di mantenere una posizione di forza e di far gravare sull'esecutivo una costante spada di Damocle.
Sulla simile scelta si confrontano due visioni etiche e strategiche opposte:
1 - se un gruppo o un singolo consigliere provoca una spaccatura insanabile, l’astensione viene percepita come una mossa di facciata per non assumersi la responsabilità del commissariamento;
2 - salvare un’amministrazione priva di una maggioranza solida rischia però di condannare Scanno a mesi di stallo e a continui veti incrociati.
E i segnali sono già evidenti: il capogruppo della fronda ha chiarito che l’astensione è subordinata alla futura nascita di un "governo di salute pubblica" e alle dimissioni del Sindaco, fissate per febbraio 2027. L’astensione passa così dall'essere un semplice espediente tattico a una vera e propria messa sotto tutela del Primo Cittadino.
Con queste condizioni ogni singolo provvedimento della giunta diventerà materia di trattativa. Chi si è astenuto potrà rivendicare un doppio ruolo: quello di "salvatore di Scanno" dal commissariamento e quello di forza politica che ha dettato la data di scadenza dell'amministrazione.
Durante il dibattito ho notato sul volto del Sindaco un profondo scoramento. In cuor mio mi aspettavo che zittisse tutti, mettesse fine alle reciproche accuse e rassegnasse le dimissioni, come arma morale per restituire la parola ai cittadini.
Purtroppo non è stato così!

