Perdonanza: aperta la Porta Santa della Basilica di Collemaggio

È stata appena aperta la Porta Santa, al termine del corteo della Bolla e della celebrazione della Santa Messa stazionale, momento centrale della 732esima Perdonanza Celestiniana.
La celebrazione liturgica è avvenuta all’interno della Basilica di Santa Maria di Collemaggio ed è stata preceduta dalla lettura della Bolla del Perdono da parte del sindaco dell’Aquila e presidente del Comitato Perdonanza, Pierluigi Biondi, sul palco antistante Collemaggio.
Dopo la lettura della Bolla, l’arcivescovo metropolita dell’Aquila, monsignor Antonio D’Angelo, ha letto la Bolla di indizione del Giubileo 2025 di Papa Francesco, Spes non confundit.
Sono stati 1.700 i partecipanti – di cui 800 in abiti storici medievali (ricompresi i figuranti dei gruppi storici locali e di altre città provenienti da tutta Italia, tra cui Siena, Rieti e Assisi), 600 rappresentanti delle istituzioni e autorità civili e 300 in rappresentanza di associazioni e gruppi – che hanno accompagnato il documento redatto da Papa Celestino V nel 1294, con cui veniva istituita l’indulgenza plenaria.
Centoventi, tra bambini e ragazzi con età che va dai 4 ai 15 anni, hanno preso parte al corteo storico mentre in quello civile hanno sfilato anche cento studenti che hanno preso parte al progetto “A scuola di Perdonanza 3” a cui si sono aggiunti i loro docenti, un’iniziativa promossa dal Comitato Perdonanza nei comuni del circondario, in collaborazione con il Comune dell’Aquila e l’Ufficio scolastico regionale per diffondere alle nuove generazioni la cultura del “primo Giubileo della storia” nonché la conoscenza della figura di Papa Celestino V all’esito della quale gli studenti hanno realizzato disegni e manufatti esposti nella sede municipale di Palazzo Margherita.
Tra le novità, lo stendardo ricamato della Città dell’Aquila realizzato dall’artista Marinella Senatore – nel giugno scorso protagonista di una grande installazione partecipativa, atto conclusivo del progetto "The School of Narrative Dance" nell’ambito di Capitale italiana della Cultura – che è stato portato dalla delegazione del Museo MAXXI.
Presente, tra i numerosi rappresentanti istituzionali, anche la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti.
Al corteo e al rito di apertura ha partecipato in rappresentanza del governo il sottosegretario alla Difesa, Isabella Rauti, che insieme al sindaco, Pierluigi Biondi – con cui in mattinata aveva reso omaggio alle vittime del terremoto deponendo una rosa bianca e una rossa al Parco della Memoria – ha scortato la Dama con l’astuccio della Bolla emanata nel 1294 da Papa Celestino V, poi esposta all’interno della Basilica di Collemaggio.
Presenti, tra gli altri, anche i sottosegretari al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Luigi D’Eramo, e al Ministero Imprese e al Made in Italy, Fausta Bergamotto, e il presidente della Regione, Marco Marsilio.
Dopo la Messa stazionale, ai vespri (come recita la Bolla Papale di Celestino V), la Porta Santa della Basilica è stata aperta dal cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la cultura e l'educazione: “Quello di papa Celestino V fu un gesto rivoluzionario per il suo tempo e per tutti i tempi: il perdono non riservato a pochi, ma offerto universalmente, a chiunque varcasse la soglia della misericordia di Dio con cuore sincero. Non stupisce che questo evento sia riconosciuto come precursore del Giubileo universale della Chiesa cattolica. Ciò che rende la Perdonanza un patrimonio di rilevanza universale — e non solo un'eredità aquilana o abruzzese — è proprio questa dimensione pubblica e collettiva del perdono. Non è un caso che il riconoscimento Unesco del 2019, che ha iscritto la Perdonanza Celestiniana nel Patrimonio culturale immateriale dell'umanità, ne abbia sottolineato proprio il legame identitario e fondativo tra luoghi, comunità e cittadini. E dopo il terremoto del 2009, che ferì L'Aquila nel corpo e nell'anima, la Perdonanza ha assunto un significato ulteriore: quello della rinascita. Una città che si rialza celebrando il perdono è una città che sceglie – anche se con tante fatiche - di non restare prigioniera del proprio dolore”, ha detto l’alto prelato nella sua omelia.
Così il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi: “Con l’apertura della Porta Santa della Basilica di Santa Maria di Collemaggio si rinnova quel momento solenne e universale che quest’anno assume però un significato ancora più profondo, considerando che la nostra città è Capitale italiana della Cultura e la Perdonanza diventa un ponte simbolico tra la nostra storia millenaria e la visione di futuro che vogliamo offrire alla Nazione e all’Europa. Soprattutto alle giovani generazioni dobbiamo trasmettere il messaggio che ci è stato consegnato da Celestino V e che da sette secoli la nostra comunità custodisce e tramanda, perché il perdono è speranza nel futuro e il futuro appartiene ai nostri figli. Perdonare significa saper superare le ferite, accantonare il rancore e trasformare le difficoltà in occasioni di rinascita. Riconciliarsi significa privilegiare sempre il dialogo e la pace alla via più semplice ma catastrofica del conflitto e della guerra”.
La Porta Santa rimarrà aperta fino a domani quando, dopo la celebrazione liturgica in programma a Collemaggio alle 18, verrà chiusa e partirà il corteo di rientro della Bolla del Perdono, con il gonfalone della città dell’Aquila, i rappresentanti della Municipalità e i gruppi storici che accompagnano il sindaco, le Dame della Bolla e della Croce e il Giovin Signore dalla Basilica di Collemaggio fino alla sede municipale di Palazzo Margherita a Piazza Palazzo, passando per viale Collemaggio, viale Francesco Crispi, corso Federico II,  piazza Duomo, corso Vittorio Emanuele II, corso Principe Umberto.