Cultura
24 Agosto 2026, 00:10
Johannes Vermeer: La donna in blu che legge una lettera (la soglia, il limite)
Matilde Di Cesare
In quella stanza, si può entrare, naturalmente. La si potrebbe anche raccontare: elencare gli oggetti (pochi, peraltro), la loro disposizione, la luce proveniente da quella finestra che arriva a illuminarne solo alcuni.
Quella di Vermeer è una descrizione lenta. Percepiamo la stanza nel silenzio. Fu inarrivabile nel ritrarre ambienti della vita quotidiana borghese: i personaggi, soprattutto donne, sono sorpresi mentre compiono azioni quotidiane semplicissime, come leggere una lettera. La donna in blu che legge una lettera sarà visibile a Palazzo Barberini a Roma fino all’11 Ottobre. In questo dipinto il maestro di Delft approfondisce uno dei temi più raffinati della sua ricerca, quello delle donne intente a leggere o scrivere lettere, ma andando oltre il mero aspetto figurativo: tenta di descrivere i processi della conoscenza e i confini tra sfera privata e pubblica. Il blu lapislazzuli della casacca della donna è l'artificio messo in atto per creare una barriera protettiva: oltre non si può andare. Nessun proclama, ma un colore, una leggera inclinazione del capo, gli occhi che non ci guardano e quel raggio è invalicabile. È un'idea profondamente moderna che altri svolgono mettendo in atto tecniche prossime all'arte cinematografica: Segantini, ad esempio, con l'abito blu lapislazzuli della sua pastora: l'artista, attento alla sfera intima della donna, allarga il campo a flora e fauna.
Allo stesso modo, quel blu lapislazzuli degli occhi di Silvana, già divenuto suo rifugio, tiene gli altri fuori e, abilmente, finge di riconoscermi. A braccetto, facciamo l'ultimo tratto delle nostre vite.

