Il lunedì del direttore

Ad Amarena, mia concittadina e confidente, un increscioso fatto di cronaca a Villalago

Cara Amarena, ti racconto questo fatto increscioso: giovedì 20 agosto, in occasione di una rassegna musicale organizzata dall’amministrazione comunale di Villalago al Lago Pio (ore 18:00), un’anziana signora, dopo aver sceso le scale che immettono al lago, si stava avviando lungo il camminamento verso il prato destinato all'evento insieme ad altre persone. 
All’improvviso è stata travolta da una bambina in bicicletta: nel tentativo di frenare per evitare la folla, la ruota anteriore del mezzo s'è infilata da tergo tra le gambe della donna, facendola cadere prona a terra. Aiutata da due persone, la signora si è rialzata sanguinante al braccio destro e al ginocchio, con gli occhiali da vista rotti tra le mani. 

Cara Amarena, perché rendo pubblico questo episodio? Semplicemente per stigmatizzare la superficialità di un’amministrazione che organizza eventi pubblici senza prevedere personale di sicurezza, né agenti di Polizia Locale che facciano rispettare il divieto di circolazione alle biciclette - presenti anche con altri ragazzi.
Il Lago Pio, come tu ben sai, è una riserva regionale con regole ben precise, dove il personale addetto alla custodia dovrebbe garantire la propria presenza, specialmente durante le manifestazioni ufficiali pubbliche. Ormai, però, di "riserva" è rimasto solo il nome: la vegetazione e i muretti di contenimento sono devastati dai numerosi cervi che vi pascolano quotidianamente. Da anni questo giornale sollecita i responsabili ad avere cura dell’area, ricevendo in cambio solo risposte sprezzanti e arroganti. Nel frattempo, la fontana in ghisa giace ancora abbandonata, così come si seccarono le 150 piantine perché nessuno si prese cura di annaffiarle.

Amareggiata e mortificata dall'accaduto, la signora è tornata a casa con ematomi al braccio, alla gamba, alla spalla e al viso, oltre al danno degli occhiali rotti. Nessuno si è degnato di farle le scuse!
Pur risiedendo a Villalago con la sua famiglia, questo non sembra costituire un valore aggiunto: qui ad essere tutelati sembrano essere solo i cervi, utili a richiamare un turismo mordi-e-fuggi che lascia rifiuti dei cui costi di smaltimento si fanno carico i cittadini.
Chi vive il paese 365 giorni all'anno merita un ambiente sicuro e curato, ben più di un turismo di massa spensierato. La presenza anche solo di un agente di Polizia Locale o dei volontari della Protezione Civile all'ingresso del camminamento avrebbe evitato l'accesso alle biciclette tra la folla, risparmiando alla signora la caduta e le ferite.
Cara Amarena, riporto questo fatto di cronaca con l'auspicio che serva da monito per organizzare i prossimi eventi con il dovuto “juicio”, come raccomandò Antonio Ferrer, gran cancelliere di Milano, al suo cocchiere Pedro.