"SFACCETTATURE DI COCULLO" 

L’ATTO DI ADESIONE ALLO STATO UNITARIO

Il 21 ottobre 1860 quasi un milione e mezzo di Italiani, contro un’esigua minoranza di poco più di 10.000 cittadini contrari, votarono il Plebiscito per aderire al nuovo Stato. Tra i favorevoli ci furono gli abitanti del nostro piccolo paese; ma questi già da più di un mese avevano manifestato in questo senso la loro volontà: “L’anno 1860 il giorno tredici Settembre nella Cancelleria comunale di Cocullo – Riunitosi le Autorità tutte Civili Ecclesiastiche e Militari Si è dal Sindaco fatta la Sequente proposta – Signori, In Vista dei due Telegrammi de 7, ed 8 andante de quali si è data Conoscenza al publico con l’affissione ne luoghi consueti; In vista del Ufficio del Sigor Sottointendente del Distretto del di 11 andante N°7737, dal quale risulta essersi già Costituito nel nostro Regnio il novello Regime di Vittorio Emanuele Ré del Italia sotto la dittatura Garibbaldi, e quindi ci invita con le SS.LL. a prestare adesione a tale novello Governo; Cosi Io le invito a questatto Solenne e doveroso Cui e chiamato ogni buon Cittadino. – A tale proposta il Corpo Municipale diunito al Reverente Parroco col Reverente Clero, li Uffiziali della Guardia Nazionale , ed alli Impiecati tutti an prestato piena e, formale Adesione al Governo di Vittoio Emanuele Re del Italia, alla dittatura Garibaldi, al Governo Prodettoriale della Provincia ed alla continuazione Provisoria Delle Cariche in nome del Re d’Italia e del Dittatore. – Ciaschuno di essi in conformità di tale atto intesterrà li atti publici nelle rispettive Cariche in nome di Vittorio Emanuele Re del Italia e del Dittatore Generale Giuseppe Garibaldi, e Si Sono Sottoscritti – Il Sindaco Giorgio de Ioriis anche nella qualità di chirurgo a condotta – I Decurioni Camillo Farmacista Renzi, Basilio di Carlo anche nella qualità di notajo, Giallonardo Lisciotti anghe di Cassiere di L’ugo Pio, Paolo Mascioli, antonio mascioli, Luigi Clemente, Giovannadonio Silvestro, Donato de Bellis Decurione illitterato, Antonio Gentile 1° Eletto, e facente funzione da Supplente, Panfilo de Bellis 2° Eletto, Giuseppe del fù Francesco Gentile Esattore e Cassiere di San Domenico, Giuseppe Squarcia facente funzione da Cassiere Comunale – Il Clero Raffaele Arciprete Gentile, anche come Conciliatore, Maestro di Scuola Primaria, Il Deputato Ecclesiastico Domenico Gentile, Vincenzo Mascioli Cassiere del Suffragio, Raffaele di Carlo Sacerdote, Nicodemo Nonni Cappellano del SS. Sacramento, Il Sacerdote Nicola Gentile, Ascenzo Marchione Suddiacono – Uffiziali della Guardia Nazionale Giuseppe Gentile Capitano e medico a condotta, Giovanni Battista Squarcia Capo Plotone, Gianfelice Panecaldo Capo Plotone, Romualdo Proia Capo Sezione e Cancelliere Comunale, Mascioli Antonio capo sizione, Tommaso marinelli Capo sazione, Nicola Mascioli Capo Sezione e Giuseppe Risio Cancelliere Sostituto, Carlo Mascioli SS° Sagramento, Giancatarino di Carlo Cassiere del SS.mo Sacramento, Domenicantonio Chiocchio preioro di S.Menico, Gianpasquale Sanzi prore del Suffraggio e Ventitore priveleggiato, Luigi Renzi Segretario di S.Domenico e Madonna delle Grazie e Rosario, Venanzio Gizzi Usciere Presso il Ufizio di Conceliazioni e Serviente Comunale il Cassiero de la Madonno delle grazie Domenicantonio mascioli, il Vantitore privilegiato Brizio Arcieri” (Archivio Comunale di Cocullo).
Poi, un mese dopo il Plebiscito, approfittarono di una nota del sottogovernatore per essere più espliciti ed adottare una regolare deliberazione in merito: “L’anno milleottocentosessanta il giorno ventitre Novembre, in Cocullo – Riunitosi il Decurionato nella solita Sala delle sue sedute, ad invito dell’attuale Sindaco D. Giorgio de Ioriis, autorizzato da venerato Ufficio del Sigr SottoGovernatore di questo Distretto in data del 21 andante mese n.8328, dal quale si è proposto quanto siegue. – Signori Decurioni – Il Sigr Governatore della Provincia d’accordo col Colonnello delle Guardia Nazionale della Provincia medesima ha risoluto che sia sciolta la Guardia Nazionale di tuttti i Comuni di questo Distretto, e di procedersi alla ricomposizione di essa nei termini di legge, e con personale per quanto utile altrettanto immune di macchie segnatamente sotto il rapporto politico, ed altrettanto per l’Ufiziali. Il prefato Sig.r Sotto Governatore col detto suo riverito foglio ha disposto riunirsi il Decurionato perché riformi il notamento della novella Guardia composto desoggetti che abbiano i requisiti disopra espressi, erimettersi aposto cercato. – Il Decurionato, inteso la predetta proposta, letto il surriferito foglio, Considerando – 1° che il Comune di Cocullo senza esitazione alcuna, e pienamente adempì all’atto solenne di adesione al Governo di questo Comune singolarizzandosi nella Marsica istessa, adempiva al Plebescito nel giorno 21 dello scorso Ottobre, ed ha fatto pervenire al Sig.r Governatore l’Urna dei voti pienamente affermativi –  3° Considerando che nei principi in cui il fermento della reazione [poi l’aggravarsi?] nella Marsica, la trista famiglia di Concezia vedova Piccarini volendo eccitare anche in Cocullo la reazione istessa, e precisamente Basilio Piccarini, sua sorella e fratelli, reduce dalla Marsica tenti di sollevare il Popolo annunciando iniquamente essere stato ucciso il Re Vittorio Emanuele, e ferito a morte Garibaldi e quindi esser giunta l’ora di sollevarsi appena tali voce giunsero a notizia di queste zelantissima Guardia Nazionale si procedé immantinente al loro arresto, ed invitò il Sig. Giudice del Circondario ad istruire subito il processo, il che fatto fù col processo istesso il Basilio inviato in Aquila ove rettrovasi, e la sorella sudetta ritenuta nella prigione del Circondario – Anzi (?) questo Municipio intero indignato della condotta dei Piccarini riprovevole sotto tutti i rapporti edin tutti i tempi, e più indignato perché alle tante scelleratezze volevano aggiungere quella di eccitare una reazione, con un foglio sottoscritto da tutte le Autorità del Paese, e dai proprietarj tutti, provocò l’esilio della famiglia istessa. – 4° Considerando che duranti la reazione della Marsica questo Comune ha fatto feste[Ciamenti?] al Re Vittorio Emanuele, ed ha tenuto nel Capo di Guardia i Stemmi di Savoja, le immagini di Vittorio Emanuele e Garibaldi, e nel paese si è conservato sempre un’ordine inalterato senza ombra alcuna di reazione – 5° Considerando che questa Guardia Nazionale, [pro]clamato la mania della Marsica, è state indefessa nel prendere tutte le misure, onde non far penetrare la mania istessa in questo Comune pattugliando di giorno e di notte tanto pel paese che per le alture de’ monti – 6° Considerando che le sopra espresse ragioni debbono per giustizia esentare questo Comune dalle misure che giustamente si prendono per i Comuni reazionarj della Marsica – ad unanimità delibera che le ragioni predette vengano umiliate anche a voce allo spettabilissimo Sig Governatore della Provincia, perché questo Comune abbia piena giustizia; ed all’oggetto nomina per Deputati i Signori D. Giuseppe Gentile Capitano della Guardia Nazionale, D. Giambattista Squarcia 1° Tenente di detta Guardia, il Reverendo Economo D. Raffaele di Carlo – Di tutto ciò si è redatta la presente firmata dal Sindaco e Decurioni sudetti – Il Sindaco Giorgio de Ioriis – I Decurioni Basilio di Carlo, Camillo Renzi, Giallonardo Lisciotti, Paolo mascioli, Giovannandonio Silvestro” (Archivio Comunale di Cocullo).