Villalago Tradizioni
23 Agosto 2026, 01:45
La festa di San Domenico di Villalago
Redazione
Si è svolta ieri, 22 agosto, a Villalago la festa del Santo Patrono, la più solenne tra le tre ricorrenze con cui la comunità lo onora. La celebrazione ricorda il 1104, anno in cui San Domenico venne proclamato Santo da Papa Pasquale II.
La festa è iniziata ufficialmente la sera del 21 agosto con l’arrivo dei pellegrini di Fornelli. Fin dal mattino presto del giorno successivo, la chiesa è stata meta di un continuo viavai di fedeli giunti per rendere omaggio al Santo, esposto alla venerazione di tutti. Numerosi anche i devoti arrivati dai paesi vicini e dai luoghi legati al suo culto.
Verso mezzogiorno, con l’approssimarsi della processione, la folla ha iniziato ad accalcarsi sul sagrato. L’uscita della statua è stata annunciata dal suono festoso delle campane. Il corteo si è disposto secondo l’ordine tradizionale: in testa i pellegrini di Fornelli e, dietro la statua, i gonfaloni dei diversi comuni devoti a San Domenico. C’erano anche le confraternite di Scanno (Madonna delle Grazie) e di Frattura.
Tra due ali di folla, la processione ha attraversato le vie del paese per poi far ritorno in chiesa.
In serata, concluse le funzioni religiose, si è tenuto il tradizionale rito del bacio della reliquia del sacro dente. I festeggiamenti si sono poi chiusi con il concerto del Gran Concerto Bandistico Città di Bari. Impeccabile l’organizzazione del comitato festeggiamenti, composto esclusivamente da donne.
La figura storica e spirituale di San Domenico
Secondo quanto riportato dal monaco Alberico, San Domenico giunse nella Valle del Sagittario dai Monti Pizi, vicini a Pizzoferrato (CH). Vi arrivò non per condurre una vita d'isolamento, ma come emissario di Montecassino per evangelizzare le popolazioni locali, ancora legate a credenze e rituali pagani.
In un'epoca di profonda crisi per il clero, il Santo fu una figura di spicco del movimento riformatore nato per restituire dignità e autonomia morale alla Chiesa, sottraendola all'ingerenza dei laici. Questa opera di rinnovamento fu affidata principalmente al monachesimo, sia eremitico che cenobitico. Tra il X e l'XI secolo, periodo di massima fioritura per Montecassino, nacquero numerosi monasteri in tutta Italia, aprendo le porte alla riforma cluniacense e al ripristino della Regola di San Benedetto.
Monaco e sacerdote benedettino, San Domenico seppe unire l'aspirazione alla vita contemplativa con la missione evangelica. Non visse isolato dal mondo (extra mundum), ma operò in piena sintonia con la Chiesa e la società del suo tempo. Come era consuetudine per i benedettini, si dedicò alla cura delle anime ma anche a quella del corpo: all'epoca, infatti, diversi monasteri ospitavano vere e proprie scuole mediche e i monaci praticavano l'arte della cura.
San Domenico fondò nove monasteri storicamente accertati in un'area compresa tra Abruzzo, Molise e Lazio. A Prato Cardoso di Villalago (detto anche Plataneto), il Santo stabilì il proprio eremo in una grotta lungo la riva sinistra del fiume Sagittario, dove edificò un oratorio, oggi trasformato in chiesetta.
Villalago custodisce preziose testimonianze del suo passaggio: un suo dente molare, la grotta in cui dimorò, l'oratorio e i resti del Monastero di San Pietro del Lago. A pieno titolo, dunque, può essere celebrato come "San Domenico di Villalago", senza nulla togliere ad altre paesi come Foligno, Cocullo e Sora.


