Villalago Tradizioni
22 Agosto 2026, 00:40
UN ABBRACCIO FRATERNO TRA FORNELLI E VILLALAGO
Per la festa di San Domenico Abate
Redazione
La pioggia non è riuscita a fermare i Pellegrini di Fornelli, giunti a Villalago alle 17:30, dopo tre giorni di cammino. È stato proprio in quel momento che è iniziata a cadere una fitta pioggia che li ha accompagnati fino all’eremo di San Domenico, per poi cessare.
Attraversato il ponte, si sono diretti in processione verso la chiesetta intonando il “Canto d’arrivo”. All’ingresso, il crocifero si è inginocchiato procedendo così verso l’altare, seguito a sua volta da tutti gli altri Pellegrini che hanno intonato il “Canto di ringraziamento”. Una volta giunti all’altare, hanno baciato il paliotto per poi rialzarsi: un rituale di profonda commozione che ha coinvolto tutti i presenti.
Mentre ci si preparava per ripartire alla volta di Villalago, la pioggia ha ripreso a cadere, costringendo i Pellegrini a ripararsi all'interno della chiesetta e nel piccolo atrio. Anche in paese la gente radunata presso il Lago Buono si è dovuta disperdere in cerca di un riparo.
Dopo circa un’ora di attesa, i Pellegrini hanno deciso di mettersi comunque in cammino nonostante il maltempo.
Nel frattempo il cielo si è schiarito e le persone si sono radunate di nuovo per attendere il loro arrivo. La pioggia è cessata del tutto quando la compagnia è giunta alle Fonticelle, dove si è fermata in attesa dell'altra processione. Questa, guidata dalla confraternita, dal clero con la reliquia del Sacro Dente del Santo e dalle autorità comunali, è giunta presso il Lago Buono, al Ponte del Sagittario, accompagnata dal suono della banda.
Non appena le due processioni si sono trovate di fronte, sono avanzate l'una verso l'altra. I crociferi delle rispettive confraternite si sono fatti avanti per il rituale del "bacio" tra le due croci e, al momento del contatto, uno sparo di mortaretti ha salutato il solenne incontro. È stato poi il turno dell’abbraccio tra i due priori, tra i due parroci e, infine, tra i sindaci dei rispettivi paesi. Il parroco di Villalago ha consegnato il reliquiario al parroco di Fornelli affinché lo portasse in sua vece, tra gli applausi della gente del posto e dei tanti fornellesi giunti in automobile.
Infine, quando erano le ore 20:00, i due popoli si sono incamminati insieme verso la chiesa per la celebrazione della santa messa di ringraziamento.
I pellegrini che hanno effettuato il percorso a piedi sono stati ottantotto.
Partiti alle ore 20:00 del giorno 19 Agosto da Fornelli, hanno fatto la prima sosta per trascorrere la notte alla Montagna Spaccata. Da qui, alle ore 10:30, all'apertura del passaggio della diga, si sono messi in cammino per Barrea, dove si sono fermati per il pranzo. Poi hanno ripreso il cammino verso Villetta Barrea e da lì fino a Passo Godi, per trascorrere la notte.
Di primo mattino (giorno 21 Agosto) hanno preso il cammino per Scanno, facendo sosta a "Le Prata". Poi, una volta riorganizzata la processione, si sono avviati verso il paese. Hanno attraversato il centro storico cantando gli inni dedicati a San Domenico al suono del campanello per dirigersi alla chiesa parrocchiale, mentre le campane suonavano a festa. Ad accoglierli c’era il parroco don Luigi. Dopo le preghiere a Gesù Sacramentato e i saluti del Parroco, si sono avviati verso il Lago di Scanno, dove hanno sostato per il pranzo. Alle ore 15:00 sono partiti per Villalago: una volta entrati in paese, si sono diretti all’eremo di San Domenico.
Oggi parteciperanno alla processione con la statua di San Domenico portata per le vie del paese.
I Fornellesi fanno risalire l’inizio del pellegrinaggio ad un miracolo (la data si perde nel tempo) che commosse tutto il popolo.
«Un uomo di Fornelli, colpito dalla rabbia, sentì parlare della guarigione che san Domenico operava nel suo romitorio a Villalago. Sebbene si fosse in pieno inverno, si mise in cammino per l’eremo. Giunto alle montagne abruzzesi, perse il sentiero, perché ricoperto dalla neve. Non sapendo cosa fare decise di tornare indietro, quando scorse delle orme umane sulla neve. Rincuorato le seguì fin quando no scorse Villalago. Solo allora si rese conto che quelle orme erano un segnale divino. Preso dalla commozione si diresse all’eremo, dove si prostrò ai piedi della statua del Santo, invocando la grazia. Tornato guarito a Fornelli, raccontò l’accaduto. Alla commozione dei suoi compaesani seguì la promessa di tutti di effettuare annualmente un pellegrinaggio a Villalago in onore del Santo il giorno della sua festa».
Va aggiunto a questo episodio miracoloso l’ipotesi (avvalorata da alcuni storici) che il culto di San Domenico venne portato da alcune famiglie villalaghesi che si stabilirono nel Castello di Viandra (poi Fornelli) per ripopolare quelle terre restituite al Monastero di San Vincenzo, dopo l’usurpazione da parte di Landolfo.
Il pellegrinaggio, accettando questa ipotesi, in origine veniva fatto dagli emigranti villalaghesi per essere alla festa del loro Santo Patrono. Solo in seguito, forse per il miracolo che vi abbiamo raccontato, si unirono gli abitanti di Fornelli.
Al di là di un’analisi storica per risalire alle origini, che per il momento appare impossibile per mancanza di riscontri documentali, oggi resta ancora viva, anche se con modalità diverse, un patrimonio religioso e culturale che vede la partecipazione di tanti Fornellesi.















