Scanno Festività
16 Agosto 2026, 00:04
Il culto di San Rocco a Scanno e Frattura: tra devozione popolare, arte e storia
Roberto Nannarone
Il 16 agosto le comunità di Scanno e della vicina frazione di Frattura rinnovano la propria devozione per San Rocco, santo pellegrino e taumaturgo venerato in tutto l’Abruzzo come il più efficace protettore contro epidemie e pestilenze. Una venerazione radicata nel tempo, i cui segni storici e artistici testimoniano secoli di fede, arte sacra e vita cittadina.
Sebbene le notizie biografiche sulla vita di San Rocco rimangano scarse, il suo culto esplose nell'Italia meridionale soprattutto a seguito delle grandi epidemie di peste che colpirono il Regno di Napoli nel XVII secolo.
La devozione verso il Santo a Scanno
A testimoniare l’antichità del culto a Scanno è la statua conservata nella Chiesa della Madonna del Carmine, risalente alla seconda metà del XVI secolo. Il Santo è raffigurato in piedi, con il volto adulto e lo sguardo fisso verso il basso. La figura esprime un leggero senso di movimento ed è caratterizzata dalla barba e dal tipico abbigliamento del pellegrino: il “sanrocchino” (il mantello corto di tela sulle spalle per ripararsi dalle intemperie); il petaso (il cappello parasole); il bastone per le lunghe marce, completo di gancio per la bisaccia o per la zucca dell’acqua. Il braccio sinistro indica con l'indice la piaga della peste sulla coscia, tratto iconografico tipico delle sue raffigurazioni. In questa scultura non compare ancora il cane con la pagnotta in bocca, simbolo della provvidenza divina che si affermò soltanto nelle rappresentazioni successive.
L’originaria Chiesa di San Rocco aveva l’ingresso rivolto verso la piazzetta dell’Olmo, vicino alla Casa dell’Università. Era adiacente e sovrastante, con orientamento opposto, alla Chiesa del SS. Sacramento, la cui omonima Confraternita si affacciava invece sull’attuale piazzetta di San Rocco.
Documenti notarili del 1598 testimoniano l'affidamento a maestranze sulmonesi e napoletane per la realizzazione di un tabernacolo nella prima chiesa. Già nei primi anni del ’600 l'edificio conteneva alcune cappelle ed era dotato del privilegio del fonte battesimale.
Nelle sue Memorie, Mons. Celidonio riferisce:
«Quivi si amministrava ancora il battesimo nell’anno 1629. Il Vescovo Carducci nella visita pastorale del 1612 ordinava provvedimenti al fonte battesimale: Fontem baptismatis de ordinatis providere, sicché il battistero era quivi cosa molto antica e già ricordato nel 1602. Vi erano in S. Rocco, oltre l’altare del SS, diverse cappelle: la Cappella di S. Maria di Loreto, di S. Vito, detta pure Tesoro delle S. Reliquie, la Cappella di Santa Maria degli Angeli, quella di S. Donato e quella di San Berardino da Siena, che è tradizione abbia appunto predicato in quella Chiesa un’intera quaresima. Mancano documenti per accertare l’anno nel quale fosse stata eretta la Cappella di S. Maria del Carmelo. Certo è che nel 1633 era già fiorente, con entrate per il semplice culto già di 10 ducati. Dunque, dovè fondarsi al principio del 1600».
La devozione verso San Rocco ricevette un forte impulso dopo la peste del 1656-1657, che devastò il Regno di Napoli. Nella seconda metà del Settecento, una cappella dedicata al Santo fu eretta nell’ex Chiesa di Santa Maria delle Grazie, che al suo interno ospitava cinque altari: Santa Maria delle Grazie; Santa Maria della Neve (dotata nel 1596 da Giovanni Nicola Silla); San Rocco (eretto e dotato nel 1677 da Tommaso di Stefano, arricchito di suppellettili nel dicembre 1717 e indorato il 20 settembre 1745 per 6,35 ducati); San Giuseppe (1697); Visitazione (sotto il patronato del barone Ercole Ciorla, XVI secolo).
Presso il Museo di Arte Sacra (nella Chiesa di San Giovanni Battista) è custodita l’antica statua lignea del Santo, commissionata nel 1663 dal benefattore Tommaso Di Stefano e collocata nel 1677 nella cappella di Santa Maria delle Grazie.
All’inizio del Settecento l’originaria Chiesa di San Rocco era già stata ampliata integrando la sottostante Chiesa del SS. Sacramento. I registri del Catasto Onciario di Scanno del 1745 citano frequentemente la Chiesa di San Rocco ma non quella del SS. Sacramento. La Confraternita del SS. Sacramento possedeva tuttavia diverse proprietà, tra cui una «Casa di membri due sita sotto la Sacristia di S. Rocco, che si tiene in affitto da Francesco Ciancarelli, e glie ne paga l’anno carlini 20». Una nota a margine nel Catasto Onciario conservato presso l’Archivio Comunale precisa che l'immobile fu in seguito venduto a "mastro Vito Farina".
Le due strutture unificate presero comunemente il nome di "Chiesa della Madonna del Carmine" a partire dal 23 agosto 1784, quando re Ferdinando IV concesse il riconoscimento giuridico alla Confraternita del Carmelo, attiva fin dal primo Seicento.
Sull’altare di destra è oggi esposta la nuova statua di San Rocco, realizzata in cartapesta agli inizi del Novecento. L'opera raffigura l'iconografia classica del pellegrino di Montpellier, inclusa la presenza del cane con la pagnotta. Collocata nell'omonima cappella con la costruzione dell'edificio attuale, la scultura esprime uno stile velatamente barocco nelle ampie pieghe dei vestiti e nella resa delle parti scoperte. Accompagnano l'icona il cane, le conchiglie, il cappello a tesa larga e il bordone.
La base processionale (detta "varetta", diminutivo di vara) serviva un tempo per trasportare la statua in processione il 16 agosto, mentre oggi viene usata per esporre l'immagine alla venerazione dei fedeli durante la festa.
A Frattura: il culto nella chiesetta fuori le mura
Anche nella frazione di Frattura il culto di San Rocco vanta radici profonde. Le prime menzioni ufficiali della chiesetta rurale compaiono nelle Visite Pastorali dei vescovi Martinelli (1708, 1712) e Paini. Quest'ultimo la definisce Pro ecclesia S. Rochi extra moenia, evidenziandone la posizione tra i campi, all'esterno del vecchio centro abitato distrutto dal terremoto del 1915.
Amministrata nel Settecento direttamente dall'Università (l'attuale Comune) tramite le elemosine dei fedeli e destinata alla celebrazione di messe perpetue, la chiesetta celebra da secoli la festa del Santo il 16 agosto, mantenendo viva una tradizione storica nell'alta valle del Sagittario.
Durante i festeggiamenti, una solenne processione parte dalla Chiesa Parrocchiale di San Nicola a Frattura Nuova per accompagnare la statua di San Rocco Confessore fino all’antica chiesetta di Frattura Vecchia, dove viene celebrata la Santa Messa.



