Villalago Cronaca
7 Luglio 2026, 00:13
Il punto di ristoro “La finestra d’Abruzzo” al lago di San Domenico
Redazione
Inaugurato il 24 aprile di quest’anno, il punto di ristoro "La finestra d'Abruzzo" al Lago di San Domenico è gestito dai proprietari di un noto B&B di Villalago.
Appena arrivati sul posto per questo servizio di cronaca, abbiamo subito notato la cura e il buon senso con cui è gestito questo spazio, immerso nell'ambiente incontaminato di “Prato Cardoso”, inserito nella riserva regionale Lago Pio-Lago di San Domenico. L'arredo in legno, caratterizzato da un pergolato con tavoli e sedie, si integra perfettamente in un luogo di santità e di meditazione, nel pieno rispetto del vicino romitorio di San Domenico Abate e della chiesetta. Qui, il silenzio è interrotto solo dal cinguettio degli uccelli e dallo scorrere della sorgente del fiume Sega.
Nonostante l’andirivieni di persone, l'atmosfera resta tranquilla: non si sentono urla, né schiamazzi.
Ci siamo fermati a parlare con Francesco, l'architetto che due anni fa ha lasciato la città insieme alla sua famiglia per trasferirsi a Villalago, nell’Alta Valle del Sagittario. È il "paese dei laghi", dove nasce il fiume Sagittario che, fermato dalla diga, si allarga fino a formare lo splendido Lago di San Domenico.
Troviamo Francesco seduto a un tavolo, intento a lavorare al suo computer portatile. Ci accoglie con grande gentilezza e, dopo le presentazioni, ci confida di leggere spesso il nostro giornale online. Chiacchierando con lui, scopriamo i motivi che lo hanno spinto a trasferirsi a Villalago e a intraprendere, oltre alla gestione del B&B, anche quella del punto ristoro.
La sua storia è emblematica: un uomo ancora giovane che sceglie di lasciare la città e un lavoro da impiegato per ritrovare a Villalago un ritmo di vita più a misura d'uomo. In cambio, Francesco ha messo a disposizione della comunità le sue competenze di architetto e la sua dedizione al turismo. Ci esprime tutta la sua soddisfazione e quel “senso di utilità” che non mira all’arricchimento economico, ma al soddisfacimento dei bisogni primari e a una migliore qualità della vita.
Prima di salutarci, ci offre un bicchiere di birra artigianale prodotta in loco, il cui nome è legato a una tradizione di San Domenico: la “Birra del Picozzo”. Il nome fa riferimento al frate laico – così lo chiamano i villalaghesi – che portava il pasto dal Convento di San Pietro del Lago al Santo, ritiratosi in meditazione nel suo romitorio.
Una leggenda racconta che questo frate, prima di salire alla grotta, nascose uno dei tre pesci destinati al Santo nel cavo di una quercia, portandogliene solo due. Quando si congedò e andò a riprendere il pesce nascosto, al suo posto trovò tre serpenti. Compreso immediatamente il segno, tornò da San Domenico a chiedere perdono.
La “Birra del Picozzo” è a bassa gradazione e decisamente buona.




