Scanno Eventi
28 Luglio 2026, 00:03
Il cammino devozionale degli Scannesi per San Gerardo
Un rituale antico che affonda le radici nella transumanza
Redazione
La notte del 9 Agosto il gruppo di pellegrini alle ore 3,30, dopo la benedizione da parte del Parroco, si metterà in cammino per assistere alla festa di San Gerardo Confessore, un monaco d'origine dell’Alvernia vissuto attorno al XI secolo. Giunto a Gallinaro dal ritorno dalla Terra Santa vi morì, colpito da malattia.
Il cammino è di cinquantacinque chilometri di marcia ininterrotta, più di 1.200 metri di dislivello e circa quindici ore di cammino continuo, che unisce le montagne abruzzesi alla Val di Comino, nel Lazio, attraversando il cuore selvaggio del Parco Nazionale.
Le radici di questa marcia sono scritte nei tratturi della transumanza. Per secoli, i pastori di Scanno scendevano con le greggi a svernare nella Campagna Romana e nella Ciociaria. Fu durante questi lunghi mesi di transito che la comunità scannese "adottò" San Gerardo Confessore, il monaco pellegrino vissuto nell'XI secolo e patrono di Gallinaro. Nacque un legame tanto profondo da sopravvivere alla scomparsa della pastorizia nomade e da trasformarsi, anno dopo anno, in un appuntamento fisso per generazioni di famiglie.
Dalla partenza nel cuore della notte si risale la Valle del Sagittario fino al valico di Passo Godi (1.630 m), per poi scendere verso la conca di Opi e Villetta Barrea e riaffrontare l'ascesa verso Forca d'Acero (1.530 m), il confine naturale tra Abruzzo e Lazio. Poi, la lunga e bruciante discesa sotto il sole d'agosto.
A metà strada, è d'obbligo la sosta alla cappella di Santa Felicita, in località Pietrafitta: qui i pellegrini compiono il rito arcaico di bagnarsi il viso e le gambe affaticate alla sorgente, in un gesto che fonde ristoro fisico e purificazione spirituale.
Il culmine del pellegrinaggio si consuma attorno alle 18:00 del 10 agosto, quando la colonna degli Scannesi fa il suo ingresso a Gallinaro. Stremati, impolverati, ma spinti da un'energia incontenibile, i pellegrini varcano la soglia del Santuario di San Gerardo.
È qui che si rinnova un rito che da decenni affascina etnologi e antropologi: per circa due ore, la compagnia abruzzese prende il controllo simbolico della chiesa.
Tra canti tradizionali, invocazioni ad alta voce ed espressioni di fede la credenza popolare vuole che il Santo inizi a concedere grazie e miracoli proprio con l'arrivo degli scannesi.
Dopo il riposo nella notte e la festa del giorno successivo, i pellegrini rientrano a Scanno con i mezzi a motore.
All'ingresso del paese formano una processione, sostenendosi con il bastone del pellegrino, una mazza verde con due iniziali -S. G.- (San Gerardo) nella parte superiore che termina con una piccola croce oltre l’impugnatura, cantando l’Inno a San Gerardo, a voci alterne, verso la chiesa patronale di Sant'Eustachio, per ricevere la benedizione del parroco e ringraziare l’Altissimo.
Il giorno dopo, dalla chiesa di Sant’Antonio, dopo la messa delle ore 18,00 presieduta dal vescovo di Sora, si formerà la processione per le vie del paese con la statua di San Gerardo, conservata in questa chiesa. Al rientro ci sarà un momento di festa, secondo una variazione iniziata l’anno scorso rispetto agli anni precedenti.

