Il lunedì del direttore

Appello al Sindaco, alla Giunta e ai Consiglieri del Comune di Villalago

Sul restauro dell’organo della chiesa parrocchiale

Lo scorso giovedì mattina mi sono recato all’Eremo di San Domenico insieme a Tito Gentile per consegnare al parroco, don Alain, che sapevo essere lì, una donazione da parte di alcuni cittadini di Cocullo, destinata al restauro dell’organo della chiesa parrocchiale e per portare al chiosco di Prato Cardoso il programma e la locandina della Notte Bianca del Libro.
Dopo avergli consegnato la busta, Tito ed io abbiamo chiesto al parroco a quanto ammontasse la somma finora raccolta. Don Alain ci ha risposto che quell'importo dentro la busto era, al momento, l'unico contributo ricevuto. Ci ha spiegato che la raccolta fondi vera e propria non era ancora stata avviata da Antonio, l’ideatore del progetto di restauro. Con un pizzico di preoccupazione ha aggiunto di trovarsi in imbarazzo di fronte al Vescovo, il quale gli chiede con frequenza aggiornamenti sui fondi della parrocchia, senza che lui potesse dare risposte concrete.
Lo abbiamo quindi invitato a prendere un caffè con noi al chiosco e, per sollevarlo da questo pensiero, gli abbiamo proposto di parlare con Antonio per capire se fosse favorevole alla nascita di un comitato a supporto di questa sua personale “impresa”.
Domenica 26 luglio ci siamo incontrati con Antonio, il quale ha accolto positivamente l'idea. Ci ha spiegato che la somma complessiva da raccogliere è di 16 mila euro.
Tornato a casa per scrivere questo intervento, mi è sorta spontanea una domanda: perché fare la “questua” tra i compaesani quando, data la somma contenuta, potrebbe provvedervi direttamente il Comune, che sembra godere di buona salute finanziaria? Perché gravare sui singoli cittadini quando l'Amministrazione ha gli strumenti per farsi carico di questa spesa?
Può farlo il Comune? Sì. Secondo la normativa vigente, l'ente locale può intervenire se l’opera risponde a un pubblico interesse di promozione culturale e di tutela del patrimonio locale, rappresentando un valore per l'identità, la storia e le tradizioni della comunità. Va peraltro sottolineato che sono già state ottenute tutte le autorizzazioni e i nulla osta dagli enti preposti alla tutela artistica.
Per finanziare il restauro, il Comune dovrebbe semplicemente: inserire lo stanziamento nel bilancio approvato dal Consiglio Comunale (oppure, se la spesa non era prevista, approvare una Variazione di Bilancio in Giunta da ratificare poi in Consiglio); motivare l'atto esecutivo, esplicitando il valore storico, artistico e culturale dell'organo per la cittadinanza; stipulare una convenzione tra Comune e Parrocchia (proprietaria del bene) per definire l'importo e disciplinare l'impiego dello strumento (ad esempio, garantendone l'utilizzo per concerti comunali, rassegne o visite di studio).
Il Comune rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo. È interesse dell'intera cittadinanza ridare “voce” all’organo custodito nella cantoria della chiesa parrocchiale, ed è lecito attendersi che il Consiglio Comunale deliberi a sostegno di questo restauro.
Il mio è un accorato appello al Sindaco, alla Giunta e a tutti i Consiglieri, sia di maggioranza che di minoranza, di assumersi l’impegno di restituire alla comunità un simbolo di identità collettiva e di solennità liturgica che dagli anni Cinquanta della scorso secolo fino al suo definitivo silenzio, ha unito intere generazioni nel segno della fede.