Valle Peligna Interventi
11 Luglio 2026, 00:19
Il Sindaco di una città medaglia d’Argento per la resistenza antifascista non è degno di rappresentare i cittadini di Sulmona accogliendo il discendente di Casa Savoia
Mario Pizzola
Il Sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi, ha annunciato pubblicamente che domani domenica 12 luglio riceverà – così scrive – in “Visita istituzionale Sua Altezza Reale Principe Emanuele Filiberto”. Secondo il Sindaco l’evento, che si svolgerà nella Sala Consiliare del Comune e in altri luoghi simbolo della città, rappresenta una “importante occasione di promozione della storia, della cultura e delle eccellenze della Città di Sulmona”. Ha quindi invitato tutti i consiglieri comunali a partecipare al fine di testimoniare “la vicinanza delle istituzioni cittadine”.
Il Sindaco di una città medaglia d’Argento per la resistenza antifascista, culla della Brigata Maiella, che accoglie in visita istituzionale il discendente di Casa Savoia appellandolo Sua Altezza Reale, non è degno di rappresentare i cittadini di Sulmona.
Se vuole, Luca Tirabassi porti Emanuele Filiberto non nell’aula consiliare ma a casa sua, ma lo faccia da privato cittadino e magari insieme ripassino la storia. Così fisserà bene in mente le responsabilità del suo bisnonno.
Scoprirà in questo modo, qualora non ne sia a conoscenza, che Vittorio Emanuele III è colui che, anziché fermare Mussolini, gli ha dato le chiavi del governo italiano. E’ colui che ha firmato tutte le leggi “fascistissime” con cui è stata smantellata la democrazia ed è stata instaurata la dittatura nel nostro Paese. E’ colui che ha firmato le leggi razziali del 1938 in base alle quali migliaia di ebrei sono stati deportati in Germania e uccisi nei campi di sterminio.
E’ colui che ha accettato da Mussolini il titolo di “Imperatore di Etiopia” ottenuto grazie agli eccidi perpetrati nei confronti di un popolo contro il quale sono stati usati anche gas letali proibiti dalle convenzioni internazionali.
E’ colui che, insieme a Mussolini, ha dichiarato guerra alla Francia e all’Inghilterra, a fianco di Hitler, facendo precipitare l’Italia nell’immane tragedia della Seconda guerra mondiale. E’ colui che, dopo l’8 settembre 1943 lasciò il Paese allo sbando e fuggì vilmente dall’Italia dal porto di Ortona dove c’è ancora una lapide che recita: “Ortona repubblicana dalle sue macerie e dalle sue ferite grida eterna maledizione alla monarchia dei tradimenti, del fascismo e della rovina d’Italia”.
Luca Tirabassi, figlio di un socialista, si domandi se suo padre avrebbe mai approvato l’accoglienza “regale” che egli si appresta a dare all’erede del “re sciaboletta”.
E tenga sempre presente il monito di George Santayana: “Chi non ricorda il passato è costretto a riviverlo”.
Mario Pizzola (Coordinamento Per il clima Fuori dal fossile)

