Scanno Festività
8 Giugno 2026, 00:47
Grande partecipazione alle celebrazioni per il Corpus Domini
La processione per le vie del paese nel segno della tradizione
Roberto Nannarone
Al termine della solenne celebrazione eucaristica serale presieduta dal parroco don Luigi Ferrari, la tradizionale processione del Corpus Domini si è snodata per le vie del paese. A guidarla è stato don Carmine Caione, parroco di S. Maria Ausiliatrice di Sulmona ed economo diocesano, che ha portato l’ostensorio sotto l’antico baldacchino processionale sorretto dai rappresentanti delle Confraternite scannesi. Anche a Scanno questa solennità è legata a manifestazioni artistiche e popolari ricche di simbolismo.
Una tradizione molto diffusa nella nostra comunità è l’esposizione delle coperte al passaggio della processione: si tratta spesso dei pezzi più belli e pregiati, ricamati a mano e tramandati di generazione in generazione nei corredi delle nostre famiglie, a simboleggiare ospitalità e purezza. Appenderle alle finestre e ai balconi è un gesto di accoglienza verso il Corpo di Cristo tra noi, nel duplice significato di onorare il Santissimo Sacramento e, al tempo stesso, di mostrare l'orgoglio e la cura per i ricordi preziosi di casa.
A magnificare la devozione della pietà popolare sono stati allestiti, lungo il tragitto, numerosi altarini votivi, concepiti come piccole cappelle temporanee. Decorati con tappeti e fiori, questi altarini sono la vera caratteristica della giornata, poiché scandiscono le tradizionali soste rionali per una breve adorazione eucaristica e la successiva benedizione.
Negli ultimi anni si è affiancata anche l'Infiorata lungo Via Don Bosco, nata proprio per rendere omaggio al passaggio dell'Eucaristia. Numerosi giovani hanno dedicato il loro tempo nei giorni precedenti per creare tappeti e quadri con petali di fiori, abbellendo l’ultimo e più suggestivo tratto del percorso. Il calpestio dei fiori durante la processione assume così un significato profondo, simboleggiando l'offerta della bellezza effimera a Dio.
La solennità nelle recenti parole di Papa Leone XIV
Camminare dietro il Santissimo Sacramento serve a ricordare che Dio è in mezzo a noi e cammina al nostro fianco. È quanto ha sottolineato il Papa nei saluti in varie lingue durante l’udienza generale di mercoledì 3 giugno. Rivolgendosi ai pellegrini italiani, Leone XIV ha ricordato il senso e l’importanza delle processioni che si svolgono nel giorno dedicato al Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, esortando i fedeli a guardare al cuore di Gesù per trasformare il proprio, “rendendolo più paziente, generoso e compassionevole”.
“Nell’Eucaristia – ha evidenziato il Pontefice – contempliamo Gesù pane spezzato e donato per ciascuno di noi”. Le processioni nelle strade di tanti paesi sono l'espressione più viva della pietà eucaristica popolare e, a tale proposito, il Papa ha incoraggiato a mantenere viva questa bella testimonianza pubblica della fede.
Sempre durante l’udienza in piazza San Pietro, il Santo Padre ha spiegato quali siano gli elementi dell’azione liturgica che permettono “di gustare la presenza di Dio per mezzo di Gesù Cristo”. Con la sobrietà solenne dei suoi ritmi, il rito – che va curato “con mano fine e senza arbitrarietà” – interrompe le nostre attività frenetiche riconducendoci all’essenziale: è “una sosta che rigenera il cuore” e insegna a vivere secondo lo Spirito Santo. La partecipazione a questi momenti, soprattutto da parte di famiglie, bambini e giovani, deve essere una coraggiosa testimonianza capace di ricordare a tutti che Dio accompagna il suo popolo nella vita quotidiana.
A dare forza a questo messaggio, Papa Leone, in visita apostolica a Madrid, dopo aver presieduto la Messa in Plaza de Cibeles, ha guidato la solenne processione del Corpus Domini, momento centrale del suo viaggio in Spagna. Il Pontefice ha portato l'ostensorio sotto il baldacchino dorato tra petali di fiori, il suono a festa delle campane e una imponente partecipazione popolare. Si è trattato del momento liturgico più alto della visita; il percorso, ridotto per ragioni di sicurezza, si è concluso tra la commozione del Papa e l'ovazione dell'intera piazza.
Le origini delle celebrazioni del Corpus Domini
Il Corpus Domini (detto anche Corpus Christi nei Paesi di lingua spagnola e inglese) affonda le sue radici nel 1208, quando santa Giuliana di Retine, priora nel Monastero di Monte Cornelio a Liegi, ebbe una visione: una luna piena che presentava una striscia scura su un lato, segno che nella Chiesa mancava ancora una solennità specifica in onore dell'Eucaristia.
La festa diventò ufficiale a livello locale nel 1246, ma fu solo nel 1264 che venne estesa a tutta la Chiesa universale per volontà di papa Urbano IV (ex arcidiacono di Liegi) tramite la bolla Transiturus. Il Pontefice decise di fissare la celebrazione il giovedì successivo alla prima domenica dopo la Pentecoste.
A convincere definitivamente il Papa, oltre alla vicinanza spirituale con Giuliana, fu il miracolo eucaristico di Bolsena avvenuto nel 1263. Un sacerdote boemo, in pellegrinaggio verso Roma, si fermò a celebrare la Messa ma, al momento della consacrazione, fu assalito dal dubbio che l'ostia contenesse davvero il corpo di Cristo. Si racconta che in quel momento dall'ostia sgorgarono gocce di sangue che macchiarono il corporale di lino utilizzato dal prete, reliquia oggi custodita nel Duomo di Orvieto. Per questo motivo la città umbra è uno dei centri in cui la celebrazione è più sentita e dove si conserva rigorosamente la tradizione del giovedì.
Il Corpus Domini è una festa “mobile”: non ha una data fissa, ma varia di anno in anno a seconda del calendario liturgico. La celebrazione della Santissima Trinità cade infatti la domenica successiva alla Pentecoste (che si celebra 50 giorni dopo la Pasqua per ricordare la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli e su Maria). Il Corpus Domini si celebrava originariamente il giovedì successivo, nel giorno liturgico proprio della solennità. Questa consuetudine è conservata in molte diocesi italiane, tra le quali quella di Sulmona, dove il Vescovo S.E. Mons. Michele Fusco ha presieduto la funzione eucaristica a cui è seguita la tradizionale processione cittadina. Nella gran parte delle comunità parrocchiali italiane, invece, le celebrazioni pubbliche sono state trasferite alla giornata di ieri, domenica 7 giugno.







