Scanno Storia
28 Giugno 2026, 00:02
"Memorie d'inchiostro"
Liber Status Animarum: Il Censimento redatto dal Parroco di Scanno nel 1777
Roberto Nannarone
Il Liber Status Animarum (stati delle anime) era uno dei registri parrocchiali che i parroci erano tenuti a compilare regolarmente: in essi erano registrati dati anagrafici e religiosi dei parrocchiani, nonché le professioni svolte e le proprietà, questi ultimi dati erano utili anche ai fini della determinazione della decima (decima parte della ricchezza) da versare alla parrocchia.
Per la consistenza e particolarità dei dati raccolti, questi registri possono essere considerati una sorta di censimento organizzato della popolazione.
A differenza del libro dei battesimi e del libro dei matrimoni, la cui tenuta era stata istituita e regolamentata a partire dal Concilio di Trento, (il 19° concilio ecumenico della Chiesa cattolica, tenutosi a più riprese tra il 1545 e il 1563), gli stati delle anime furono introdotti dalla Costituzione Apostolicae Sedis, promulgata da Papa Paolo V il 17 giugno 1614, che ha regolamentato e reso obbligatoria la compilazione dei registri canonici.
Le disposizioni contenute nel documento pontificio prescrivevano al parroco di annotare tutti i componenti dei nuclei familiari della parrocchia al fine di verificarne la soddisfazione dell’obbligo del precetto pasquale.
Ho consultato il Liber Status Animarum del mio paese, purtroppo in una copia fotostatica non completa, redatto nel 1777 dall'Arciprete Rev.do D. Leonardo Ciancarella, nato il 13 marzo 1727, che nell’anno di compilazione aveva 50 anni.
Non nascondo che a volte è molto complesso decifrarne la scrittura, soprattutto per l’uso ripetuto dell’abbreviazione delle parole.
Gli stati delle anime venivano redatti dai parroci di solito in occasione delle benedizioni pasquali delle case e delle famiglie: essi, pertanto, registravano i parrocchiani per nuclei familiari secondo l'itinerario delle visite.
Sul registro, infatti, sono annotati i fedeli secondo i nuclei o fuochi famigliari, intesi non come famiglia naturale, cioè composta da tutti gli individui uniti da vincoli di parentela, ma come comunità comprensiva di chi si è unito alla famiglia per altre ragioni, solitamente economiche, lavorative o per condivisione dell’abitazione.
Quello del 1777 inizia dalla Contrada della Porta della Croce ed è riportato dettagliatamente l’elenco delle 25 case visitate, con l’indicazione degli abitanti di ciascuna di esse, paternità e maternità, nonché l’età.
A seguire sono riportale le “case” della “Contrada del Xa Flumen”, della vecchia “Contrada di S. Maria delle Grazie”, della “Contrada di S. Antonio Abate”, della “Contrada di Rella”, della “Contrada della Vicenna”, della “Contrada delle Scuole Pie”, ecc.
Di ciascun parrocchiano sono riportati, oltre al nome e cognome, età, anche la condizione rispetto ai sacramenti della confessione e comunione (mediante l'annotazione D.C.C. che si riferisce alla sequenza dei sacramenti ricevuti e sta per: Domenicale (cioè la frequenza della Santa Messa festiva), Confessato e Comunicato), consentendo al parroco di censire i parrocchiani e monitorare la loro vita spirituale.
Se la compilazione degli stati delle anime è particolarmente accurata, oltre a conoscere la situazione religiosa e sacramentale dei parrocchiani, è possibile rintracciare nei registri altre annotazioni importanti quali le relazioni parentali, la condizione lavorativa del capofamiglia, le eventuali attività degli altri componenti, la presenza di domestici, i nomi delle vie e delle contrade, la proprietà o meno dell'abitazione.
Questa documentazione era redatta o aggiornata annualmente, di solito in occasione della visita compiuta dal sacerdote nelle case dei parrocchiani per la benedizione pasquale e, dunque, può costituire una fonte importante per studi demografici, sociali, di toponomastica e per ricerche genealogiche.
I registri si conservano spesso negli archivi parrocchiali, quando esistenti, tra i libri parrocchiali (libri dei battezzati, libri dei matrimoni, libri dei defunti ecc.); nei casi di parrocchie soppresse o accorpate, la loro conservazione è affidata agli archivi diocesani.
Da un punto di vista genealogico, lo Status Animarum si rivela una fonte essenziale per individuare anche eventuali collaterali, ovvero i vari figli di un unico capofamiglia, il quale veniva quasi sempre nominato per primo.
Può essere considerata, per tale motivo, come una specie di aggiornamento annuale delle informazioni contenute nel Catasto Onciario di Scanno del 1745, il registro fiscale voluto da Carlo III di Borbone per mappare le proprietà immobiliari e le ricchezze nel Regno di Napoli, il cui documento originale è conservato presso l'Archivio di Stato di Napoli, mentre una copia autenticata del 1748 si trova nell'Archivio Comunale di Scanno.
Il Catasto Onciario, infatti, elenca dettagliatamente ogni nucleo familiare (chiamato "fuoco"), indicando la Composizione della famiglia (con i nomi di tutti i componenti, età e legami di parentela), i beni immobili (case, terreni, pascoli e botteghe), il capitale mobile (capi di bestiame, preziosi per l'economia pastorale di Scanno) e crediti, nonché le tasse applicate (il patrimonio veniva calcolato in "once", l'unità di misura fiscale dell'epoca).
Nelle prime due pagine del Liber Status Animarum sono riportali l’elenco di 21 sacerdoti scannesi appartenenti nel 1777 alla Chiesa Ricettizia di Sant’Eustachio e Santa Maria della Valle, con l’indicazione della loro età, nonché l’altro elenco di Diaconi, Chierici e Novizi, quest’ultimi ben sei di età compresa tra i 17 anni ed i 33.
Tra i sacerdoti, appartenenti per lo più alle famiglie benestanti dell’epoca, oltre all’Arciprete Leonardo Ciancarella, sono indicati D. Antonio Novelli, di anni 76, come decano della Chiesa ricettizia, e D. Giovanni Nardilli, di anni 75, "dottore dell'uno e dell'altro diritto".



