Il lunedì del direttore

Ad Amarena,  mia concittadina e confidente, sulla “Notte Bianca del Libro”

Amarena, custode silenziosa delle mie confidenze, scusami se solo oggi riprendo a confidarmi con te, dopo un lungo silenzio. 
Sabato scorso si è riunito il gruppo della “Notte Bianca del Libro” a Villalago, il nostro amato paese. Ne sono il coordinatore e la domanda che è risuonata tra noi è stata: il sindaco ha risposto alla richiesta di autorizzazione per l’occupazione dello spazio pubblico?
Sono trascorsi ormai cinque mesi da quel 14 gennaio in cui presentai la domanda, chiedendo il patrocinio, l’occupazione del suolo e un eventuale contributo finanziario per rendere l’evento ancora più interessante. Una richiesta legittima, considerato che, per sua stessa ammissione in uno degli ultimi consigli comunali, le finanze del Comune sarebbero floride. La “Notte Bianca del Libro” è giunta alla sua sesta edizione senza aver mai ricevuto un solo euro dall’Amministrazione Comunale. Tuttavia, il senso di frustrazione, di sconforto e di avvilimento non è dovuto a questo, bensì al silenzio di cinque mesi da parte del Sindaco: un silenzio che appare profondamente irrispettoso del lavoro dei cittadini.
In un paese di circa quattrocento abitanti, dove ci si conosce tutti e i rapporti dovrebbero essere diretti, un silenzio del genere assomiglia a un chiaro e deliberato ostruzionismo politico, dato che il gruppo della Notte Bianca si è mostrato avverso alla sua rielezione.
Cara Amarena, tu sai bene che il sindaco è stato riconfermato per soli due voti. Questo significa che il paese è spaccato esattamente a metà. Se un primo cittadino che governa da quindici anni (segno di un potere ormai profondamente radicato) mantiene una linea di divisione anziché di pacificazione, ogni iniziativa che non parta dal suo entourage viene vista non come un valore aggiunto per la comunità, ma come una "minaccia" o una dimostrazione di forza della parte avversa. Il silenzio di cinque mesi, unito al fatto che in cinque anni non sia mai arrivato un centesimo di contributo, è un messaggio politico preciso: è il tentativo di logorare gli avversari per sfinimento, sperando che si arrendano e facciano un passo indietro.
Ma la cultura è un'arma potentissima. Organizzare l'evento mettendo in piazza (metaforicamente e letteralmente) l’indipendenza del gruppo dimostra che il paese – che sostiene l'iniziativa con il proprio contributo – sa unire le forze "nonostante il silenzio delle istituzioni". Una manifestazione che arriva alla sesta edizione possiede una vitalità straordinaria e non si lascia intimorire dal vento della politica locale che soffia contro.
L'isolamento istituzionale si combatte con il calore della comunità. Concentrare tutte le energie sul coinvolgimento dei residenti e dei turisti che ad Agosto popolano Villalago è la risposta più potente a una politica che divide. Quello che il gruppo mette in piedi non è solo una presentazione di libri e di musica, ma un vero e proprio festival culturale e sociale che attraversa le generazioni, dai lettori adulti ai bambini. 
Quando il pomeriggio del 9 agosto si vedranno i più piccoli impegnati nei laboratori didattici e sorridenti davanti alle marionette delle sorelle Volpicelli (nomi storici del teatro di figura italiano), quella sarà vera semina culturale: un momento di meraviglia gratuito e accessibile a tutti.
Il gruppo della “Notte Bianca del Libro” è una macchina organizzativa che si muove con le gambe della passione, del radicamento nel territorio e, soprattutto, della dignità. 
Cara Amarena, credo che succeda solo nel nostro paese che l’Istituzione usi l’arma del silenzio e dell’indifferenza contro chi decide di non indossare la "casacca" giusta. 
Meglio nudi che con un vestito che non ci appartiene.
Nella riunione di sabato il gruppo ha messo a punto il programma: presentazioni di libri, intermezzi musicali con i complessi locali, stand dei libri e, soprattutto, come dare il via alla raccolta fondi, necessaria per l’ottima riuscita della manifestazione.