E VENNE IL GIORNO DEI CAVALLI E DEI MULI 

In sfilata a Scanno con una soma di legna

Ieri pomeriggio, sabato 13 Giugno, Scanno ha ospitato uno degli eventi tradizionali più magici e autentici del folklore abruzzese: la sfilata dei cavalli e dei muli (erano in 36) carichi di una soma di legna da donare alla chiesa di Sant’Antonio di Padova. Un rito antico, capace di unire le generazioni e di affondare le radici nella storia sociale del paese.
Fino alla metà del '200, la vita a Scanno era scandita dalla transumanza. I pastori scannesi passavano circa otto mesi all'anno lontani da casa, guidando le greggi verso il Tavoliere delle Puglie; in paese rimanevano solo donne, anziani e bambini a sfidare il gelido inverno montano. La festa di Sant'Antonio coincideva storicamente proprio con il ritorno dei pastori e il ricongiungimento delle famiglie. Cavalli e muli erano gli stessi animali usati per percorrere i tratturi verso il Sud.
Un tempo la legna portata in processione non aveva un valore solo simbolico: serviva concretamente a riscaldare il Convento dei Frati Minori durante l'inverno. Con questo dono, i pastori ringraziavano il Santo per aver vigilato su di loro durante i mesi di lontananza.
Oggi il convento è vuoto, ma la tradizione resiste grazie alle nuove generazioni. Ieri a guidare gli animali erano soprattutto i bambini e i ragazzi del paese, custodi del legame con il passato. La legna trasportata è il frutto del lavoro di boscaioli e volontari, riunitisi nei boschi già a fine Aprile per il taglio.
Il momento più emozionante della sfilata è stato notare la straordinaria complicità tra i giovanissimi conducenti e i loro animali. I muli, noti per la loro testardaggine ma anche per un'intelligenza e un passo straordinari, si sono mossi in mezzo alla folla, tra rumori e applausi, mostrando una fiducia totale verso chi li guidava. Sono rimasti mansueti mentre la banda suonava e docili durante la benedizione del parroco.
Questa mattina ai muli si sostituiranno i mezzi moderni — trattori e piccoli veicoli agricoli — rigorosamente addobbati a festa con fronde di ginestre gialle e rose alpine. Sfileranno trascinando i "travi", massicci tronchi di faggio, preceduti dai bambini con i cestini pieni di fiori e pagnottelle. Il Pane di Sant'Antonio, sul sagrato della chiesa, verrà benedetto.
Subito dopo la messa delle ore 11:00, la statua del Santo attraverserà le vie del paese in un'atmosfera intima e sentita, capace di richiamare a Scanno centinaia di residenti storici che oggi vivono altrove, ma che non salterebbero questo appuntamento per nulla al mondo.
È una festa, quella di Sant’Antonio, che profuma di ginestra, di legno, di comunità e di storia.