Vernissage 11 maggio 2026 ore 17,30

Stefano Notarmuzi nella mostra collettiva di pittura “Connessioni” 

A Roma nella Galleria Angelica dall’11 maggio al 15 maggio 2026

La mostra, organizzata nello spazio della Galleria Angelica dal critico d’arte Rosa Orsini, e realizzata in collaborazione con l’associazione culturale “Orsini Pubblicazioni Arte Contemporanea”, si presenta al pubblico con una selezione di opere realizzate da quattro artisti italiani: Anna Gandolfi, Gerardo Marazzi, Stefano Notarmuzi e Pauldavìd.
Un dialogo visivo di circa 40 opere, un allestimento concepito come una simultanea di quattro mini personali, per dare  la possibilità ai singoli artisti di presentare una parte significativa del proprio repertorio, al fine di far comprendere al meglio i personali linguaggi, stili e tematiche. Il fine quindi è conoscere per riconoscere, permettendo allo spettatore di immergere lo sguardo nelle opere, nella ricerca della personale ed univoca rappresentazione dei soggetti, cogliendone la forma, i dettagli e i passaggi cromatici. Le tematiche che si dipanano lungo la galleria sono prevalentemente paesaggistiche. Passiamo dai delicati acquerelli di Anna Gandolfi, dove fiori e distese bucoliche sono protagonisti assoluti, alle liriche trasposizione pittoriche dei paesaggi abruzzesi di Stefano Notarmuzi, ai suggestivi rimandi scenici all’oriente di Gerardo Marazzi, frutto di oniriche reminiscenze sensoriali. Da questa predominante esposizione naturalistica, passiamo ai lavori figurativi di Pauldavìd. Lo senario cambia. Viene presentata al pubblico una selezione di quadri di matrice espressionista, un figurativo che guarda all’arte brutalista, eccentrica e visionaria, foriera di un colorismo acceso, di forte impatto visivo, che pone al centro della riflessione l’uomo contemporaneo.
“Il confronto tra le diverse connessioni che intercorrono tra l’artista e il soggetto ritratto e rappresentato, nella scelta di un’apparente tematica comune, oppure estremizzata agli antipodi, trova un terreno di riflessione per sondare le sfumature che sottendono i linguaggi, e che assemblate nell’ordine di ogni singolare produzione, ne definiscono le singole personalità. È l’approccio al soggetto che viene indagato in questa mostra. Un approccio inizialmente emotivo, che stimola la creatività e la indirizza verso un percorso di ricerca continua, che alimenta il repertorio. La fonte d’ispirazione è infinita, tanto quanto il desiderio e la necessità di rappresentare attraverso la pittura il mondo percepito dalla sensibilità dell’artista.  
Il mondo esterno, il paesaggio, la natura, gli elementi, ma anche lo spazio in cui si muove l’uomo e sul quale egli cerca di imporsi, è nella pittura immagine filtrata, esperienza metabolizzata, memoria evocata, ma anche tentativo di cristallizzare nel tempo il riflesso di una realtà che alberga nell’anima ed emerge dall’inconscio. L’artista è quindi attore/spettatore, attento osservatore ma anche attivo protagonista. Come un moderno demiurgo dà vita alla forma, crea scenari, inventa narrazioni, sopprime il frastuono della società moderna, proiettata in un mondo idilliaco e sereno. Oppure lo ricrea dal caos di un’improvvisa deflagrazione cromatica. Uomo sociale, con i suoi schemi, i suoi intendimenti, al centro del suo universo, ma anche parte della natura, da cui viene attratto nella ricerca di una dimensione perduta.
Questa mostra dal carattere articolato e dagli accostamenti vibranti, per la differenza dei punti di osservazione che danno impulso alla creatività, e per tematiche espresse in maniera autonoma e originale, rispecchia il sentire profondo di ogni singolo artista, cogliendo nella loro pittura la personale raffigurazione del mondo che ci circonda, nella ricerca di un luogo/rifugio, ma anche nella rappresentazione visiva di un pensiero riflettuto sul nostro posto nella società”.