SULLA VICENDA CASERMA DEI VIGILI DEL FUOCO INERZIA DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

Sulla vicenda della caserma dei Vigili del Fuoco il silenzio dell’amministrazione Tirabassi è ormai assordante e incomprensibile. Eppure, solo pochi mesi fa, l’assessore Pantaleo annunciava una “svolta”, con sopralluoghi, incontri e il ritorno all’ipotesi dell’area della Badia.
Si parlava di tempi rapidi, di un percorso finalmente definito, di una soluzione concreta. Poi, improvvisamente, Pantaleo è stato  messo alla porta. Una scelta che oggi, alla luce dei fatti, lascia più di una domanda aperta. Viene quasi da chiedersi – anche con un filo di ironia – se sia stato “colpevole” di aver almeno provato a fare qualcosa, rispetto all’immobilismo che caratterizza gli attuali assessori. Quella che veniva presentata come una soluzione, oggi è solo l’ennesima promessa, caduta nell’oblio. Tanto che di fronte all’inerzia conclamata di questa amministrazione, i Vigli del Fuoco starebbero perfino ipotizzando il trasferimento del distaccamento nei container. E allora la domanda è semplice e inevitabile: il sindaco e la sua giunta non provano imbarazzo di fronte a tutto questo? Non provano imbarazzo nel lasciare senza una sede adeguata i Vigili del Fuoco e, con loro, l’intera comunità?
Non provano imbarazzo nel non essere in grado di dare una risposta concreta a una questione aperta da troppo tempo? È inaccettabile che una città come Sulmona resti senza certezze su un’infrastruttura strategica, mentre chi amministra continua a fare annunci, quando conviene, e a tacere quando si tratta di dare risposte. Di fronte a questo immobilismo, al silenzio e all’assenza totale di visione, emerge con chiarezza il vuoto politico e amministrativo di questa giunta.
A questo punto si tratta di responsabilità. E quando la responsabilità viene meno, l’unica scelta dignitosa è prenderne atto. Per questo, visto il nulla cosmico prodotto dall’amministrazione Tirabassi, è evidente che la giunta non sia all’altezza del compito. E dopo un anno il sindaco dovrebbe prendere atto del fallimento politico ammnistrativo suo e della sua giunta e interrogarsi se è in grado di poter amministrare, finalmente, una città come Sulmona.