A Raiano l’ultimo appuntamento verso il Congresso Eucaristico Diocesano

“Eucaristia e Missione”: questo il tema del quarto e ultimo incontro di catechesi tenutosi ieri sera, venerdì 29 maggio, a Raiano, nella chiesa di Santa Maria Maggiore. L'evento ha visto l’intervento di don Luigi Maria Epicoco (classe 1980), teologo, filosofo e apprezzato autore di saggi di spiritualità, che oggi ricopre un ruolo di primo piano nella comunicazione della Santa Sede.
L'incontro – presieduto da S.E. Mons. Michele Fusco, Vescovo Diocesano – fa parte di un ciclo di appuntamenti con pastori e teologi nato per riflettere, approfondire e riscoprire il valore del mistero eucaristico in preparazione al grande appuntamento del prossimo ottobre. Anche ieri sera è stata numerosa la partecipazione delle rappresentanze dell’intera Comunità Diocesana, tra le quali quella di Scanno e Frattura, guidata dal parroco don Luigi Ferrari.
Con un linguaggio diretto e comprensibile, don Luigi Maria Epicoco ha guidato i presenti in un viaggio meditativo, chiarendo che l'Eucaristia non è un semplice rito o una pia abitudine, ma il cuore silenzioso che trasforma l'esistenza. È il sacramento che permette a Gesù di mantenere la Sua promessa: non lasciarci mai soli.
Per il giovane teologo, l’Eucaristia non è un ricordo, ma un’attualizzazione: celebrare significa rendere contemporanei l'uomo di oggi alla passione, morte e risurrezione di Gesù. Inoltre, essa insegna che servire non è un segno di debolezza, bensì l'atto più alto di libertà.
Vivere l'Eucaristia significa fare entrare Cristo nelle problematiche quotidiane. Non può rimanere confinata nelle chiese, ma deve diventare la "forma" della famiglia e della società, indicando come amare e rispettare gli altri.
L’Eucaristia modella la nostra carità ed è l’amore che dona sé stesso. La forma dell’amore che impariamo dall’altare è proprio quella di diventare come l’Eucaristia: smettere di vivere nella pretesa e cominciare a vivere nel dono.
Più frequentiamo questo sacramento, più dovrebbe guarire in noi l'atteggiamento costante di pretendere che il mondo si adegui alle nostre aspettative e ai nostri desideri. Si è invitati a entrare in un’ottica di donazione – di tempo, di energie, di vita – sperimentando un’immensa gioia. Diventare "eucaristici", in fondo, non significa propagare una devozione, ma mostrare al mondo una logica diversa.
Nutrendosi del Corpo di Cristo, il credente non riceve solo un conforto personale, ma viene trasformato in "pane spezzato" per gli altri, diventando un discepolo missionario. Non si può spezzare l'unico pane senza farsi carico delle necessità dei fratelli: per questo l'Eucaristia spinge verso i poveri e richiede un impegno concreto per la giustizia e la carità.
In quest'ottica, le parole conclusive della Messa ("Andate in pace") non sono un semplice congedo, ma un vero e proprio mandato missionario. Il credente è chiamato a portare Cristo fuori dalle mura della chiesa: nel proprio ambiente familiare, lavorativo e sociale.
Da questo legame tra celebrazione e vita dipende il nucleo più profondo del culto: Gesù ci trasforma in tabernacoli viventi, capaci di guardare ogni persona con i Suoi stessi occhi. Ogni volta che partecipiamo alla liturgia, siamo chiamati a declinare la nostra missionarietà, rendendo testimonianza al Vangelo, facendoci prossimi agli altri nella fraternità e collaborando alla redenzione del mondo.
Nel saluto di chiusura, il Vescovo Michele Fusco ha rinnovato l'invito a tutte le comunità parrocchiali per il Congresso Eucaristico Diocesano, che si celebrerà dal 10 al 18 ottobre 2026 a Sulmona e che sarà ricco di numerose iniziative e momenti di preghiera comunitaria.