In Abruzzo c'è un agriturismo dove puoi adottare una pecora e mangiare i formaggi dei pastori

Martedì 19 Maggio è apparso un articolo su "Gambero Rosso" a firma di Eleonora Baldwin. La giornalista si sofferma a La Porta dei Parchi, ad Anversa degli Abruzzi, "un bio agriturismo immerso nelle Gole del Sagittario dove si mangiano formaggi a latte crudo, si segue la transumanza e si può persino adottare una pecora".
Gli abitanti di Anversa e della Valle del Sagittario, che sono in maggioranza i nostri lettori, conoscono bene "La porta dei Parchi". Comunque, riportiamo  l'articolo di Eleonora Baldwin per la sua bellezza e completezza.

Ad Anversa degli Abruzzi, nel cuore di uno dei paesaggi più integri dell’Appennino centrale, il Bio Agriturismo La Porta dei Parchi apre ai visitatori la sua realtà di azienda agricola a conduzione familiare, caseificio, presidio della pastorizia abruzzese e luogo dove ospitalità e produzione convivono in armonia. Qui si viene per mangiare ottimi formaggi e piatti tipici, dormire in camere senza televisione affacciate sulle Gole del Sagittario, e, volendo, imparare cos’è davvero una filiera che parte dagli animali al pascolo e arriva in tavola. Nel corso degli anni la struttura è diventata anche un punto di riferimento per il turismo rurale esperienziale: ospita volontari da tutto il mondo che partecipano alla vita agricola quotidiana, e ha sviluppato il progetto “Adotta una Pecora”, nato per sostenere concretamente la pastorizia di montagna creando un rapporto diretto tra allevatori e consumatori.
L’agriturismo abruzzese dove adottare una pecora
Il nome di Nunzio Marcelli è noto agli appassionati di formaggio e allevamento sostenibile, ma il punto interessante della struttura è soprattutto il suo funzionamento quotidiano: un sistema costruito attorno alla transumanza, al latte crudo delle circa 1500 fra pecore sopravvisane e capre, e a una cucina che utilizza quasi esclusivamente ciò che viene prodotto in azienda. Il risultato è un agriturismo che conserva un’impostazione contadina reale, senza trasformare la ruralità in scenografia. L’offerta gastronomica segue la stessa impostazione della produzione agricola. Il ristorante propone piatti della tradizione pastorale abruzzese preparati con ingredienti aziendali o reperiti nel territorio circostante. In tavola arrivano prodotti stagionali come gli orapi raccolti negli stazzi di Chiarano, dove le greggi trascorrono l’estate, le zucche coltivate negli orti dell’azienda, i cereali e legumi come ceci, cicerchie, farro e lenticchie, il lardo speziato dei maiali allevati nei prati intorno all’agriturismo, l’hamburger misto di pecora e maiale, e la pecora al cotturo, piatto simbolo della cucina pastorale abruzzese preparato con erbe aromatiche raccolte in montagna.
Tra le specialità più identitarie c’è anche la cosiddetta “Bistecca del Pastore”, che nonostante il nome è un piatto vegetariano nato come pasto completo per i pastori durante la transumanza: pane raffermo ammorbidito nel latte, cipolla essiccata, pecorino fresco passato in forno e mentuccia. Non mancano ravioli ripieni di ricotta, pasta fatta in casa condita con sugo d’agnello, al ragù di cinghiale, o alla crema di zolle ovvero i germogli dell’aglio rosso tipico della zona. Da non perdere le tradizionali pallotte cacio e ova, l’agnello alla brace e gli arrosticini lavorati a mano, proposti insieme alle degustazioni dei prodotti nel caseificio aziendale. Il menu ruota naturalmente attorno ai formaggi che compongono taglieri insieme ai salumi, che utilizzati come ingredienti in cucina. Un ruolo trasversale lo occupa la ricotta fresca, che brilla dagli antipasti ai dolci. In purezza, condita con zenzero e menta; abbinata alle verdure con zafferano o tartufo; oppure mantecata con il miele, o servita con gocce di cioccolato.
La produzione del caseificio
La trasformazione del latte e la produzione casearia restano il centro del progetto. La lavorazione di una quindicina di prodotti parte dal latte crudo per preservare le caratteristiche del pascolo e della stagionalità. Le greggi escono quotidianamente in stabulazione mista, cibandosi delle oltre 120 varietà di erbe censite nei pascoli abruzzesi garantendo così una ricca e varia alimentazione, che si riflette nella qualità dell’ottimo latte. Tra i prodotti più noti ci sono il Brigantaccio, pecorino maturato secondo una tecnica ispirata alla tradizione dei briganti che nascondevano i formaggi nella crusca dentro otri conservati nelle grotte, e il Cacio Fiorello, ottenuto con coagulazione presamica a bassa temperatura, ma è importante anche il Pizzo Marcello, pecorino a pasta molle e crosta fiorita. Qui si producono anche caprini freschi, salumi di pecora e delle leggendarie ricottine “maritate” ossia cappate con vari condimenti: peperoncino, semi di cumino, pomodoro, cipolla, erba cipollina o aglio.
La ricotta affumicata al ginepro
Da non perdere inoltre la ricotta affumicata al ginepro che viene lavorata con una leggera salatura e un’affumicatura a freddo ossia senza sviluppare fiamma, una tecnica tradizionale di conservazione che qui utilizza legno di ginepro raccolto nei pascoli d’altura. Il risultato è una formetta compatta dal gusto delicato, in cui le note lattiche si intrecciano alle note di fumo e ai profumi balsamici della pianta spontanea. E poi pecorini classici di varie stagionature da gustare in abbinamento a confetture, marmellate, sott’oli e sott’aceti fatti in casa. La produzione segue inoltre un modello improntato alla sostenibilità energetica: i formaggi vengono realizzati utilizzando energia proveniente dai due impianti fotovoltaici installati sopra le stalle, che garantiscono il fabbisogno dell’azienda attraverso fonti rinnovabili.
Dormire senza televisione nelle Gole del Sagittario
L’ospitalità segue la stessa filosofia dell’azienda agricola: legata al territorio, semplice e pensata per favorire un rapporto diretto con il paesaggio circostante. Le 8 camere si trovano in un casale in stile rustico con vista sulle Gole del Sagittario e sulla Maiella, ma ci sono anche due bilocali da quattro a sei posti letto nel Borgo Ospitale Diffuso nel centro storico di Anversa degli Abruzzi. Gli alloggi sono caldi e accoglienti, arredati in modo semplice e funzionale, ciascuno con il caminetto, un angolo cottura e riscaldamento autonomo. Non troverete televisori in camera: la scelta è volutamente coerente con l’idea di un soggiorno immerso nella natura e nei ritmi della vita di campagna.
Accanto all’accoglienza e al punto ristoro, qui si organizzano anche molte attività legate alla pastorizia e alla cultura montana. Gli ospiti possono assistere alla lavorazione del latte, seguire i pastori e i loro cani durante il pascolo, partecipando alla transumanza e alle attività didattiche dedicate ai bambini attraverso il progetto Scuola in Fattoria. Un modo per conoscere da vicino il lavoro agricolo e il territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise attraverso esperienze pratiche, escursioni e momenti di vita quotidiana in azienda. Ogni anno, inoltre, arrivano anche volontari da diversi Paesi attraverso il progetto WWOOF, per partecipare attivamente alla vita agricola quotidiana tra pascolo, orti, caseificio e attività ricettiva. Per sostenere ulteriormente la cooperativa, si può sponsorizzare una pecora con tanto di certificato d’adozione per ricevere a casa formaggi e filati di lana.
Qui una pausa bucolica diventa occasione per capire cosa significhi ancora vivere di allevamento nell’Appennino abruzzese, gustando nel piatto prodotti di una filiera agricola ancora completa, concreta e leggibile.
Come funziona il progetto Adotta una Pecora
Accanto all’accoglienza e al punto ristoro, qui si organizzano anche molte attività legate alla pastorizia e alla cultura montana. Gli ospiti possono assistere alla lavorazione del latte, seguire i pastori e i loro cani durante il pascolo, partecipando alla transumanza e alle attività didattiche dedicate ai bambini attraverso il progetto Scuola in Fattoria. Un modo per conoscere da vicino il lavoro agricolo e il territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise attraverso esperienze pratiche, escursioni e momenti di vita quotidiana in azienda. Ogni anno, inoltre, arrivano anche volontari da diversi Paesi attraverso il progetto WWOOF, per partecipare attivamente alla vita agricola quotidiana tra pascolo, orti, caseificio e attività ricettiva. Per sostenere ulteriormente la cooperativa, si può sponsorizzare una pecora con tanto di certificato d’adozione per ricevere a casa formaggi e filati di lana.
Qui una pausa bucolica diventa occasione per capire cosa significhi ancora vivere di allevamento nell’Appennino abruzzese, gustando nel piatto prodotti di una filiera agricola ancora completa, concreta e leggibile.
Bio Agriturismo La Porta dei Parchi – Località Fonte di Curzio – via S. Carlo 67030 Anversa degli Abruzzi (AQ) – Per pernottare e mangiare al ristorante è necessaria la prenotazione.