Cultura
17 Maggio 2026, 00:02
Giovanni Segantini: calendario prodotto nel 1959 da Assicurazioni Generali
Matilde Di Cesare
Mi incuriosiva sempre molto il calendario dell'anno nuovo, non tanto per le ricorrenze, no, ma per le stampe dedicate a ciascun mese. A rinnovare il tempo che ci saremo ritrovati a spendere, provvedeva puntualmente mio padre. Veniva posto in cucina, accanto alla credenza, che era di colore azzurro. Ad essa mi appoggiavo, meglio, mi abbandonavo per sfogliare l'anno nuovo.
All'epoca, appena entrata nell’adolescenza, mi giungevano echi di movimenti letterari d'oltralpe, di rinascite letterarie in opposizione alla letteratura impegnata: usciva Françoise Sagan con il romanzo Bonjour tristesse contro La Nausea di Sartre. Giovanni Segantini, dunque, si fa strada fra le curiosità letterarie di quella ragazza e la trasporta sulle Alpi, in Engadina, dentro un’atmosfera tutta intima e familiare. A sollecitare il ricordo di quel calendario del 1959 è la notizia che il Musée Marmottan Monet di Parigi ospiterà la mostra Giovanni Segantini dal 29/IV al 16/VIII/2026. Il filo conduttore di questa mostra è la montagna. Entro nel calendario ed ecco “La ragazza che fa la calza”,
più in là, le vacche a pascolare. Avanzo nel tempo: “Le due madri”. I colori della radura dove sosta la giovane sono da questa emanati e così tutto si colora di quella freschezza. Nella stalla l'ambiente è riscaldato dalla cura delle due madri: la vacca a nutrire il vitello, la mamma il bambino, e la luce non differenzia.
Nel dipinto “Mezzogiorno sulle Alpi” la luce è data dall'abito della pastora che è blu come erano la credenza della cucina, le avvolgibili delle finestre e alcuni cordoncini del nostro antico copricapo, del pullover andino acquistato per Virgilio in Via del Vantaggio.
Segantini per dipingere sale ad alta quota, capta la luce e poi discende per raggiungere il nucleo, forse la fonte, la sorgente, le viscere.

