Commemorate a L’Aquila le 309 vittime del terremoto del 6 Aprile 2009

La commemorazione si è svolta senza il tradizionale corteo, con una formula diversa ma condivisa, nella sera di Pasqua. I cittadini si sono raccolti all’Emiciclo, dove i Solisti Aquilani hanno accompagnato la cerimonia con un repertorio che ha incluso Haendel, Vivaldi e Bach. Presenti il sindaco Pierluigi Biondi, rappresentanti della giunta e delle istituzioni, forze dell’ordine e cittadini. Al centro, il telo con i nomi delle vittime, stampati in rosso, accanto allo striscione dei familiari: ‘Per loro. Per tutti i familiari delle vittime. L‘Aquila 6 aprile 2009′. La commemorazione è poi proseguita al Parco della Memoria, dove i Red Blue Eagles hanno affisso uno striscione in ricordo delle vittime. Qui è stato acceso il braciere dal funzionario comunale Daniele Ciuffetelli, in rappresentanza dei dipendenti comunali. A nome dei familiari è intervenuto Vincenzo Vittorini, che ha ricordato “la notte più lunga per gli aquilani” e sottolineato l‘importanza della memoria condivisa. “Abbiamo scelto di non sfilare, ma di ritrovarci”, ha spiegato. Nel suo intervento ha richiamato anche la figura di Antonietta Centofanti e il valore della memoria come responsabilità collettiva, citando José Saramago: “Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo”. Rivolgendosi ai più giovani, Vittorini ha lanciato un appello a farsi “sentinelle della memoria”, indicando la necessità di trasmettere il ricordo oltre le generazioni. La cerimonia si è conclusa con la lettura dei nomi delle 309 vittime e con la deposizione dei fiori sulla fontana monumentale, gesto semplice e simbolico che ha accompagnato la chiusura della notte. Sui social il sindaco Biondi ha scritto: “Onoriamo la nostra notte più lunga, la luce fa sperare. Onoriamo il dolore, attraversiamo il buio, camminiamo nel silenzio verso il giorno”.La mattinata si è aperta con la deposizione di fiori all’angelo di legno davanti alla Casa dello Studente, luogo simbolo della tragedia. Nel ricordo di Antonietta Centofanti, i fiori sono stati deposti da due dipendenti degli Uffici speciali per la ricostruzione dell’Aquila e del cratere, impegnati in queste ore, su impulso di Anci Abruzzo, a sostegno della Protezione civile regionale e dei Comuni colpiti dal maltempo. “È uno dei luoghi della memoria e anche del dolore della città dell’Aquila“, ha detto ancora Biondi riferendosi alla Casa dello Studente, indicando però anche la necessità di costruire un futuro per chi oggi vive e studia in città.
A seguire, nella chiesa delle Anime Sante in piazza Duomo, è stata celebrata la messa in suffragio delle vittime officiata dall’arcivescovo metropolita dell’Aquila, Antonio D’Angelo. Nell’omelia il presule ha parlato di una ferita “profonda” che solo nel Risorto può essere guarita, “pur conservando sempre il segno della ferita”, richiamando le parole evangeliche “Non temete” e il cammino di rinascita della comunità aquilana. Poi c’è stato un momento di memoria e riflessione nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, con la partecipazione della Cappella musicale pontificia sistina, la voce narrante di Daniele Pecci e la direzione artistica di Leonardo De Amicis.