Valle Peligna Cronaca
22 Aprile 2026, 00:01
INCONTRO A SULMONA CON LA MIGLIORE GIOVENTÙ
ASSEMBLEA MOLTO PARTECIPATA DEI GIOVANI IN SERVIZIO CIVILE
Mario Pizzola
Non è vero che i giovani sono indifferenti alle cose del mondo. Non è vero perché c’è una parte sempre più consistente delle nuove generazioni che non vuole essere spettatrice ma protagonista del cambiamento di una realtà sempre più segnata dall’imbarbarimento delle relazioni internazionali, dalle guerre, dal riarmo forsennato, dallo sfruttamento senza limiti delle risorse naturali, dal dominio di una minoranza di super ricchi contro il resto dell’umanità.
Sono giovani che innalzano le bandiere della pace, della nonviolenza, della solidarietà e della fratellanza tra i popoli, del rispetto dell’ambiente e della casa comune che è il pianeta Terra. E lo fanno riempiendo le piazze nelle manifestazioni contro le folli scelte belliciste che incendiano il mondo e nei dibattiti sempre più affollati su come costruire un presente e soprattutto un futuro che metta al centro non il potere ma l’essere umano.
Eccone un esempio. A Sulmona si è svolta una assemblea che ha visto la partecipazione, in presenza e online, di circa 100 giovani impegnati nel Servizio Civile Universale e operativi nelle quattro province abruzzesi. L’assemblea, coordinata nella sede del CSV da Francesco D’Ascenzo e da Giorgia Di Bella, ha affrontato tanti temi, tra cui: la storia dell’obiezione di coscienza al servizio militare e la legge istitutiva del servizio civile, l’esperienza del carcere militare, i grandi maestri della nonviolenza, il confronto tra il periodo della “guerra fredda” e il mondo di oggi, come rendere concreto il ripudio della guerra attraverso l’istituzione della Difesa Civile.
Nell’incontro sono stato coinvolto anch’io in quanto obiettore prima del riconoscimento giuridico. Nell’occasione i giovani mi hanno rivolto molte domande per conoscere la storia del movimento pacifista negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso e per sapere se il mondo era più sicuro allora oppure adesso.
Impossibile riportare in poche righe il confronto con quella che oggi rappresenta la migliore gioventù. 59 anni fa a Sulmona nacque il Gruppo di Azione Pacifista che ebbe relazioni con Aldo Capitini fondatore del Movimento Nonviolento, con Pietro Pinna primo obiettore politico del dopoguerra, con Marco Pannella e il Partito Radicale unico partito antimilitarista italiano, con Ignazio Silone convinto sostenitore degli obiettori di coscienza.
Dal convegno antimilitarista di Sulmona degli inizi di gennaio 1971 scaturì la prima obiezione di coscienza collettiva in Italia e vennero messi a punto i principi di una giusta legge per il riconoscimento giuridico dell’obiezione. La legge 772 del 15 dicembre 1972, da cui è nato il servizio civile alternativo al servizio militare, venne bollata dagli obiettori come “legge truffa” perché conteneva forti limitazioni e penalizzazioni, ma venne comunque accettata perché per la prima volta veniva riconosciuto nell’ordinamento italiano il diritto all’obiezione. Sarebbe toccato ai successivi obiettori in servizio civile migliorare la legge, come poi avvenne.
I giovani chiedono: cosa succede adesso con la leva militare? Il servizio militare obbligatorio in Italia è stato sospeso nel 2005 e da allora le forze armate sono costituite solo da professionisti. Ma con i venti di guerra che soffiano sempre più forte sono diversi i Paesi che lo hanno reintrodotto o stanno pensando di reintrodurlo. Tra questi il governo italiano, che però procede con i piedi di piombo perché sa che una larga maggioranza dei giovani è decisamente contraria al ritorno della leva. Intanto si dà il via libera al potenziamento della componente professionale ma la possibilità del ripristino dell’obbligatorietà del servizio militare resta in attesa sul tavolo del Ministero della Difesa.
Il mondo era migliore una volta oppure oggi? Sicuramente è peggiore adesso. Quando si era sotto la cappa dei due blocchi militari – Nato e Patto di Varsavia – mai si è arrivati ad uno scontro militare diretto. Le armi, comprese quelle atomiche, venivano usate come deterrenza. Nei momenti peggiori, come la crisi dei missili a Cuba dell’ottobre 1962, i leader di allora, Kennedy e Krusciov, ebbero il senso di responsabilità e l’intelligenza politica di risolvere pacificamente il conflitto.
Oggi il mondo è nelle mani di un pugno di governanti che hanno fatto del ricorso alla guerra, anzi alla guerra preventiva, la prima opzione: Putin in ucraina, Trump in Iran; che parlano di distruggere un’intera civiltà (ancora Trump sull’ Iran) o che lo stanno facendo (Netanyahu a Gaza); l’impiego dell’arma atomica non è più un tabù ma viene evocata da entrambe le parti; l’ONU è confinata in un angolo e il diritto internazionale è calpestato; i crimini di guerra sono all’ordine del giorno; la guerra è totale e a pagarne il prezzo maggiore è sempre la popolazione civile. Le guerre mostrano sempre più chiaramente il loro vero volto: hanno dietro enormi interessi economici e la parte del leone la fa il controllo delle fonti fossili, che sono la causa prima dei cambiamenti e dei disastri climatici.
Le nostre menti vengono hackerate da una massiccia propaganda che cerca di convincerci che il nemico è alle porte. Un nemico che cambia continuamente maschera: prima erano i seguaci di Bin Laden; poi la Russia di Putin; poi il terrorismo islamico; ora l’Iran. E se il nemico è alle porte cosa si fa? “Dobbiamo prepararci”. Così l’Unione Europea abbandona il Green Deal e riversa enormi risorse economiche nella produzione di armamenti. Il complesso militare-industriale-tecnologico-finanziario realizza profitti stellari e ingigantisce ancora di più il proprio potere sui decisori politici. L’Italia si adegua, ripudia l’articolo 11 della Costituzione e gonfia l’industria bellica sottraendo risorse fondamentali alla vita di tutti i cittadini.
I giovani domandano se è possibile opporsi a questa pazzia. Sì, è possibile. Facendo crescere dal basso un grande movimento per la pace che inceppi i meccanismi della preparazione della guerra. Respingendo la propaganda militare che cerca di penetrare ovunque e in primo luogo nelle scuole. Ostacolando la produzione, il commercio delle armi e la militarizzazione dei territori. Sostenendo gli obiettori di coscienza, i disertori e gli attivisti nonviolenti di Ucraina, Russia, Bielorussia, Israele e Palestina, come fa da tempo il Movimento Nonviolento.
Lo stesso M.N. ha promosso la campagna nazionale “Obiezione alla guerra”. Chiunque può firmare fin da adesso una dichiarazione con la quale rende nota alle autorità di governo la propria indisponibilità a nessuna “chiamata alle armi” e quindi alla preparazione e alla partecipazione a qualsiasi guerra. Le dichiarazioni saranno trasmesse al Presidente della Repubblica in quanto capo delle forze armate. Reti di associazioni pacifiste hanno inoltre rilanciato la proposta di iniziativa popolare “Un’altra difesa è possibile”, finalizzata alla istituzione in Italia del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta quale componente a pieno titolo del sistema nazionale di difesa e di sicurezza della Repubblica.
L’assemblea di Sulmona non resterà un momento isolato. Altre iniziative seguiranno per testimoniare il proprio impegno nella società da parte dei giovani in servizio civile. Il 25 aprile una delegazione del Servizio Civile Universale, non solo dell’Abruzzo ma anche di Lazio e Sardegna parteciperà alla marcia del Freedom Trail da Sulmona a Campo di Giove. Una seconda delegazione si recherà a Pietransieri dove depositerà una corona di fiori e la bandiera della nonviolenza al sacrario che ricorda l’eccidio perpetrato dall’esercito nazista il 21 novembre 1943.

