Cosa aspetta il sindaco Tirabassi a nominare il dirigente?

A circa un anno dall’elezione del sindaco Tirabassi e nonostante la conclusione della selezione pubblica lo scorso 8 aprile, il primo cittadino non ha ancora proceduto alla nomina del dirigente ai sensi dell’art. 110 del D.Lgs. 267/2000 (TUEL). Non si tratta più solo di un ritardo amministrativo, ma di una scelta politica che manca. La normativa è chiara: la nomina del dirigente è una prerogativa diretta del sindaco e continuare a rinviare significa sottrarsi a una responsabilità precisa.
Nel frattempo, la città paga il prezzo di questa indecisione: procedimenti che restano al palo; interventi e progetti che faticano a partire o a concludersi; uffici privi di una guida stabile; una macchina comunale che perde efficienza proprio quando servirebbe il massimo della capacità amministrativa. In una fase delicata per il Comune di Sulmona lasciare vacante un ruolo dirigenziale così strategico significa indebolire volontariamente l’azione amministrativa e penalizzare cittadini e imprese. Quindi, dopo un anno di mandato e con una procedura già conclusa, non esistono più alibi e la domanda è semplice: cosa sta aspettando il sindaco? Se Tirabassi non riesce a esercitare una prerogativa così chiara e diretta, è evidente che il problema non è il procedimento, ma la sua incapacità di decidere. E un sindaco che non decide su ciò che dipende esclusivamente da sé difficilmente può governare le sfide più complesse della città.
L’assenza di una decisione è una responsabilità politica piena che il sindaco dovrà assumersi davanti alla città. Perché a questo punto non è più una questione amministrativa: è una questione di credibilità.