Sindaco e Giunta a Roma per incontrare il Presidente della Repubblica

Da fonti di stampa apprendiamo quanto accaduto nella giornata di ieri: il sindaco, e pressoché l’intera giunta comunale, si è recato a Roma con la speranza di incontrare il Presidente della Repubblica, in assenza di  conferma formale dell’incontro. La vicenda, se confermata,  non è soltanto imbarazzante: è grave. Saremmo di fronte ad un episodio che rasenta il dilettantismo istituzionale e che mortifica il ruolo del Comune di Sulmona agli occhi delle istituzioni nazionali. Presentarsi al Quirinale senza le necessarie verifiche significa esporre l’ente a una figuraccia senza precedenti e dimostrare una preoccupante incapacità di gestione dei rapporti istituzionali. Ma ciò che rende il quadro ancora più inaccettabile è il contesto.
Questa è la settimana di Pasqua, la più importante per Sulmona dal punto di vista religioso, identitario ed economico. Mentre la città ha bisogno di una guida presente, autorevole e responsabile, sindaco e giunta decidono di allontanarsi, lasciando di fatto il Comune senza direzione. Il risultato è un’amministrazione assente, costretta a riunirsi da remoto in condizioni al limite del surreale, mentre i cittadini attendono risposte su problemi concreti che continuano a essere ignorati. A questo si aggiunge un ulteriore elemento che impone la massima chiarezza: qualora anche un solo euro fosse stato speso a carico dei cittadini per una trasferta non adeguatamente formalizzata sul piano istituzionale, ci troveremmo di fronte a un fatto politicamente e istituzionalmente inaccettabile. Non siamo di fronte a una svista, ma all’ennesima dimostrazione di un modo di amministrare superficiale, autoreferenziale e irresponsabile, che sta progressivamente indebolendo la credibilità del Comune. È giunto il momento che sindaco e maggioranza si assumano la responsabilità politica ed essere finalmente all’altezza del ruolo ricoperto e delle aspettative della città. Sulmona non può più permettersi improvvisazione, e a maggior ragione chi scambia il governo della città per un’occasione di visibilità o, peggio, per una gita “fuori porta” con tanto di foto ricordo.
Le minoranze di palazzo San Francesco