RIFORMA IDRICA IN ABRUZZO: DA SEI A DUE GESTORI

È stata definita una “svolta storica” la riforma del servizio idrico che intende razionalizzare il sistema di gestione dell’acqua in Abruzzo attraverso la riduzione dei sub ambiti in cui risulta suddiviso l’Ambito territoriale unico regionale, che passerebbero da sei a due.
Questo il cuore della proposta di legge regionale, a firma del presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, di FI, e del vicepresidente Marianna Scoccia, di Noi Moderati, al centro oggi della seduta congiunta delle Commissioni Bilancio e Territorio, nella quale sono stati ascoltati i gestori territoriali del servizio idrico, l’Ersi (Ente Regionale Servizio Idrico) e i sindacati.
“Le audizioni di questo pomeriggio confermano un dato ineludibile: nessuno degli attuali gestori è contrario al progetto di riforma del sistema idrico che stiamo discutendo in Consiglio”, dichiara Sospiri.
Dopo la Gran Sasso Acqua e Ruzzo Reti, oggi è stato il turno delle società, ACA, SACA, SASI e Consorzio Acquedottistico Marsicano. Al confronto hanno partecipato anche i rappresentanti sindacali di Cisl e Uil Abruzzo-Molise.
Dall’ascolto dei presidenti delle società di gestione si è colta la condivisione sostanziale del piano di riorganizzazione del sistema acqua, tracciato dalla proposta normativa.
“Ho ricordato ai commissari e ai presidenti delle società di gestione – sottolinea Sospiri – che l’alternativa a questa idea di riforma sono le gare. E con le gare saremmo inevitabilmente costretti ad aprire ai privati. Io sono contrario alla gestione privatistica di un asset strategico come l’acqua, per questo ritengo fondamentale che i vertici degli attuali gestori si facciano portavoce con i Sindaci, fornendo una informativa chiara. Bene che arrivino proposte di miglioramento o alternative valutabili. Male, se dalle amministrazioni dovessero giungere dei ‘no’ preconcetti, senza fornire soluzioni altrettanto valide”.
Per la vicepresidente del Consiglio Scoccia: “Oggi poniamo le basi per una vera rivoluzione nella gestione del bene comune più prezioso: l’acqua. Con questo progetto di legge, l’Abruzzo supera la frammentazione del passato per dare vita a un sistema moderno, solido e capace di rispondere alle sfide del futuro. Questa riforma non è solo un atto tecnico, ma una scelta politica coraggiosa – sottolinea – Ridurre i gestori da sei a due significa abbattere la burocrazia, ottimizzare i costi e, soprattutto, garantire investimenti strutturali che finora sono stati ostacolati da una gestione troppo parcellizzata. La nostra priorità è il cittadino: vogliamo tariffe eque e un servizio di alta qualità in ogni angolo della regione, dalle aree metropolitane ai piccoli comuni montani”.