Scanno Editoriali
9 Febbraio 2026, 06:10
Il lunedì del direttore
La Scuola dell’Infanzia a Scanno seguiterà ad essere paritaria
Roberto Grossi
Ieri, domenica 8 Febbraio, facendo un giro per i siti locali, ho fatto tappa sulla pagina “Cattivissimi noi” della Piazza di Scanno. Vi ho letto:
«Partiamo dalla Scuola Materna e dalla costruzione di un nuovo polo scolastico (- ? - il punto esclamativo è mio). Ecco quello che pensava Giovanni: … ad ogni modo, subito dopo l’estate (2025 ndr) asilo ed edificazione della nuova scuola saranno oggetto di un’assemblea pubblica e, nell’occasione, sarà fatta piena e puntuale chiarezza.”… Beh, siamo nel 2026 e di questa assemblea chiarificatrice non c’è stata neanche l’ombra. Dalle voci che rimbalzano come una pallina da ping pong tra le viuzze del nostro spettacolare borgo, si dice che sulla costruzione della scuola stiamo ancora in alto mare, mentre la materna sarà ancora paritaria, quindi viene preferita a quella statale. Il servizio sarà affidato ad una cooperativa che dietro pagamento di una provvigione, si occuperà di fornire il personale preposto anche per sostituire le Suore con mansioni di insegnanti. L’edificio sarà ancora quello dell’associazione “Buon Pastore”, a cui bisognerà corrispondere un canone annuale, poiché le spese di gestione sono tante, come la tassa IMU puntualmente imposta sui locali dell’asilo da Giovanni & Giuseppe …».
La decisione è maturata senza la convocazione del Consiglio Comunale, né, a quanto ho letto, il coinvolgimento dei genitori dei bambini in età scolare.
Nel mio editoriale del 2 Febbraio scorso ho manifestato apertamente le mie “simpatie” per una Scuola dell’Infanzia Statale. Non per questione finanziaria ( se il Comune e le famiglie dei bambini vogliono accollarsi le spese di gestione è un problema loro), ma dal punto di vista pedagogico e didattico, perché dà la possibilità di costituire un polo scolastico unico, che integra infanzia, primaria e secondaria di primo grado, con una visione pedagogica dai tre ai quattordici anni, che elimina le fratture tra i diversi gradi di istruzione, garantendo un approccio metodologico coerente e una transizione “più dolce” per i bambini.
Con un Piano Educativo mirato si evitano frammentazioni e ripetizioni eccessive nei programmi durante il passaggio tra i diversi ordini di scuola. Un unico polo, inoltre, semplifica il dialogo tra scuola e famiglia, costruendo una comunità educante solida e continua nel tempo.
Ricordo benissimo che negli anni in cui sono stato insegnante il piano educativo dell’allora “Istituto Comprensivo Valle del Sagittario” non ha mai preso in considerazione la Scuola dell’Infanzia di Scanno che, essendo paritaria, era libera, nel rispetto delle Ordinanze Ministeriali, di scegliere, secondo la loro impronta, gli obiettivi educativi e metodologie specifiche (Steiner, Agazzi, Montessori, Cooperative Learning, Flipped Classroom, ecc.), mentre le scuole dell’Infanzia degli altri paesi della Valle, essendo statali, rientravano in una programmazione unica che partiva proprio dai bambini più piccoli per arrivare ai ragazzi di terza media.
Gli amministratori di Scanno hanno fatto altre scelte. I consiglieri di minoranza, dato che non si è sentita la loro voce, sono d’accordo con la maggioranza.
Siamo all’assurdo: lo Stato istituisce la Scuola Statale dell’Infanzia, gratuita e aperta a tutti, e a Scanno si sceglie una scuola paritaria, dando ad una cooperativa la gestione, disconoscendo che altrove ci sono un consiglio d’Istituto, un consiglio dei docenti, un dirigente e il corpo insegnante, entrato nella scuola per concorso.
L’argomento scuola è stato e continuerà ad essere in Italia tra i più dibattuti, perché in essa sono riposte le speranze di ogni società. Per questo il contrasto tra scuola privata e scuola pubblica, tra laici e cattolici, ha attraversato i tanti anni dall’Italia unita. La vera alternativa non è tra scuola pubblica e scuola privata, tra scuola confessionale e scuola laica, tra scuola di destra e scuola di sinistra, ma tra scuola aperta e scuola chiusa.
Una scuola che voglia essere tale (“skolé”, in greco, significa “divertimento”), deve non solo educare ed informare, ma stimolare capacità e talenti, spalancando al mondo porte e finestre.
Porte e finestre debbono essere aperte e spalancate sin dalla Scuola dell’Infanzia. Per la mia esperienza le scuole pubbliche le sanno aprire e spalancare.

