Alta Valle del Sagittario modello per lo sviluppo delle Aree Interne

Negli ultimi quarant’anni l’Alta Valle del Sagittario ha sviluppato, in larga parte per iniziativa endogena, un sistema economico e sociale che rappresenta un elemento strutturale per le politiche delle Aree Interne, ma che non risulta ancora pienamente riconosciuto nella programmazione strategica. Nei comuni di Scanno, Villalago, Anversa degli Abruzzi e Cocullo si è consolidato un modello di agricoltura multifunzionale che integra allevamento, trasformazione agroalimentare, ospitalità rurale e turismo esperienziale, generando effetti rilevanti in termini di occupazione stabile, presidio territoriale e continuità abitativa.
Il fenomeno può essere stimato in circa trenta aziende agricole e pastorali attive, con un volume d’affari complessivo superiore ai dieci milioni di euro annui e un indotto occupazionale diretto e indiretto di circa novanta addetti. In un contesto di area interna montana, tali valori configurano un sistema economico strutturato, non episodico, con effetti misurabili sulla tenuta demografica e sociale.
Continuità abitativa come fattore strategico
Uno degli elementi qualificanti di questo modello è la continuità temporale dell’attività economica. A differenza di molte iniziative a carattere prevalentemente stagionale, l’agricoltura multifunzionale richiede presenza fisica costante durante tutto l’anno. L’allevamento impone una gestione quotidiana, la trasformazione agroalimentare segue cicli annuali, l’ospitalità rurale intercetta flussi distribuiti nel tempo e le attività esperienziali non sono limitate ai soli periodi di alta stagione.
Dal punto di vista della Strategia Nazionale per le Aree Interne, questo aspetto è centrale: il lavoro che richiede presenza continua produce stabilità abitativa, rafforza le comunità locali e contribuisce alla sostenibilità dei servizi essenziali.
Le aziende agricole come infrastrutture territoriali
Le aziende agricole multifunzionali dell’Alta Valle del Sagittario svolgono una funzione assimilabile a quella di infrastrutture territoriali. Esse garantiscono il presidio attivo del paesaggio, contrastano l’abbandono delle aree montane, mantengono viva la rete sociale locale e generano domanda stabile di servizi pubblici e privati.
Nonostante questo ruolo, tali realtà risultano spesso marginali negli strumenti di pianificazione e programmazione, dove vengono considerate come singole iniziative imprenditoriali e non come asset strategici per la permanenza e la coesione territoriale.
Coerenza con gli obiettivi SNAI
Il modello di agricoltura multifunzionale presente nell’Alta Valle del Sagittario risponde in modo diretto a diversi obiettivi della Strategia Nazionale per le Aree Interne:
contrasto allo spopolamento;
rafforzamento della base occupazionale locale;
valorizzazione delle risorse endogene;
integrazione tra sviluppo economico, tutela del territorio e coesione sociale.
In questo senso, il sistema agricolo multifunzionale non rappresenta un settore da sostenere in modo accessorio, ma una leva strutturale di sviluppo territoriale, già operativa e consolidata.
Limiti dell’impostazione attuale
Le politiche pubbliche tendono ancora a privilegiare interventi frammentati o iniziative a bassa continuità, con effetti limitati sulla permanenza della popolazione. La separazione tra politiche agricole, turistiche e di sviluppo locale riduce l’efficacia complessiva degli interventi e non valorizza adeguatamente i soggetti che già oggi garantiscono lavoro stabile e presidio umano.
Per la Strategia dell’Area Interna, ciò comporta il rischio di non intercettare e rafforzare i processi virtuosi già in atto, concentrando risorse su interventi meno strutturali.
Indirizzo strategico
Alla luce di quanto sopra, l’agricoltura multifunzionale dell’Alta Valle del Sagittario dovrebbe essere assunta come asse portante della Strategia d’Area, attraverso:
il riconoscimento formale del suo ruolo nei documenti di programmazione;
l’integrazione con le politiche per i servizi essenziali;
la coerenza tra strumenti agricoli, turistici e di sviluppo territoriale;
il sostegno alla permanenza stabile degli addetti e delle loro famiglie.
Conclusione
L’esperienza dell’Alta Valle del Sagittario dimostra che nelle aree interne esistono già sistemi capaci di generare sviluppo, lavoro e comunità permanenti. Circa trenta aziende, oltre dieci milioni di euro di fatturato e novanta addetti rappresentano una base economica concreta su cui costruire politiche di lungo periodo.
Per la Strategia Nazionale delle Aree Interne, riconoscere e rafforzare questo modello non è un’opzione marginale, ma una scelta strutturale per la permanenza e la vitalità dei territori.