Abruzzo Ambiente
26 Febbraio 2026, 00:06
Montagna: “L’Accordo in Conferenza unificata tutela i Comuni storicamente montani”
Redazione
“Nel dibattito sulla nuova classificazione dei Comuni montani è necessario attenersi ai testi ufficiali. L’accordo sancito in Conferenza Unificata il 5 febbraio 2026 contiene una previsione molto chiara che garantisce tutele anche ai Comuni storicamente classificati montani”. Lo dichiara la consigliera Carla Mannetti (Lega), presidente del Comitato per la Legislazione in Consiglio regionale. “L’accordo stabilisce che, nell’utilizzo della quota regionale del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, le Regioni possano tenere conto delle esigenze dei Comuni compresi nell’elenco storico predisposto sulla base della legge del 1952, anche se non rientrano nei nuovi criteri di classificazione. È un passaggio fondamentale che smentisce letture allarmistiche”. “Non esistono Comuni di serie A e Comuni di serie B. La nuova classificazione introduce criteri oggettivi basati su altitudine e pendenza, ma contestualmente riconosce alle Regioni un margine di autonomia nella programmazione e nell’assegnazione delle risorse, proprio per garantire equilibrio e continuità di intervento”.
Secondo la nuova bozza di Dpcm, i Comuni montani saranno 3.715, contro i 4.062 individuati in precedenza come totalmente o parzialmente montani. Si tratta quindi di 347 enti in meno rispetto alla classificazione precedente.
L’elenco definitivo dei 3.715 comuni beneficiari determina l’accesso alle misure di sostegno previste dalla legge 131/2025 e la sua pubblicazione formale sulla Gazzetta Ufficiale renderà operative tutte le misure collegate.
La definizione di “Comune montano” non è solo una questione nominale. Essa determina:
• l’accesso ai fondi nazionali per la montagna;
• l’applicazione di misure fiscali agevolative;
• la programmazione regionale di interventi infrastrutturali e sociali;
• la possibilità di beneficiare di specifiche politiche di sviluppo.

